Hellín

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Hellín
comune
Hellín – Stemma Hellín – Bandiera
Localizzazione
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Bandera Castilla-La Mancha.svg Castiglia-La Mancia
Provincia Bandera antigua provincia Albacete.svg Albacete
Territorio
Coordinate 38°30′44″N 1°42′12″W / 38.512222°N 1.703333°W38.512222; -1.703333 (Hellín)Coordinate: 38°30′44″N 1°42′12″W / 38.512222°N 1.703333°W38.512222; -1.703333 (Hellín)
Altitudine 555 m s.l.m.
Superficie 781,19 km²
Abitanti 30 366 (2007)
Densità 38,87 ab./km²
Comuni confinanti Albacete, Albatana, Calasparra (MU), Cieza (MU), Férez, Jumilla (MU), Liétor, Moratalla (MU), Pozohondo, Socovos, Tobarra
Altre informazioni
Cod. postale 02400
Prefisso (+34) 967
Fuso orario UTC+1
Targa AB
Nome abitanti hellinera/o, ilunense
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Hellín
Hellín – Mappa
Sito istituzionale

Hellín è un comune spagnolo situato nella comunità autonoma di Castiglia-La Mancia. Si trova a sud est di Albacete nella parte meridionale della Mancia fra le catene prebetiche e la pianura della Murcia. È capitale della Comarca de Hellin solcata dai due fiumi Segur e Mondo che irrigano poi la pianura della Murcia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dai resti archeologici si evince che nella zona c'era una presenza umana già nella preistoria, i primi insediamenti furono delle tribù di Iberi, seguiti poi da cartaginesi e Romani. Questi le diedero nome Illunum da cui chiaramente deriva l'attuale toponimo. Con l'invasione dei popoli germanici e la fine dell'impero romano s'installarono nella regione i Visigoti e dal famoso trattato di Teodomiro col quale Visigoti e Arabi, nel frattempo sbarcati in Spagna, fissavano i confini dei rispettivi territori, risulta che Hellin fece parte nel 713 del regno visigoto di Teodomiro.

Nel XIV secolo Enrico IV di Castiglia in riconoscimento dei servizi prestati lo donò al suo scudiero Juan Pacheco e Hellin fece parte del marchesato di Villena fino agli inizi del secolo XIX quando furono abolite le signorie. In questo secolo la città fu oggetto di attacchi da parte dei Moreschi che mal sopportavano il dominio dei Cristianl, soffrì anche per le controversie che nacquero fra il marchesato di Villena e la minarchia castigliana. Seguì comunque le sorti della Castiglia senza più alcun protagonismo particolare.

Attualmente l'economia della comarca è basata sulla agricoltura e sul commercio e l'artigianato con qualche piccolo insediamento industriale.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Iglesia de la Asunción
Pitón volcánico de Cancarix
  • La chiesa di Santa Maria de la Asuncion fondata nel 1499 poi modifica e restaurata nei secoli successivi: la torre campanaria è del XVII secolo
  • Convento de los Padres franciscanos del secolo XVI,
  • Santuario de N.S. del Rosario
  • Casa de los Solaza
  • Casa de los falcon Morote
  • Museo Comarcal; il Museo taurino Caňamon
  • Plaza de Toros costruita nel 1860 e restaurata nel 1987: è utilizzata oltre che per le corride, per spettacoli teatrali e concerti.

Nel casco historico (centro storico) oltre alle diverse chiese già citate è interessante il barrio arabo vecchio quartiere arabo.

Inoltre:

  • Parroquial del sagrado Corazon de Jesus, la Capilla del Colegio de los Padres Terciarios Capucines, la Parroquia de san Roque, la Ermita de san Rafael del XVI secolo, il Convento de Clarisas del XVII secolo,

Dintorni[modifica | modifica wikitesto]

Nei dintorni della città sono interessanti il complesso archeologico di Tolmo de Minateda e il vulcano Cancarix.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Hellin è detta la ciutad del Tambor (città del tamburo) perché durante le celebrazioni della Settimana Santa si svolge la tamborrada. Si fa risalire questa usanza a quando in città convivevano cristiani e musulmani.

Gli Arabi, a ricordo della battaglia di Sagrajas nel 1086 in cui facendo un gran rumore coi tamburi e con altri oggetti spaventarono e misero in fuga i cristiani, per irridere i cristiani e disturbere le loro celebrazioni della Settimana Santa giravano per la città suonando i tamburi.

Da allora in risposta alla provocazioni i cristiani accompagnarono le processioni della Settimana Santa con i tamburi, usanza che continuò anche quando i Mori erano stati espulsi, finché il clero si lamentò del disturbo arrecato alla processione e dal 1876 i tamburi non parteciparono più alle processioni ma i tamburini girarono suonando per le vie delle città. Attualmente la tamborrada si svolge a partire dalla mezzanotte del Giovedì Santo e i tamburini vestiti con cappe nere percorrono le vie della città al suono dei tamburi. Alla domenica di Pasqua accompagnano in allegria la gente in festa per la Resurrezione che balla per le strade.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

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