Heartlight

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Heartlight
Heartlight Screenshot.png
Il livello 21 del gioco
Sviluppo xLand Games
Pubblicazione Epic Games
Ideazione Janusz Pelc
Data di pubblicazione 1994
Genere Rompicapo
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma MS-DOS
Supporto Floppy disk
Periferiche di input tastiera, joystick

Heartlight è un videogioco di tipo rompicapo bidimensionale sviluppato da Epic Megagames e Xland, rilasciato negli anni '80 e '90 per MS-DOS. È stato rilasciato in due versioni: Heartlight come versione shareware gratuita, che presenta 20 livelli, e Heartlight Deluxe come versione completa a pagamento che ne presenta 70. Questa versione, nel 2006, è stata pubblicata dal coautore del gioco Maciej Miąsik sotto licenza Creative Commons, e liberamente scaricabile.[1]

Modalità di gioco[modifica | modifica sorgente]

La schermata di gioco è impostata su una griglia di quadrati. Alcuni livelli fanno uso della schermata intera, che copre un'area pari a 12x20 quadrati. Il giocatore prende il ruolo di Percival, un piccolo elfo che ha il compito di raccogliere tutti i cuori presenti nel livello e di raggiungere la porta di uscita evitando trappole e bombe. A differenza di altri giochi, Heartlight non pone un tempo limite o un numero limitato di "vite" per completare l'obiettivo, e non è presente una funzione di "salvataggio" di partita.

Nel gioco vi sono un vario numero di oggetti come cuori, bombe e rocce. Perceval deve raccogliere tutti i cuori evitando rocce e bombe, per poi raggiungere la porta di uscita. Alcuni muri e spazi vuoti possono inoltre presentare caratteristiche particolari vantaggiose o svantaggiose. Il gioco è simile in diversi aspetti a Boulder Dash e Supaplex.

Recensioni[modifica | modifica sorgente]

Heartlight, pubblicato nella compilation Epic Puzzle Pack insieme a Robbo e Electro, è stato recensito nel numero 206 della rivista Dragon da Sandy Petersen, nella rubrica "Eye of the Monitor", con il punteggio di 3 su 5. [2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Heartlight
  2. ^ Petersen, Sandy, Eye of the Monitor in Dragon, n. 206, giugno 1994, pp. 57–60.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]