Heimaey

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Heimaey
Heimaey ripresa nel febbraio 2009. Veduta nord-orientale.
Heimaey ripresa nel febbraio 2009. Veduta nord-orientale.
Geografia fisica
Localizzazione Oceano Atlantico
Coordinate 63°25′N 20°17′W / 63.416667°N 20.283333°W63.416667; -20.283333Coordinate: 63°25′N 20°17′W / 63.416667°N 20.283333°W63.416667; -20.283333
Arcipelago Vestmannaeyjar
Superficie 13,4 km²
Altitudine massima 283 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Islanda Islanda
Regione Suðurland
Contea Vestmannaeyjar
Demografia
Abitanti 4.500
Cartografia
Mappa di localizzazione: Islanda
Heimaey

[senza fonte]

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Baia di Heimaey ripresa a giugno 2005. Veduta meridionale
Veduta dall'Helgafell, verso Nord-Ovest

Heimaey (ˈheɪma.eɪ) è l'isola più grande (13,4 km² - 5,2 miglia quadrate) del distretto di Vestmannaeyjar, situata a circa 4 miglia nautiche (7,4 km) dalla costa meridionale dell'Islanda. È l'unica isola popolata dell'arcipelago di Vestmannaeyjar con circa 4500 abitanti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichi racconti[modifica | modifica sorgente]

La Landnáma riporta che Ingólfur Arnarson, il primo uomo a insediarsi stabilmente in Islanda, visse un intero inverno a Ingólfshöfði, poi gettò in mare le sue "Öndvegissúlur" (doghe di legno che costituivano la sedia del capo) e le seguì verso Ovest. Era consuetudine gettare le "Öndvegissúlur" in mare e lasciarle galleggiare. Una volta che queste doghe di legno si arenavano su qualche spiaggia, i vichinghi che le seguivano avrebbero lì costruito la loro fattoria. A Hjörleifshöfði, Ingólfur scoprì che il suo fratellastro Hjörleifr Hróðmarsson era morto e i suoi schiavi erano spariti. Lontano, nel mare, vide alcune barche dirigersi verso un piccolo gruppo di isole e decise di inseguirle.

Prelevati dal Nord dell'Irlanda, gli schiavi erano chiamati "uomini dell'Occidente" (Vestmenn), dal momento che l'Irlanda era la terra più a Ovest del mondo conosciuto all'epoca (circa 840). Gli schiavi sbarcarono a Heimaey e trovarono rifugio sulle montagne. Ingólfur li inseguì e li massacrò come vendetta per aver ucciso il fratellastro. Durante questa fase, Ingólfur diede il nome a varie località — per esempio "Dufþekja", un'area sul Heimaklettur, la montagna più alta di Heimaey (283 m), derivata dal nome dello schiavo Dufþakur. La leggenda vuole che Dufþakur si fosse tolto la vita proprio in quel punto sul monte Heimaklettur, piuttosto che cadere in mano di Ingólfur.

Primi insediamenti[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione, Herjólfur Bárðarson fu il primo uomo a insediarsi stabilmente a Heimaey. La Landnáma racconta come egli costruì una fattoria a Herjólfsdalur (letteralmente: la valle di Herjólf) intorno all'anno 900. Tuttavia, alcuni scavi archeologici presso alcune rovine a Herjólfsdalur nel 1971 mostrarono come alcuni insediamenti fossero già presenti circa 100 anni prima.[1]

Invasione turca[modifica | modifica sorgente]

Nel 1627, tre navi pirata dell'Impero Ottomano (precisamente provenienti dagli Stati barbareschi) effettuarono delle incursioni in molti paesi della costa meridionale dell'Islanda e delle isole limitrofe. In particolare, attaccarono Grindavík e Heimaey. La popolazione di Grindavík poté scappare nei campi di lava di Reykjanes e nascondersi con relativa facilità. Invece, Heimaey era più vulnerabile, in quanto più isolata geograficamente, e la popolazione residente fu costretta a subire l'attacco. Molti racconti epici raccontano le gesta degli individui che sopravvissero all'invasione turca; la più famosa di questi fu Guðríður Símonardóttir. Meglio conosciuta come Tyrkja-Gudda, fu prelevata dai pirati dalla sua casa a Stakkagerði e venduta al mercato degli schiavi in Algeria. In seguito, fece ritorno in Islanda attraverso la Tunisia, l'Italia e la Danimarca—l'Islanda era allora sotto il dominio danese. Dopo il suo ritorno in Islanda, si sposò con il poeta Hallgrímur Pétursson. La chiesa luterana Hallgrímskirkja a Reykjavík è stata chiamata così in suo onore.

Eldfell[modifica | modifica sorgente]

L'eruzione nel 1973 a Heimaey.

Il 23 gennaio 1973, intorno all'una del mattino, ebbe luogo un'eruzione vulcanica sulla montagna Eldfell a Heimaey. La terra a Heimaey cominciò a tremare e si formarono molte fenditure nel terreno. Da queste crepe, usciva lava allo stato gassoso. Inoltre, la cenere si riversava in mare. La situazione peggiorò presto: le crepe si richiusero e l'eruzione si trasformò esclusivamente in colate laviche che si gettarono verso il porto. Anche il vento cambiò direzione e mezzo milione di metri cubi di cenere invasero la città. Durante la notte i 5000 abitanti dell'isola furono evacuati, la maggior parte tramite pescherecci, dal momento che quasi l'intera flotta era ancorata nel porto.

Lo straripante flusso di lava minacciò di distruggere il porto che rappresentava la principale fonte di sostentamento per la maggioranza della popolazione dell'isola. Tuttavia, molte persone gettarono costantemente sulla lava acqua di mare fredda, causandone la solidificazione e il dirottamento, e salvando quindi il porto dalla distruzione. Durante l'eruzione, circa metà della cittadina venne distrutta. Heimaey copriva una superficie di circa 11,2 km² prima dell'eruzione, mentre in seguito l'isola crebbe di circa 2,24 km². Infatti, l'isola misurava 13,44 km² al termine dell'eruzione. Solo un uomo morì nel corso dell'eruzione. L'evento è stato descritto da John McPhee nel suo libro "The Control of Nature".

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel distretto di Vestmannaeyjar vivono attualmente circa 4500 persone. Inoltre, in estate sono presenti circa 8 milioni di pulcinella di mare[2] e milioni di altre specie di uccelli.

L'isola è collegata al resto dell'Islanda tramite un servizio di traghetti e l'aeroporto Vestmannaeyjar. La fonte di sostentamento della maggior parte della popolazione dell'isola è la pesca. Ogni anno si tiene un grande festival a Heimaey in cui a ciascuno è consentito catturare qualche pulcinella di mare.

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Qualche scena finale del film "Sans Soleil" di Chris Marker riprende le case bianche di Heimaey che vengono lentamente seppellite dalla cenere vulcanica scura in seguito all'eruzione. Fanno da sfondo alcune colate di lava rossa che scendono verso il mare azzurro su uno sfondo costituito dal cielo scuro.
  • Heimaey è citata nella canzone "Island" della band di metal-progressivo Mastodon. La strofa in questione è: "Lava goddess, Ice and fire, Settling down, Ocean Geysir, Gullfoss, Heimaey 73". Si riferisce ovviamente all'eruzione dell'Eldfell.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigurgeir Jonsson, "About Westman Islands", Visit Westman Islands, n.d., visitato il 14 Nov 2008
  2. ^ Harding, Paul. Iceland, Lonely Planet, 2004, pg. 129.

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