HMS Queen Mary

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HMS Queen Mary
HMS Queen Mary
HMS Queen Mary
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo incrociatore da battaglia
Classe Lion
Proprietario/a Royal Navy
Costruttori Palmers Shipbuilding and Iron Company
Cantiere Jarrow
Impostata 6 marzo 1911
Varata 20 marzo 1912
Completata agosto 1913
Entrata in servizio settembre 1913
Destino finale esplosa ed affondata alla Battaglia dello Jutland 31 maggio 1916
Caratteristiche generali
Dislocamento standard: 27.200 t
a pieno carico: 32.150 t
Lunghezza 214 m
Larghezza 27,1 m
Pescaggio 8,5 m
Propulsione 42 caldaie Yarrow
turbine meccaniche Parsons
4 eliche, 75.000 CV
Velocità 27,5 nodi
Autonomia 5.610 mn a 10 nodi (10.390 km a 19 km/h)
Equipaggio da 997 a 1.275
Armamento
Armamento 8 cannoni da 343 mm in 4 torri binate
16 cannoni da 102 mm in affusti singoli
1 torre trinata antiaerea da
1 cannone rotante Hotchkiss da 47 mm
2 tubi lanciasilur da 533 mm

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La HMS Queen Mary fu un incrociatore da battaglia della Royal Navy classe Lion armato con otto cannoni da 343 mm, un dislocamento di 27.200 tonnellate ed una velocità di 28 nodi (52 km/h). Differiva leggermente dalle sue navi sorelle per le ciminiere tonde invece che ovali e per il fatto di montare tutti i suoi cannoni da 102 mm sullo stesso ponte.

Servizio[modifica | modifica sorgente]

Entrò in servizio come parte del 1st Battlecruiser Squadron ("1º squadrone incrociatori da battaglia"). Il 28 agosto 1914 prese parte alla battaglia di Heligoland Bight. Essendo in porto per lavori di raddobbo non partecipò alla battaglia di Dogger Bank. Al completamento dei lavori si riunì nuovamente al 1st Battlecruiser Squadron.

Esplosione della Queen Mary

Partecipò alla battaglia dello Jutland del 31 maggio 1916 al comando del capitano Cecil I. Prowse. Sparò circa 150 colpi con i cannoni principali contro il SMS Seydlitz, colpendolo quattro volte, ma venne a sua volta centrata dal fuoco di risposta del Seydlitz. La Queen Mary venne prima colpita sopra al cannone di destra della torre 'Q' che venne messo fuori servizio, mentre quello di sinistra continuò a sparare. Poco dopo un altro proiettile da 305 mm la colpì verso prua vicino alle torri 'A' e 'B' ed un altro colpì la torre 'Q'. Il magazzino di prua esplose, la nave si inclinò a sinistra e squassata da ulteriori esplosioni iniziò ad affondare. Solo venti marinai dei 1.275 di equipaggio si salvarono (due sopravvissuti furono raccolti da navi tedesche). Moritz von Egidy, capitano della Seydlitz, scrisse:

« presto comparvero in vista gli incrociatori leggeri britannici, seguiti da dense nubi di fumo. Gli alberi di enormi scafi incombevano all'orizzonte. I nostri amici di Dogger Bank stavano tornando. Alle 15.45 aprimmo il fuoco. Poco dopo la HMS Indefatigable scoppiò, seguita venti minuti più tardi dalla HMS Queen Mary, il nostro bersaglio come Numero Tattico Tre. Lo spettacolo fu travolgente, ci fu un momento di completo silenzio, quindi la voce calma dell'osservatore di artiglieria annunciò "La Queen Mary sta esplodendo", immediatamente seguito dall'ordine "Passate al bersaglio a destra" dato dal capo artigliere con lo stesso tono di voce di un'esercitazione di tiro. »
(Moritz von Egidy[1])

Da non confondere con il transatlantico RMS Queen Mary, sebbene entrambe siano state battezzate in onore di Mary di Teck.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bernard Fitzsimons (a cura di). Warships and Sea Battles of World War I. BPC Publishing Ltd, 1973.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Robert Gardiner, ed., Conway's All the World's Fighting Ships 1906–1921 (Conway Maritime Press, London, 1985)
  • John Roberts, Battlecruiser, (Chatham Publishing, London, 1997), ISBN 1-86176-006-X, ISBN 1-55750-068-1

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