Henri de La Tour d'Auvergne, visconte di Turenne

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Henri de La Tour d'Auvergne-Bouillon

Henri de La Tour d'Auvergne-Bouillon, visconte di Turenne, noto anche col nome di Grand Turenne (Sedan, 11 settembre 1611Salzbach, 27 luglio 1675), è stato un generale francese, Maresciallo di Francia sotto Luigi XIII e Luigi XIV.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre, Henri de la Tour d'Auvergne, visconte di Turenne, e primo gentiluomo di camera di Enrico IV, era divenuto Maresciallo di Francia nel 1592, e duca di Bouillon a seguito del suo primo matrimonio con Charlotte de la Marck. La madre, Elisabetta di Nassau, era figlia di Guglielmo il Taciturno. Egli fu allevato nella religione riformata ma si convertì al cattolicesimo sotto l’influenza del Bossuet ed ebbe accesso alle più alte cariche. Nel 1651 divenne Maresciallo di Francia. Partecipò durante la Guerra dei trent'anni alle battaglie di Friburgo (1644) e di Nördlingen (1645) insieme al Gran Condé. Dapprima vicino ai ribelli della Fronda nel 1648, si riconciliò con il Mazzarino e divenne il comandante delle armate reali.

Nella Battaglia di Bléneau il 7 aprile 1652 sconfisse le truppe spagnole comandate dal Gran Condé, ottenendo così il perdono definitivo del re Luigi XIV. Nel 1658 sconfisse nuovamente gli spagnoli del Condé nella battaglia delle Dune presso Dunkerque. Nel 1660 fu nominato Maresciallo generale degli accampamenti e delle armate del re.[1] Durante la Guerra d'Olanda fu battuto dalle truppe imperiali del Montecuccoli e fu obbligato a riattraversare il Reno nel 1673. Si prese tuttavia la rivincita nel giugno del 1674 con la Battaglia di Sinzheim, ove impedì il ricongiungimento delle due armate nemiche e devastò il Palatinato. Batté nuovamente le truppe imperiali in Alsazia nella Battaglia di Entzheim (ottobre del medesimo anno), ma di fronte alla sproporzione delle forze si ritirò su Saverne e Hagenau, consentendo ai tedeschi di acquartierarsi per l’inverno in Alsazia.

Contrariamente agli usi militari del tempo non esitò ad attaccare in pieno inverno, il 27 dicembre era a Belfort ed il 29 entrò a Mulhouse. Le truppe imperiali si erano stabilite a Turckheim, in una valle dei Vosgi: la sua strategia consistette nel sorprendere il nemico attaccandolo dalla montagna. Egli salì sulla città di Thann, passò di fianco al castello di Engelburg (a quel tempo non ancora fatto distruggere da Luigi XIV) e stabilì il suo acquartieramento sul posto, ancor oggi noto come camp Turenne. Spinse poi le sue truppe lungo la cresta e giunse sopra il campo nemico il 5 gennaio 1675, scese a precipizio lungo la valle e prese il nemico di sorpresa: poche furono le vittime poiché quest'ultimo si diede alla fuga. Gli imperiali furono così costretti a battere in ritirata ed a ripassare sull'altra sponda del Reno.

Luigi XIV gli riconfermò il comando nella campagna del 1675 nella quale si trovò nuovamente di fronte il suo vecchio avversario, il Montecuccoli. In due mesi dispiegarono entrambi le loro migliori manovre: alla Battaglia di Salzbach infine Turenne era sul punto di portare l’avversario sulle posizioni a lui più favorevoli quando venne colpito a morte da una cannonata. Era fratello minore di Frédéric Maurice de La Tour d'Auvergne duca di Bouillon. Nel 1653 Turenne aveva sposato Carlotta di Caumont La Force, che morì nel 1666; la coppia non ebbe figli. Luigi XIV gli concesse l'onore postumo di essere seppellito nella Abbazia di Saint-Denis, ove venivano tumulati i re di Francia. Napoleone Bonaparte, che aveva delle qualità militari del Turenne grande considerazione, ne fece trasferire le spoglie nella chiesa di Saint-Louis des Invalides a Parigi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questa carica, denominata Maréchal général des champs et armées du roi era stata assegnata fino ad allora solo a:

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