HMS Warspite (S103)

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HMS Warspite
L'unità a Gibilterra nel 1970
L'unità a Gibilterra nel 1970
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo Sottomarino nucleare
Classe Valiant
Proprietà Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
Identificazione S103
Costruttori Vickers-Armstrongs
Cantiere Barrow-in-Furness
Varata 25 settembre 1965
Entrata in servizio 18 aprile 1967
Radiata 1991
Destino finale In attesa di demolizione a Devonport
Caratteristiche generali
Dislocamento In emersione: 4.300 t
In immersione: 5.000
Lunghezza 87 m
Larghezza 10,13 m
Pescaggio 8,2 m
Propulsione Un reattore Rolls Royce ad acqua pressurizzata
Due turbine English Electric da 15.000 cavalli (11 MW)
Un motore diesel elettrico Paxman
Un asse
Velocità In emersione: 20 nodi
In immersione: 28 nodi  (37 - 52 km/h)
Autonomia Teoricamente infinita
Equipaggio 116
Equipaggiamento
Sensori di bordo Sonar Type 2001
Armamento
Armamento

[senza fonte]

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La HMS Warspite, (Pennant number S103), nona unità della Royal Navy britannica a portare questo nome, è stata uno dei due sottomarini classe Valiant. Costruito nei cantieri Vickers-Armstrongs di Barrow, venne varato il 25 settembre 1965 da Mary Wilson, moglie del Primo ministro del Regno Unito Harold Wilson ed entrò in servizio il 18 aprile 1967.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo di servizio attivo venne sottoposta ad un ciclo di lavori di ammodernamento, durante il quale ebbe luogo la guerra delle Falkland. Tornata in servizio effettuò una lunga crociera di pattuglia al largo delle isole e della costa argentina.

La sua base principale di operazioni fu la HMNB Clyde, presso Faslane, sede del Terzo Squadrone sottomarini (SM3).

L'unità venne ritirata dal servizio attivo nel giugno 1991 e attualmente si trova nella base di Devonport[1] in attesa di una demolizione che permetta lo stoccaggio sicuro dei componenti radioattivi.

Fu comandante del sottomarino John Woodward, in seguito comandante in Capo del gruppo da battaglia britannico durante la guerra delle Falkland e in seguito Comandante del Naval Home Command.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Colledge, p. 440

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Colledge JJ, Ships of the Royal Navy. The complete record of all fighting ships of the Royal Navy from 15th century to the present, a cura di Ben Warlow, Philadelphia & Newbury, Casemate, 2010, ISBN 978-1-935149-07-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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