Hacia la libertad

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Hacia la libertad

Artista Inti-Illimani
Tipo album Studio
Pubblicazione 1975
Durata 41 min : 18 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Musica d'autore
Politico
Etichetta Dischi dello Zodiaco
Registrazione Sascia Sound Studios
Inti-Illimani - cronologia
Album precedente

Hacia la libertad (1975), pubblicato con in copertina la scritta "Inti-Illimani 4 - Hacia la libertad", è il quarto LP del gruppo cileno degli Inti-Illimani pubblicato in Italia durante il loro esilio. Registrato nell'ottobre del 1975 questo disco, dopo i tre precedenti che contenevano quasi esclusivamente nuove versioni di brani già incisi dal gruppo in patria, è il primo ad essere caratterizzato in gran parte da materiali del tutto inediti.

Troviamo quindi al suo interno brani strumentali scritti da elementi del gruppo (Ciudad Ho Chi Minh, Chiloé), alcune canzoni, sempre scritte da alcuni dei componenti del gruppo, legate strettamente all'attualità cilena (Hacia la libertad, Canción a Víctor, dedicata a Víctor Jara, ucciso dai golpisti nei giorni immediatamente seguenti il golpe di Augusto Pinochet).

A queste si affiancano i nuovi arrangiamenti (tutti a cura del gruppo) di brani di alcuni degli autori più importanti del movimento della Nueva Canción Chilena (Violeta Parra e Víctor Jara, del quale recuperano ben tre brani). Tra i vari brani emergono le peculiarità di La patria prisionera nella quale, durante tutta la canzone, il testo originale spagnolo (di Pablo Neruda) viene alternato con strofe in cui le voci eseguono lo stesso testo ma tradotto e cantato in italiano (chiaro omaggio al paese che li stava ospitando) e Canto a los caídos che, come già accaduto con Chile herido all'interno del loro secondo disco italiano, utilizza uno dei temi principali della colonna sonora di Luis Advis per il film di Miguel Littín La tierra prometida (colonna sonora che vedeva gli Inti-Illimani tra gli interpreti principali delle musiche) sostituendo però i versi cantati originariamente con un nuovo testo, scritto da alcuni componenti del gruppo, legato anch'esso ai fatti cileni di quegli anni.

A differenza dei precedenti LP, l'interno copertina di Hacia la libertad non riporta scritti esplicativi appositamente firmati dal gruppo, compaiono invece due brevi testi altrui: il primo è il frammento di una lettera scritta da Luis Corvalán nel gennaio 1974 a sua moglie dal campo di concentramento dell'Isola Dawson, il secondo (di cui è riprodotto il manoscritto in fotografia) un appello clandestinamente inviato all'estero da alcuni portuali cileni nel quale si richiede l'embargo e il boicottaggio delle merci da/verso il Cile.

Il disco fu pubblicato, in tempi diversi, in svariati paesi del mondo, sempre con identica track-list (tranne l'edizione statunitense che ordinò diversamente le canzoni), ma con le copertine a volte cambiate e, in alcuni casi, anche con il titolo modificato:[1]

Questo LP sarà ristampato in digitale a metà degli anni '90 dalla CGD.

Brani[modifica | modifica sorgente]

  1. Arriba quemando el sol 4.45 (Violeta Parra) - chitarre, charango, bombo leguero, voci
  2. La patria prisionera 2.29 (Pablo Neruda, Sergio Ortega) - chitarre, charango, quena, contrabbasso, bombo leguero, voci
  3. El arado 4.56 (Víctor Jara) - chitarra, tiple colombiano, quena, cascabel, bombo leguero, voci
  4. Canción a Víctor 3.15 (Jorge Coulón, Horacio Salinas) - chitarra, quena, violoncello, voci
  5. Ciudad Ho Chi Minh 4.46 (José Seves) - chitarra, charango, tiple colombiano, quena, claves
  6. Chiloé 3.32 (Horacio Salinas) - chitarra, charango, quena, violoncello, bombo leguero
  7. Vientos del pueblo 3.16 (Víctor Jara) - chitarra, quena, tiple colombiano, bombo leguero, voci
  8. Hacia la libertad 3.51 (José Seves, Horacio Salinas) - chitarra, tiple, pandereta, bombo leguero, voci
  9. Cai cai vilu 3.02 (Víctor Jara) - chitarra, charango, tiple colombiano, quena, quijada, bombo leguero
  10. Canto a los caídos 7.26 (José Seves, Jorge Coulón, Luis Advis) - chitarra, charango, tiple colombiano, violoncello, contrabbasso, quena, bombo leguero, voci

