Henri de Régnier
Henri-Francois-Joseph de Régnier (Honfleur, 28 dicembre 1864 – Parigi, 23 maggio 1936) è stato uno scrittore e poeta francese, tra i fondatori del simbolismo e del verso libero.
[modifica] Biografia
Nato in una famiglia aristocratica della Normandia, Henri de Régnier, dopo aver frequentato il collège Stanislas (dove era suo compagno di classe Viélé Griffin, in seguito suo prezioso amico), studiò legge con la prospettiva di entrare nella diplomazia. Preferì però dedicarsi alle lettere: nel 1885 inizia a pubblicare versi, in Francia e Belgio, su alcune riviste simboliste, in particolare su Lutèce.
Ammiratore di Mallarmé, era uno degli abituali frequentatori dei suoi martedì, dove conobbe altri scrittori. Lettore accanito, fu influenzato, più che dai suoi contemporanei (anche se l'importanza di Leconte de Lisle e di José Maria de Hérédia è considerevole) dai saggisti e dai memorialisti dei secoli passati, soprattutto di quelli che vissero nel XVII e nel XVIII secolo. Si sposò nel 1896 con la figlia di Heredia, Marie, anch'essa scrittrice, sotto lo pseudonimo di Gérard d'Houville. Tuttavia pare che non si sia trattato di un matrimonio molto felice: i tradimenti della moglie furono frequenti e fu famosa la sua relazione con Pierre Louÿs, uno dei migliori amici del marito, nonché probabile padre di suo figlio, Pierre.
Acquistò fama fin dal 1889, anno di pubblicazione della sua prima raccolta, Poèmes anciens et romanesques. I suoi numerosi volumi di poesia – Tel qu'en songe (1892), Aréthuse (1895), Les Jeux rustiques et divins (1897), Les Médailles d'argile (1900), La Cité des eaux (1902), La Sandale ailée (1905), Le Miroir des heures (1910) – restano fedeli all'ideale classico, ma presentano una più grande libertà formale.
Scrisse anche dei racconti (Contes à soi même, del 1893) e dei romanzi, tra cui spicca La Double maîtresse (1900), romanzo freudiano ante litteram. Bisogna anche citare Le Bon plaisir (1902), Le Mariage de minuit (1903), Les Vacances d'un jeune homme sage (1903), Les Rencontres de M. de Bréot (1904), Le Passé vivant (1905), La Peur de l'amour (1907), La Flambée (1909), La Pécheresse (1920), L'Escapade (1925), ecc. Henri de Régnier aveva una predilezione per il XVIII secolo, da cui attingeva per i suoi soggetti, a volte scabrosi, e di cui pasticciava sovente lo stile.
Fu anche critico letterario e artistico, collaborò a lungo con diverse riviste e giornali dell'epoca tra cui Le Figaro.
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