Hans Bellmer

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Hans Bellmer (Katowice, 13 marzo 1902Parigi, 23 febbraio 1975) è stato un pittore, scultore e fotografo tedesco, conosciuto per le bambole a grandezza naturale, raffiguranti femmine adolescenti, che produsse nella metà degli anni trenta.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fin dal 1926 Bellmer ha lavorato come disegnatore per la propria compagnia pubblicitaria. Ha iniziato il suo progetto di bambola per opporsi al fascismo del Partito Nazista dichiarando che non avrebbe fatto nessun lavoro che sostenesse il nuovo stato tedesco. Rappresentate da forme mutate e da pose non convenzionali le sue bambole erano dirette specificamente al culto del corpo perfetto allora dominante in Germania. Bellmer fu influenzato nella sua scelta artistica dalla lettura delle lettere pubblicate da Oskar Kokoschka (Der Fetisch, 1925).

Si dice pure che il progetto di bambola di Bellmer sia stato causato da una serie di eventi nella sua vita personale, incluso l'incontro con una bellissima cugina nel 1932 - e probabilmente con altre bellezze irraggiungibili; l'aver assistito ad una performance dei Tales of Hoffmann di Jacques Offenbach (nel quale un uomo si innamora tragicamente di un automa); e il dono di una scatola di suoi vecchi giocattoli. Dopo questi fatti lui iniziò effettivamente a costruire la sua prima bambola.

Nel suo lavoro, Bellmen attribuì esplicitamente un sesso alla bambola mostrandola come una giovane ragazza. Inoltre la bambola incorpora il principio di "ball joint", ispirato da un paio di bambole di legno articolate del sedicesimo secolo conservate al Kaiser Friedrich Museum. Visitò Parigi nel 1935 e lì ebbe contatti con Paul Éluard; ma dovette tornare a Berlino perché sua moglie Margarete stava morendo di tubercolosi.

Il libro anonimo di Bellmer del 1934 La Bambola (Die Puppe), prodotto e pubblicato privatamente in Germania, contiene dieci fotografie in bianco e nero della prima bambola di Bellmer arrangiate in una serie di "tableaux vivants" (figure viventi). Il libro non gli fu attribuito, lui lavorò in isolamento e le sue fotografie rimasero comunque sconosciute in Germania. Infine il lavoro di Bellmer fu dichiarato "degenerato" dal Partito Nazista e lui fu costretto a fuggire dalla Germania in Francia nel 1936.

Il suo lavoro fu ben accolto nella cultura d'arte parigina del tempo, specie tra i surrealisti sotto André Breton, per i riferimenti alla bellezza femminile e l'attribuzione sessuale della giovinezza. Le sue fotografie furono pubblicate sul giornale surrealista Minotaure. Aiutò la resistenza durante la guerra, facendo passaporti falsi; e fu rinchiuso nella prigione Camp des Milles a Aix-en-Provence per gran parte della Seconda guerra mondiale.

Dopo la guerra, Bellmer visse il resto della sua vita a Parigi. Non si occupò più della costruzione di bambole, e spese le decadi seguenti creando disegni erotici, incisioni, fotografie sessualmente esplicite, pitture e stampe di ragazze adolescenti. Nel 1954 incontrò Unica Zürn, che divenne la sua compagna. Hans Bellmer continuò il lavoro negli anni sessanta.

Reazione ai lavori di Bellmer[modifica | modifica sorgente]

Il 19 settembre del 2006, l'influente Withecapel Art Gallery di Londra ha rimosso alcune opere da un'esposizione retrospettiva di Bellmer delle maggiori 150 opere, per paura di offendere la comunità islamica di Londra.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Anatomia dell'immagine, Adelphi, 2001.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Riferimenti all'opera di Bellmer[modifica | modifica sorgente]

  • In Silent Hill 2 dei mostri chiamati Mannequins: hanno due coppie di cosce e gambe, unite al busto, una coppia riversa e sottosopra per mimare mammelle e braccia. Queste Mannequins sono anche usate in uno stile simbolico simile, per rappresentare i desideri sessuali soppressi, e la distruzione dell'innocenza.
  • I robot femminili nel film giapponese Innocence: Ghost in the Shell sono basate sui disegni di Bellmer. In una scena. il suo nome è mostrato in un libro aperto. C'era anche una bambola creata per il film modellata nello stesso stile generale. Il suo libro "La Bambola" appare brevemente nel film Ghost in the Shell 2: Innocence come un prototipo.
  • L'artista di manga giapponese Mitsukazu Nihara ha conosciuto influenze da Bellmer nel suo manga Doll.
  • "Guys 'n' Dolls: Art,Science,Fashin & Relationship". Un'importante esposizione tenuta durante il Brighton Festival nel 2005 da artisti che hanno lavorato con la bambola, con l'esposizione di opere di Hans Bellmer, Oskar Kokoschka, Man Ray, Paula Riego, Patric Old e molti altri.
  • La famosa fotografia "Butcher Sleeve" del 1966 ai Beatles di Robert Whitaker fu fortemente influenzata dal lavoro di Bellmer. L'immagine "Butcher", che dipinge i Beatles ornati da fette di carne e parti di bambole smembrate, divenne famosa quando fu usata come front cover photo per la Capital Records U.S.A. dell'album dei Beatles Yesterday and Today nel 1966. L'album fu pubblicato a breve con la foto di Whitaker, ma comunque tutte le copie del rilascio originale furono immediatamente rimosse dopo una tempesta di proteste da parte dei rivenditori. Le copie originali della versione "Butcher Sleeve" dell'LP sono diventate da allora tra gli LP più rari mai rilasciati[senza fonte].
  • Il trio punk-gotico Bellmer Dolls deriva il nome dalla fama dell'opera di Bellmer nell'era della guerra.
  • La fotografia e le illustrazione sull'album dei Naked City del 1993 Absinthe è anche influenzata dal lavoro di Bellmer.
  • Il lavoro di Bellmer è presente sulla registrazione Tzadik Records dei Quartetti per Archi di John Zorn.
  • Anche il fotografo francese Philippe Fichot (componente del gruppo industrial Die Form) nelle sue opere cita in più occasioni le bambole di Bellmer e le tinte fosche delle sue fotografie.

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