Hasan al-Banna

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Hasan al-Banna, in arabo: حسن البنا , Ḥasan al-Bannāʾ , chiamato per rispetto dai suoi seguaci Imam Ḥasan al-Bannāʾ (Maḥmūdiyya, 14 ottobre 1906Il Cairo, 12 febbraio 1949), è stato un politico e religioso egiziano, ideologo e fondatore dei Fratelli Musulmani, uno dei più importanti e influenti movimenti politici e religiosi del mondo islamico.

Hasan al-Banna

Nato a Maḥmūdiyya, in Egitto, un piccolo villaggio a nord-ovest del Cairo. Suo padre, lo Shaykh Ahmad al-Banna, era un rispettato imam e insegnante nella locale moschea ed aveva seguito gli studi alla Università religiosa di al-Azhar, scrivendo numerosi articoli e libri riguardanti la tradizione religiosa islamica. Nonostante i suoi genitori avessero alcune proprietà (suo padre possedeva anche un laboratorio dove riparava orologi e grammofoni), la famiglia di al-Banna visse periodi difficili economicamente, soprattutto dopo il loro trasferimento nella capitale del Cairo nel 1924. Come molti altri immigrati, anche la famiglia di Hasan al-Banna trovò un clima culturale scarsamente aderente ai dettami della Legge islamica e una situazione sociale nella quale l'artigianato era progressivamente schiacciato dalla nascente industrializzazione.

Raggiunta l'età di 12 anni, dopo aver cominciato i suoi studi nella scuole al-Rashad,[1] Hasan divenne discepolo della religione sufi di cui divenne un adepto ufficialmente nel 1922. All'età di 13 anni il giovanissimo al-Banna partecipò alle dimostrazioni contro il governo britannico nei moti rivoluzionari del 1919. Nel 1923 all'età di 16 anni entrò nell'istituto di studi superiori religioso Dār al-ʿUlūm, raggiungendo i genitori al Cairo. La vita nella capitale gli offrì la possibilità di partecipare a numerose attività e di incontrare importanti figure del mondo religioso islamico, tuttavia Hasan al-Banna venne negativamente impressionato dal processo di occidentalizzazione e di secolarizzazione della società egiziana. I quattro anni trascorsi da Hasan al-Banna nella capitale lo immersero nei fermenti politici della città sorti agli inizi degli anni venti che collaborarono ad accrescere il suo sentimento di condanna contro il processo filo-occidentale dell'Egitto. Fu proprio mentre studiava al Cairo che al-Banna entrò in contatto con il riformismo islamico, detto Salafiyya, e conobbe un insegnante di suo padre, il dotto e futuro Mufti d'Egitto Muhammad ʿAbduh.

Sei anni dopo la sua completa iniziazione al sufismo (1922), nel 1928, al-Banna fondò i Fratelli Musulmani, che già un decennio dopo contavano oltre mezzo milione di membri.

La società divenne oggetto di dure repressioni che sfociarono nell'omicidio del Primo ministro egiziano Mahmud al-Nokrashi Pascià all'inizio del 1949, esplicitamente condannato da parte di al-Banna.

Al-Banna fu ucciso al Cairo, assieme al cognato, il 12 febbraio dello stesso anno. Fu Anwar Sadat, all'epoca giovane ufficiale dei servizi segreti di re Faruk, a catturare e uccidere Banna.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Richard Mitchell, The Society of the Muslim Brothers, Oxford University Press, 1969.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. Bertier, L'idéologie politique des Frères Musulmans, in Nationalism and Revolution in Egypt. The Role of the Muslim Brotherhood, Londra, 1964.
  • Richard Mitchell, The Society of the Muslim Brothers, Oxford University Press, 1969.
  • Olivier Carré, Mystique et politique: lecture révolutionnaire du Coran par Sayyid Qutb, Frère Musulman radical, Presses de la Fondation Nationale des Sciences Politiques, Parigi, 1991.
  • Andrea Mura, A genealogical inquiry into early Islamism: the discourse of Hasan al-Banna in Journal of Political Ideologies, vol. 17, nº 1, 2012, pp. 61–85.
  • Andrea Pacini (a cura di), I Fratelli Musulmani e il dibattito sull'islam politico, Fondazione Giovanni Agnelli, Torino, 1996.
  • Lia Brynjar, The Society of the Muslim Brothers in Egypt: The Rise of an Islamic Mass Movement, Garnet, 1998.
  • Gianfranco Brusaporci, "Gli Architetti di Dio. I Fratelli Musulmani in Egitto e la New Christian Right negli Stati Uniti d'America", Cesena, Ponte Vecchio, 2009.
  • Massimo Campanini e Karim Mezran, I Fratelli Musulmani nel mondo contemporaneo, Torino, UTET, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 22264039 LCCN: n79066632