Hampton Hawes

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Hampton Hawes
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
Periodo di attività 1944 – 1977
Strumento Pianoforte

Hampton Hawes (Los Angeles, 13 novembre 1928Los Angeles, 22 maggio 1977) è stato un pianista statunitense.

È stato uno dei più prestigiosi musicisti di colore fra quelli nati e formatisi artisticamente in California, e ha contribuito come solista o come sideman all’affermazione del West Coast Jazz.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cresciuto in una famiglia di stretta osservanza religiosa, Hawes era figlio di un predicatore, e acquisì da piccolo familiarità con la musica guardando la madre che suonava il piano durante le funzioni religiose. Imparò da solo a suonare il pianoforte, e perciò si rammaricò sempre di non avere un’educazione classica e facilità di leggere la musica.

Dato il retroterra familiare, le sue prime influenze si possono fare risalire al gospel. Successivamente si accostò al boogie-woogie, che dominava la scena musicale americana nel periodo 1938-44, ispirandosi ai pianisti allora in voga – Nat King Cole, Fats Waller e Art Tatum – e in seguito subì l’influenza determinante del bebop di Bud Powell.

Nel 1944 Hawes abbandonò le scuole superiori per fare il suo esordio come professionista nel gruppo del sassofonista Big Jay McNeely. Più tardi, il suo sviluppo musicale si arricchì dell’esperienza di sideman con nomi prestigiosi quali Charlie Parker (che accompagnò per otto mesi nel gruppo di Howard McGhee [1]), Wardell Gray e Dexter Gordon (coi quali nel 1947 esordì in sala di registrazione[2]), Short Rogers, Billie Holiday e Art Pepper, che nel 1952 lo volle con sé nella formazione che si esibiva al Surf Club di Hollywood. Da queste collaborazioni il pianista ricavò occasioni di crescita artistica, ma contrasse anche l’abitudine all’assunzione di eroina, da cui divenne dipendente[3].

Dal 1952 al 1954 svolse il servizio militare in Giappone. Tornato in patria, sviluppò una tecnica pianistica accuratissima e uno stile che riprendeva la brillantezza e la precisione di Powell e di Parker, aggiungendovi in un secondo tempo sapori funky. Il suo senso del ritmo è stato spesso paragonato a quello del pianista contemporaneo Horace Silver, ma rispetto a quest’ultimo è sottolineata anche la maggiore ricercatezza e versatilità della mano destra di Hawes, tale da influenzare Oscar Peterson[2].

Nel 1955, Hawes si unì al bassista Red Mitchell e, con un’alternanza di batteristi, formò un trio che si esibì in una serie di concerti e che registrò degli album significativi, prima di essere incarcerato per droga alla fine degli anni cinquanta. Graziato dal presidente Kennedy nel 1963, Hawes riprese a suonare in un mondo musicale profondamente cambiato e che si rivelò per il pianista poco ospitale. Nel biennio 1967-8 organizzò un tour che lo portò sui palchi europei e giapponesi. Ritornò in Europa nel 1971 e in occasione del festival di Montreux di due anni dopo, mentre in patria viveva la parabola artistica discendente in una condizione di relativo isolamento fino alla morte, sopravvenuta nel 1977[2].

Discografia[modifica | modifica sorgente]

  • 1952 - Memorial
  • 1952 - Piano: East/West
  • 1952 - I Just Love Jazz Piano
  • 1955 - The Trio
  • 1956 - Everybody Likes Hampton Hawes
  • 1956 - All Night Session - Vol. 1
  • 1956 - All Night Session - Vol. 2
  • 1956 - All Night Session - Vol. 3
  • 1958 - Four!
  • 1958 - Bird Song
  • 1958 - For Real
  • 1958 - The Sermon
  • 1964 - The Green Leaves of Summer
  • 1965 - Here and Now
  • 1966 - I’m All Smiles
  • 1966 - The Seance
  • 1968 - Blues for Bud
  • 1969 – Plays Movie Musicals
  • 1970 - Live at Memory Lane
  • 1971 - Live in Montreux, ‘71
  • 1973 - Live at the Jazz Showcase in Chicago
  • 1976 - As Long As There’s Music
  • 1976 - Something Special
  • 1976 - At the Piano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carlo Boccadoro, Jazz!, Einaudi, Torino 2006, pag. 20.
  2. ^ a b c Ian Carr, Digby Fairweather, Brian Priestley, Jazz - The Rough Guide 2nd ed., Rough Guide Ltd, London 2000, pag. 333.
  3. ^ (EN) Hampton Hawes Biography, allaboutjazz. URL consultato il 22 febbraio 2012.

Controllo di autorità VIAF: 115955414 LCCN: n81147282

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