Hans Scholl (filosofo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cartolina del 1961 ritraente Hans e Sophie Scholl

Hans Scholl (Crailsheim, 22 settembre 1918Monaco di Baviera, 22 febbraio 1943) è stato un filosofo e antifascista tedesco, attivista e fondatore del gruppo della "Rosa Bianca" ed emblema della ribellione non violenta al Reich.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Hans fu il secondo di sei figli e fratello della famosa Sophie Scholl. Suo padre fu sindaco di Forchtenberg am Kocher. Contro la volontà del padre Hans, come d'altronde la sorella, prese parte a 15 anni, nel 1933, alla Gioventù Hitleriana ricoprendo presto cariche di dirigenza grazie al suo talento comunicativo e alla sua intelligenza. Divenne il leader del locale gruppo di Ulm nel quale inserì oltre a una bandiera diversa rispetto agli altri gruppi, anche canzoni popolari provenienti da diversi paesi (per es. la Russia). Presto si scontrò con la vera natura del movimento e quindi ne uscì per entrare nell'allora illegale Movimento giovanile tedesco. Oltre a ricevere diversi provvedimenti disciplinari dalle autorità naziste nel 1937 fu arrestato e imprigionato per tre mesi.

Educato al luteranesimo nel corso della sua vita si avvicinò al cattolicesimo senza però entrarne a fare parte ufficialmente. Il ruolo della religione fu molto importante nella sua vita, in particolar modo quando nel 1942 assieme alla sorella Sophie Scholl e ad altri fondò il gruppo anti-nazista della Rosa Bianca. Dopo il diploma fu costretto ad entrare nel Reichsarbeitsdienst, il corpo ausiliario tedesco alla Wehrmacht. Quindi si iscrisse al corso di laurea in medicina alla Università Ludwig Maximilian di Monaco.

A Monaco iniziò i contatti con intellettuali, artisti e letterati come il suo professore Kurt Huber fortemente critico al governo nazista di Adolf Hitler. Nella prima estate del 1942 assieme alla sorella Sophie Scholl e a Willi Graf, Kurt Huber, Christoph Probst e Alexander Schmorell fondarono il gruppo della Rosa Bianca. Nel gruppo si occupò nella stesura dei volantini, invitando i cittadini tedeschi alla Resistenza passiva contro la dittatura. I volantini furono inizialmente mandati per posta ad intellettuali, studenti e persone che il gruppo credeva maggiormente inclini a recepire il loro messaggio. Nell'ultima fase dello stesso furono distribuiti in diverse università come quella di Monaco di Baviera.

Il 18 febbraio 1943 Hans e la sorella Sophie distribuirono copie del loro ultimo volantino all'Università Ludwig Maximilian di Monaco. Un custode della struttura, però, li scoprì e chiamò subito la Gestapo. Assieme a Probst furono arrestati e dopo un breve processo furono condannati a morte il 22 febbraio dal "Tribunale del Popolo" presieduto dal giudice Roland Freisler e ghigliottinati dal boia Johann Reichhart lo stesso giorno, nel cortile della Prigione Stadelheim di Monaco.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Il Geschwister-Scholl-Institut di Scienze politiche dell'Università Ludwig Maximilian di Monaco è chiamato così in suo onore e della sorella Sophie.

Molte scuole pubbliche tedesche, così come molte strade e piazze, sono state chiamate con il suo nome e con quello della sorella.

Nel 2003 i telespettatori tedeschi sono stati invitati a partecipare a un sondaggio della televisione pubblica Zdf chiamato Unsere Beste ("I nostri migliori"), una competizione nazionale per scegliere le migliori dieci personalità tedesche di tutti i tempi. I telespettatori votanti sotto i 40 anni hanno aiutato a far classificare Hans e Sophie Scholl nella quarta posizione, sopra figure notevoli come Bach, Goethe, Gutenberg, Bismarck, Willy Brandt e Albert Einstein. Se fossero stati presi in considerazione soltanto i due si sarebbero posizionati primi.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Francobollo dedicato a Sophie e Hans dalle poste della Germania Est (1961).

Nel febbraio 2005 fu immesso nel circuito cinematografico il film La Rosa Bianca - Sophie Scholl, di produzione tedesca, che ha visto la partecipazione dell'attrice Julia Jentsch nel ruolo di Sophie. Basato su interviste e resoconti di sopravvissuti rimasti nascosti nella DDR fino agli anni 1990, il film fu nominato per l'Oscar al miglior film straniero nel gennaio 2006. Il film vinse inoltre il premio per la migliore attrice agli European Film Awards, al Deutscher Filmpreis così come l'orso d'argento al Festival internazionale del cinema di Berlino.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Sulla vita di Hans e Sophie Scholl e il loro impegno nella Rosa Bianca è stata messa in scena anche l'opera teatrale dell'americano Lillian Garrett-Groag intitolata The white rose ("La rosa bianca"). L'opera racconta gli ultimi giorni di Sophie e del fratello Hans.


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • B. Palmiro Boschesi - Il chi è della seconda guerra mondiale - vol. II - Mondadori (1975) - pag.166

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 61619938 LCCN: n79026409