Hakim al-Nishaburi

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Abū ʿAbd Allāh Muhammad ibn ʿAbd Allāh al-Ḥākim al-Nishābūrī (o al-Nīsābūrī o al-Nīshāpūrī), noto anche come Ibn al-Baiyi[1]) (in arabo: أبو عبدالله محمد بن عبدالله الحاكم النيسابوري; Nishapur, 933Nishapur, 3 agosto 1014), è stato un storiografo arabo sunnita e riconosciuta autorità dell'islam tradizionalista del suo tempo, spesso citato come "Imām al-muḥaddithīn" (Guida dei tradizionisti) o "Muḥaddith del Khorasan".

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Al-Ḥākim al-Nīshāpūrī, che veniva da Nishapur, ebbe molti insegnanti[2] a Khurasan in Iraq (dove si recò per studio ad appena 20 anni), Transoxiana ed in altri luoghi. Ebbe allievi che divennero famosi come l'Imam al-Bayhaqi[3] un gigante del suo tempo.

Al-Ḥākim al-Nīshāpūrī ottenne una grande reputazione scrivendo l'al-Mustadrak ʿalā al-Ṣaḥīḥayn (in arabo: المستدرك على الصحيحين). Iniziò a scrivere il suo al-Mustadrak quando aveva già 72 anni. Si dice abbia detto: "Ho bevuto acqua da Zamzam e chiesto ad Allah che mi concedesse l'eccellenza nella scrittura di libri".

Morte[modifica | modifica sorgente]

Il terzo giorno di Safar dell'anno 405 dell'Egira, al-Ḥākim al-Nīshāpūrī andò alle terme, e all'uscita disse: "Ah" e morì indossando un panno in vita prima che avesse tempo di mettere una veste vera e propria. Più tardi, uno dei suoi allievi, al-Ḥasan ibn Ashʿath al-Qurashī, disse: «Ho visto al-Ḥākim in sogno, a cavallo, con un bell'aspetto, e diceva: "salvezza". Gli chiesi: "al-Ḥākim, cosa"? Egli rispose: "scrittura di hadith"».

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Shah Waliullah, uno studioso sunnita del XVIII secolo, disse[4]:

« Un mujaddid[5] appare alla fine di ogni secolo: Il mujaddid del I secolo dell'era islamica fu ʿUmar ibn ʿAbd al-ʿAzīz. Il mujaddid del II secolo fu Muhammad b. Idrīs al-Shāfiʿī. Il mujaddid del III secolo fu Abū al-Ḥasan al-Ashʿarī. Il mujaddid del IV secolo fu Abū ʿAbd Allāh al-Ḥākim al-Nīsābūrī. »

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Al-Hākim si attirò critiche per aver accettato alcune idee dello Sciismo.[6] Ibn al-Subkī giudica l'accusa di Sciismo come priva di fondamento perché Ibn ʿAsākir include al-Hākim fra gli Ashariti, che considerano lo Sciismo come innovazione perniciosa (bidʿa ). Eppure, questa accusa non è mai morta del tutto, malgrado la maggioranza dei sunniti giudichi assolutamente sincero il modo di trasmettere tradizioni da parte di al-Hākim.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Egli scrisse numerose opere, tra cui:

  • Al-Abwâb ("I capitoli")
  • Al-Amâlî ("I comandamenti")
  • Al-Amâlî al-`Ashiyyât ("Comandamenti notturni")
  • Fadâ'il al-Shâfi`î ("I grandi meriti di al-Shâfi`î")
  • Fawâ'id al-Nusakh ("Vantaggi delle copie")
  • Fawâ'id al-Khurâsâniyyîn ("Vantaggi del popolo di Khurâsân")
  • Al-Iklîl fî Dalâ'il al-Nubuwwa ("Il diadema nelle prove della profezia")
  • Al-`Ilal ("La mancanza di Hadîth")
  • Mâ Tafarrada bi Ikhrâjihi Kullu Wâhidin min al-Imâmayn ("Tradizioni riscontrate solo nell'opera di uno dei due Imam (al-Bukhârî o Muslim)")
  • Al-Madkhal ilâ `Ilm al-Sahîh ("Introduzione alla scienza dei rapporti sonori")
  • Ma`rifat Anwâ` `Ulûm al-Hadîth ("Conoscenza delle difformità nella scienza dei Hadîth")
  • Al-Mustadrak `alâ al-Sahîhayn ("Supplemento di ciò che è stato tralasciato da al-Bukhârî e da Muslim")
  • Muzakkâ al-Akhbâr ("Verifica delle informazioni")
  • Al-Sahîhân ("I due libri sani")
  • Al-Talkhîs ("Sommario")
  • Tarâjim al-Musnad `alâ Shart al-Sahîhayn ("Traduzioni del Musnad (di Ahmad ibn Hanbal) rispondenti alle condizioni dettate dai due libri intoitolati Sahîh")
  • Tarâjim al-Shuyûkh ("Traduzioni delle biografie degli Shaykh")
  • Târîkh `Ulamâ' Ahl Naysabûr ("Storia degli studiosi di Nisabûr")

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Islamtoday.Com - Al-Hakim’s Mustadrak & al-Dhahabî’s Talkhis
  2. ^ Brief Biographies of the Eminent Scholars of Hadeeth
  3. ^ Scott C. Lucas, Constructive Critics, Ḥadīth Literature, and the Articulation of Sunnī Islam, p. 98,
  4. ^ Izālat al-Khafa, p. 77, parte 7
  5. ^ Secondo la tradizione popolare musulmana un mujaddid è una figura che appare alla fine di ciascun secolo dell'era musulmana, che assolve alla funzione di riformare l'Islam dalle deviazioni umane.
  6. ^ Scott C. Lucas, Constructive Critics, Ḥadīth Literature, and the Articulation of Sunnī Islam, p. 98.