Hanns-Martin Schleyer

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Hanns-Martin Schleyer (Offenburg, 1º maggio 1915pressi di Mulhouse, Francia, 18 ottobre 1977) è stato un imprenditore tedesco.

Hanns-Martin Schleyer

Ufficiale delle SS durante la guerra, fu membro del partito politico dell'Unione Cristiano Democratica e presidente della confindustria tedesca.

Venne sequestrato il 5 settembre 1977 a Colonia da un gruppo armato di terroristi della Rote Armee Fraktion dopo un sanguinoso agguato in Vincenz-Statz-Strasse terminato con la morte dei quattro uomini della sua scorta; dopo quarantatré giorni di prigionia venne ucciso e il 18 ottobre 1977 il suo corpo venne ritrovato nel bagagliaio di un'auto a Mulhouse

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

In gioventù Schleyer aderì al movimento nazionalsocialista entrando nello NSDAP e nelle SS. Da studente riguardo ai fatti relativi all'Heidelberger Spargelessen prese decisamente le difese dell'associazione studentesca nazista, il Nazionalistischen Deutschen Studentenbund. Durante il secondo conflitto mondiale venne assegnato sul fronte occidentale. In seguito ottenne, attraverso il dirigente Bernhard Adolf, un importante incarico nell'associazione degli industriali del Protettorato di Boemia e Moravia con il compito di integrare l'economia cecoslovacca a quella della Germania nazista.

Il sequestro e l'omicidio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rote Armee Fraktion.
La Vincenz-Statz-Strasse dove avvenne l'agguato e il sequestro di Hanns-Martin Schleyer.

Il 5 settembre 1977 a Colonia venne rapito dall'organizzazione di estrema sinistra Rote Armee Fraktion (RAF), che voleva scambiare il suo rilascio con i capi della RAF arrestati qualche anno prima. L'attentato venne effettuato alle ore 17.25 in Vincenz-Statz-Strasse, nel tranquillo quartiere residenziale Bransfeld di Colonia, mentre Schleyer tornava a casa, dal cosiddetto Kommando Siegfrid Hausner, composto dai militanti della RAF Willy Peter Stoll, Sieglinde Hofmann, Stefan Wisniewski e Peter-Jürgen Boock che impiegarono la tecnica dei "cancelletti" utilizzata anche dalle Brigate Rosse nell'agguato di via Fani a Roma del 16 marzo 1978[1].

Stele commemorativa di Hanns-Martin Schleyer e degli uomini della sua scorta.

I terroristi bloccarono l'auto dell'industriale tedesco, una Mercedes-Benz W116 con targa K VN 345, e quella della scorta, una Mercedes-Benz W114, piazzando di traverso sulla strada una Mercedes-Benz W123 gialla e fingendo un incidente per mezzo di una carrozzina da neonato posta vicino all'auto con accanto un uomo e una donna, Sieglinde Hoffmann e Peter-Jürgen Boock[2]. Il convoglio quindi fu costretto a fermarsi e venne attaccato subito a colpi di mitra dai due terroristi che furono affiancati da Wisniewski e Stoll che uscirono dalla Mercedes. I terroristi impiegarono pistole e due fucili mitragliatori Heckler&Koch[2].

Mentre l'autista di Schleyer, Heinz Marcisz, 41 anni, venne subito raggiunto da numerosi colpi e ucciso, gli agenti di scorta, Reinhold Brändle, 41 anni, Helmut Ulmer, 24 anni, e Roland Pieler, 20 anni, cercarono di reagire e uscirono dall'auto ma ben presto vennero a loro volta uccisi dai terroristi[3]. Secondo il racconto di Boock, per affrettare la conclusione dell'agguato Willy Peter Stoll sarebbe balzato sul cofano dell'auto della scorta per sparare più facilmente a distanza ravvicinata sugli agenti[4]. Dopo lo scontro a fuoco Schleyer, rimasto illeso, venne sequestrato e caricato a bordo di un furgone Volkswagen bianco con targa K C 3849 che abbandonò subito il luogo dell'agguato.

Il furgone sarebbe stato ritrovato alle ore 19.47 in un garage con all'interno un minaccioso messaggio dei rapitori[2]. Dopo 43 giorni, quando fallì il dirottamento del volo Lufthansa 181, organizzato dalla medesima banda terrorista, i membri della RAF detenuti in prigione si suicidarono; persa la sua utilità come ostaggio, Schleyer fu ucciso e abbandonato nei pressi di Mulhouse, in Francia, il 18 ottobre 1977. Il corpo venne ritrovato il giorno dopo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S.Flamigni, La tela del ragno, pp. 84-85.
  2. ^ a b c V.Tessandori, Qui Brigate Rosse, p. 58.
  3. ^ P-J Boock, L'autunno tedesco,pp. 27-30.
  4. ^ P-J Boock, L'autunno tedesco,pp. 30-31.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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