HMS Terror (1813)

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HMS Terror
La HMS Terror in Artide.
La HMS Terror in Artide.
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo Bombarda
Classe Hecla
Proprietario/a Royal Navy
Costruttori Davy shipyard
Cantiere Devon
Varata 1813
Radiata 1828
Destino finale Bloccata nel pack artico, viene abbandonata dall'equipaggio verso il 1845.
Caratteristiche generali
Stazza lorda 325 tsl
Lunghezza 31 m
Larghezza 8,2 m
Altezza 6,9 m
Propulsione Vele
Motore a vapore da 20 CV
Equipaggio 67
Armamento
Armamento Un mortaio da 13 pollici
Un mortaio da 10 pollici

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La HMS Terror fu una bombarda britannica del XIX secolo. Disegnata da Henry Peake e costruita per la Royal Navy dai cantieri Davy di Devon, la nave era armata con due mortai da 10 e 13 pollici. Dopo essere stata utilizza in diverse operazioni della guerra del 1812, insieme alla gemella HMS Erebus, ha partecipato all'esplorazione delle regioni polari.

Nave militare[modifica | modifica sorgente]

La Terror prese parte alla guerra del 1812 contro gli Stati Uniti. Sotto il comando di John Sheridan pertecipò al bombardamento di Stonington (Connecticut) del 9-12 agosto 1814 e di Fort McHenry nella battaglia di Baltimora del 13-14 settembre dello stesso anno[1]. Nel gennaio 1815, sempre sotto il comando di Sheridan la Terror interviene nell'attacco a St. Marys (Georgia)

Dopo la fine delle ostilità la nave venne tenuta in porto sino al 1828 quando è dislocata nel Mediterraneo. Il 18 febbraio 1828 la nave si arena nei pressi di Lisbona. Dopo essere stata recuperata e riparata la Royal Navy dedice di ritirarla dal servizio.

In Artide[modifica | modifica sorgente]

Le bombarde erano navi molto resistenti perché dovevano essere in grado di sopportare il rinculo dei mortai che trasportavano. Questa caratteristica rendeva la Terror adatta al servizio nelle regioni polari, caratterizzate spesso da iceberg alla deriva. Nel 1836 il comando della nave viene assegnato a George Back che conduce una missione nella parte settentrionale della baia di Hudson. Back aveva intenzione di entrare nella baia Repulse e di effettuare una spedizione via terra per determinare la natura di isola o di penisola della penisola di Boothia. Tuttavia la Terror non riesce a raggiungere la baia Repulse e resiste a malapena all'inverno nei pressi dell'isola di Southampton[2]. Nella primavera 1837 la nave viene ulteriormente danneggiata da un iceberg. Nonostante le pessime condizioni dello scafo, Back decide di azzardare la navigazione oceanica e raggiunge Lough Swilly sulle coste dell'Irlanda[3].

La spedizione di Ross[modifica | modifica sorgente]

Dopo le dovute riparazioni la Terror si unisce alla HMS Erebus per una spedizione in Antartide organizzta da James Clark Ross. La nave viene assegnata al comando di Francis Crozier che per tre stagioni (dal 1840 al 1843) la guiderà nei mari antartici attraversando per due volte il mare di Ross e navigando per mare di Weddell a sud delle isole Falkland.

Il vulcano Terror sull'isola di Ross è stato intitolato alla nave[3].

La spedizione di Franklin[modifica | modifica sorgente]

Nel 1845 sia la Terror che la Erebus vengono equipaggiate con un motore da 20 CV ed il loro scafi rinforzati con placche di ferro in preparazione alla spedizione in Artide di John Franklin. Il capitano della Terror è sempre Francis Crozier e l'obiettivo della missione è di raccogliere dati sul magnetismo nell'Artico canadese e di attraversare passaggio a nordovest da est ad ovest[4].

La spedizione salpa da Greenhithe il 19 maggio 1845 e le navi sono viste entrare nella baia di Baffin in agosto.

La sparizione della spedizione di Franklin mise in moto una estesa ricerca in Artide, ma il destino dei membri dell'equipaggio venne rivelato soltanto con una serie di esplorazioni tra il 1848 ed il 1866. Entrambe le navi rimasero bloccate dal pack ed abbandonate dall'equipaggio che perì poi nel vano tentativo di raggiungere a piedi Fort Resolution, un avamposto della compagnia della Baia di Hudson, oltre 900 km più a sud. Successive spedizioni che si sono protratte sino ai tardi anni ottanta del XX secolo che hanno incluso autopsie sui corpi dei membri dell'equipaggio hanno rivelato che le razioni in scatola della nave avevano provocato un'epidemia di saturnismo e botulismo. I racconti orali degli Inuit del luogo narrano anche di alcuni casi di cannibalismo[5].

L'ultima spedizione della nave è anche al centro di un romanzo di fantasia scritto nel 2007 dallo scrittore americano Dan Simmons che, pur basandosi su tutte le fonti verificate a disposizione, ha ipotizzato sviluppi di carattere anche soprannaturale per le parti rimaste ignote della tragica vicenda. Il romanzo si intitola The Terror (tradotto in italiano con il titolo La scomparsa dell'Erebus).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La battaglia di Baltimora ispirò Francis Scott Key a scrivere The Star-Spangled Banner
  2. ^ In un'occasione viene quasi sbattuata contro un scoglio dalle pressioni del ghiaccio.
  3. ^ a b Lincoln P. Paine, Ships of Discovery and Exploration, Houghton Mifflin, 2000, pp. 139 - 140. ISBN 978-0395984154
  4. ^ Il passaggio era già stato percorso, sia da est che da ovest, ma mai interamente.
  5. ^ A riscontro di queste voci sono state rinvenute alcune tracce sui cadaveri recuperati nei pressi dell'isola di Re William

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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