Hellraiser (film)

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Hellraiser
Hellraiser gip.jpg
Pinhead in una scena del film
Titolo originale Hellraiser
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1987
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore
Regia Clive Barker
Soggetto Clive Barker (romanzo)
Sceneggiatura Clive Barker
Produttore Christopher Figg
Fotografia Robin Vidgeon
Montaggio Richard Marden
Musiche Christopher Young
Scenografia Michael Buchanan
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Episodi

Succeduto da Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'Inferno (1989)

Hellraiser è un film del 1987 scritto, prodotto e diretto da Clive Barker, con Doug Bradley e Sean Chapman. Il film è basato sul racconto The Hellbound Heart, scritto da Barker stesso. Al film sono seguiti otto sequel.

Il titolo indicato sulla locandina italiana del film era Hellraiser - Non ci sono limiti.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

« He'll tear your soul apart »
(Tagline del film)

Larry e la seconda moglie Julia decidono di trasferirsi in una villetta, abbandonata da anni, alla periferia di Londra. La casa è stata teatro di una torbida relazione tra Julia e il cognato Frank, i cui resti si trovano ancora nel luogo. Durante il trasloco Larry si ferisce a una mano e il sangue caduto a terra fa sì che Frank, in realtà imprigionato in una mostruosa condizione di disfacimento fisico causato dall'apertura di una misteriosa scatola, torni in vita. Julia sentendo degli strani rumori provenienti da una camera va a controllare e scopre che il suo ex-amante è ancora vivo seppur in condizioni fisiche disastrose. Per tornare alla sua condizione normale ha bisogno di sangue e Julia decide di aiutarlo fornendogli delle vittime. Larry si accorge che c'è qualcosa di strano nel comportamento della moglie e ne parla con la figlia, Kirsty, alla quale chiede di fare compagnia a sua moglie mentre lui è al lavoro. La ragazza il giorno seguente si reca nella villetta e vede Julia entrare nell'abitazione con uno sconosciuto. Insospettita entra in casa e scopre il terribile segreto. Frank non può permettere che si venga a sapere della sua condizione e tenta invano di uccidere la ragazza che scappando entra in possesso della misteriosa scatola.

Kirsty, in stato di shock, viene ricoverata in ospedale, grazie al Cubo di LeMerchant che scopre l'esistenza di un'altra angosciante dimensione, "richiamando" di conseguenza i Cenobiti. Per sfuggire alle loro torture la giovane fa un patto con i Supplizianti, portandoli da Frank. Arrivata a casa la ragazza scopre la relazione tra lo zio (che ha preso possesso del corpo di Larry) e Julia, Frank cerca di uccidere la nipote ma non vi riesce, a morire è invece Julia.

L'uomo viene poi fatto vittima dei Supplizianti che poi cercano di attaccare Kirsty, infrangendo il patto tra loro e la giovane. Kirsty riesce a salvarsi con l'aiuto del fidanzato, la casa crolla travolgendo uno dei Cenobiti, mentre gli altri vengono "risucchiati" nella loro dimensione.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Scontento del film basato su Rawhead Rex e altri ispirati ai suoi racconti, Clive Barker decise di adattare il suo romanzo più recente The Hellbound Heart per il grande schermo. Assemblando, citando testualmente l'autore, una collezione "primitiva" di appunti e disegni che indicavano come il film avrebbe dovuto essere, Barker entrò in contatto con il produttore britannico Christopher Figg che gli assicurò un contratto con la New World Pictures. Il film fu filmato in una casa vera e con un budget piuttosto limitato, che costrinse Barker a essere il più creativo possibile. In casa c'era spesso lo spazio per una sola telecamera, il che spiega perché molte delle inquadrature sono fatte da un solo angolo. In particolare, i movimenti verticali della telecamera erano gli unici possibili per gli operatori, costringendoli a ripetuti zoom. Soltanto una stanza nella casa, l'attico, è stata ricostruita su un set, benché il suo utilizzo fu limitato alle scene con effetti speciali.[2]