Analisi dei brani[modifica | modifica sorgente]

  • Arriba quemando el sol è un esempio di poema musicale, un racconto di un viaggio sostenuto da un ritmo che procede pesante e spedito ma che anche sembra stentare. Le strofe sono articolate sui due accordi di fondamentale e di quarta, la tonalità cambia di coppia di strofe in coppia di strofe e il canto è a volte all'unisono a volte con il controcanto di terza superiore. Il brano è essenziale sia nel ritmo che nello sviluppo, essenzialità che contribuisce alla pittorica del brano stesso, solo nella ultima strofa compare l'eco della frase, di cui il titolo, ripetuto con le voci ottavate a sfumare.
  • In Patria Prisioniera vi è la particolarità della presenza del testo tradotto in italiano, è anche uno dei pochi brani in cui Horacio Salinas è alle percussioni. Il brano è ricco di armonie tanto nelle strofe tanto nel ritornello; ritornello che, specie nel finale, è un esempio ben fatto di coralità orchestrale oltre che di talento arrangiativo.
  • El Arado è un altro esempio di ricerca di sviluppi elaborati: pur restando nello schema di strofa-ritornello ha una struttura elaborata, viene riprodotto il suono del 'cascabel' e la chitarra esegue un lavoro complesso di alta qualità compositiva anche se non di particolare rilevanza tecnica. Commovente è il canto della quena accompagnato dall'arpeggio dissonante della chitarra.
  • Mesta ed oscura è Canción a Víctor, che su un giro modale minore commovente è cantata da Horacio Salinas, profondo ammiratore di Víctor Jara. Il pedale di contrabbasso e violoncello è una soluzione usuale per questo periodo ed il canto della quena è semplice ed efficace, sia quando è da sola tra strofa e strofa, sia in accompagnamento nel finale. Il riferimento ai fatti sanguinosi dell'epoca (...cadesti lì, insieme ad altri mille...) è insolitamente esplicito.
  • Ciudad Ho Chi Minh evidenzia le capacità di José Seves anche come compositore: una saggia riproduzione di colori stranieri ben resa ed abbellita dalla varietà cromatica della strumentazione. Un motivetto semplice con effetti sonori che descrivono l'attività di lavoratori comuni, ripetuto prima dal charango, poi dal tiple e quindi dalla quena in un leggero crescendo. Segue un placato e misterioso intervallo in cui il suono del tiple è espressivo e caldo, è una riflessione affettuosa e mesta commentata coralmente dalle voci tenui e lontane dell'unisono che fanno da sottofondo; il tema riprende come insonnolito dalla quena che lentamente si risveglia, accompagnata dagli accordi isolati della chitarra, ed esplode nell'ultima strofa accompagnata da un veloce arpeggio.
  • Vientos del Pueblo inizia con una inquietante serie di accordi pedale che prende un ritmo di corsa lenta e che si riempie di armonie vocali nella seconda strofa, sale di tonalità mediante un dialogo tra tiple e arpeggio di chitarra di rara semplicità ed incisività, seguito poi da un breve dialogo riflessivo di quenas che diventa un volo crescente incalzato dalle crome del tiple stesso, cui segue il cambio di tonalità vero e proprio. Notevole è il 'riff' vocale nel finire della terza strofa con un toccante maggiore-minore che cade poi, di nuovo, nel ritmo incalzante finale (incalzare suggerito anche dal testo).
  • Canto a los caídos (tema dal film La tierra prometida) inizia con una sorta di ricercare a tre voci saggiamente costruito e dosato, una marcia scandita in maniera perentoria ma placata dalla chitarra prima che si ripete su due tonalità, e quindi è lanciato dal violoncello e cantato a piena voce dalla quena in due strofe separate da una decisa e magnifica cadenza sul IV grado minore e sul V. Il brano si conclude con un canto finale sempre sostenuto dal suono umano e pieno della quena in cui due gruppi di voci si alternano e si danno la parola l'un l'altro, il tutto sostenuto dal suono pieno e profondo di violoncello e contrabbasso.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Collaboratori[modifica | modifica sorgente]

  • P. Palomo - R. Díaz: disegno di copertina

Chiedo scusa ma il disegno della copertina è opera del grande muralista cileno Eduardo "Mono" Carrasco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hacia la libertad su Discogs. URL consultato il 21 marzo 2013.
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