La New Line contribuì fornendo altri fondi per rigirare la scena della rinascita di Frank. La prima scena girata prevedeva un cadavere essiccato emergere dalla parete, ma Barker e il direttore degli effetti speciali Bob Keen, trovarono il risultato piuttosto insoddisfacente. Tuttavia anche la nuova scena girata, molto più complessa e "ricca" fu ritenuta di scarsa qualità da molti spettatori del film. Clive Barker spiegò che, considerando il budget molto ridotto, i mezzi a disposizione e la quantità di alcol consumata durante le riprese, l'effetto speciale era riuscito abbastanza bene.[2]

Differenze rispetto al racconto[modifica | modifica sorgente]

Nel racconto di Barker non vi è una sostanziale differenza di ruoli tra i Cenobiti, mentre nel film la figura di Pinhead spicca tra le altre (anche nei titoli di coda, il personaggio viene identificato come "leader dei Cenobiti", non avendo ancora il soprannome ufficiale di Puntaspilli). Nel finale del film, i Cenobiti cercano comunque di uccidere Kirsty e ciò appare un po' strano, visto che Pinhead aveva accettato di risparmiarla in cambio del ritrovamento di Frank. Nel racconto, in effetti, i Cenobiti sono di parola e anzi invitano Kirsty ad allontanarsi perché quanto stava per accadere a Frank non la riguardava. Il finale diverso fu, con tutta probabilità, richiesto dalla produzione, quindi Barker decise di incattivire i Cenobiti e di optare per il finale che si vede nella pellicola. Per altro, non è chiaro come il suppliziante Butterball, che sembra restare ucciso dal parziale crollo della casa degli orrori, poi appaia nuovamente sulla scena nel sequel, dal momento che gli altri Cenobiti vengono esplicitamente "catturati" dalla scatola e la stessa viene portata poi via dal misterioso figuro che si trasforma in demone alla fine del film. Probabilmente questa incongruenza è legata al fatto che Barker non si attendeva di dover fare un sequel di Hellraiser e, quando lo ha realizzato, ha deciso comunque di richiamare in scena tutti e quattro i Cenobiti del primo film.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Originariamente Giani Alberto autorizzò una colonna sonora per Hellraiser dalla band Coil. La musica che loro avevano fornito venne rifiutata, e Christopher Young provvide a una composizione orchestrale più tradizionale per il film completato. Lo score dei Coil, il quale era apparentemente descritto da Barker in un modo lusinghiero come se fosse "budella zangolata"[3], venne pubblicata in un album isolato chiamato The Unreleased Themes for Hellraiser e come parte della compilation Unnatural History II.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Tutte le canzoni sono eseguite da Christopher Young:[4]

  1. Hellraiser - 1:43
  2. Resurrection - 2:32
  3. Hellbound Heart - 5:05
  4. The Lament Configuration - 3:31
  5. Reunion - 3:11
  6. A Quick Death - 1:16
  7. Seduction And Pursuit - 3:01
  8. In Love's Name - 2:56
  9. The Cenobites - 4:13
  10. The Rat Race Slice Quartet - 3:15
  11. Re-Resurrection - 2:34
  12. Uncle Frank - 2:59
  13. Brought On By Night - 2:18
  14. Another Puzzle - 4:06

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Nella sua prima settimana di proiezioni il film ha incassato un totale di 4,453,232 dollari, diventando il terzo più visto del weekend, dietro Attrazione fatale ed Ehi... ci stai?. In totale il film ha incassato 14,564,027 dollari nei soli Stati Uniti, a fronte di un costo stimato intorno ad 1.000.000 di dollari.[5]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hellraiser - Non ci sono limiti, Cinematografo.it. URL consultato il 13-11-2010.
  2. ^ a b Hellraiser (1987) - Trivia - IMDb
  3. ^ Industrial::Music::Library: Coil: An Interview
  4. ^ SoundtrackNet : Hellraiser Soundtrack
  5. ^ Hellraiser (1987)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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