Influenzavirus A sottotipo H1N1

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1leftarrow.pngVoce principale: Influenzavirus A.

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H1N1
H1N1 influenza virus.jpg
Classificazione dei virus
Dominio Acytota
Gruppo Gruppo V Virus a ssRNA-
Famiglia Orthomyxoviridae
Genere Influenzavirus A

Il virus dell'influenza A sottotipo H1N1 è un sottotipo di virus di Influenzavirus A. Appartiene alla famiglia delle Orthomyxoviridae.

Ne esistono numerose varianti che causano forme influenzali pandemiche negli animali, come la influenza aviaria e la febbre suina.

Trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

Come per l'influenza stagionale, la trasmissione da persona a persona si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva trasportate starnuti o colpi di tosse di persone infette, per mezzo del contatto con materiali o superfici infette.

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi dell'influenza sono febbre improvvisa, di norma superiore a 38 °C, e manifestazioni respiratorie (tosse, mal di gola, raffreddore) associati ad almeno uno dei seguenti sintomi: mialgia ed artralgia, letargia e mancanza di appetito. Alcune persone colpite dal virus hanno anche riferito di mal di gola, nausea, vomito, diarrea (in particolare nei bambini) e mal di pancia.

Prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

È possibile diminuire il rischio di infezione adottando una serie di comportamenti:

  • lavare le mani accuratamente e più volte al giorno. In particolare dopo aver tossito, starnutito o essersi soffiato il naso,
  • quando si tossisce o si fa uno starnuto è bene tenere un fazzoletto di carta davanti a naso e bocca,
  • dopo aver usato un fazzoletto di carta gettarlo e lavarsi accuratamente le mani,
  • usare mascherine igieniche in caso di malattia o assistenza di persone malate,
  • mantenere pulite le superfici,
  • vaccino: il Ministero suggerisce il vaccino per le principali categorie a rischio (donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza; persone di età compresa tra più di 6 mesi e i 17 anni con malattie croniche; bambini tra i 6 e i 24 mesi nati pretermine; adulti di età inferiore ai 65 anni con malattie croniche; personale sanitario e sociosanitario[1]).

Terapia attualmente conosciuta[modifica | modifica wikitesto]

La cosa migliore da fare è ricorrere alle stesse cure dell’influenza stagionale: farmaci sintomatici, come gli antipiretici o gli antinfiammatori, e riposo assoluto per almeno 4-5 giorni. Sui virus influenzali si sono dimostrati efficaci i farmaci antivirali. Non tutti, però: i soli antivirali raccomandati per il trattamento e la prevenzione dell’influenza umana da virus A H1N1 sono l’oseltamivir (in commercio con il nome di Tamiflu) e lo zanamivir (Relenza). Altri farmaci antivirali in uso da tempo come l’amantadina e la rimantadina non sono più efficaci, in quanto i virus influenzali hanno sviluppato resistenza nei loro confronti. Va ricordato, però, che i farmaci antivirali non sono vaccini e non devono essere usati a scopo preventivo a discrezione del paziente; ma devono essere assunti sotto il controllo e dietro prescrizione di un medico. [2]

Anche per il 2012-2013 è prevista la diffusione di ceppi virali di tipo A\H1N1.

Forme pandemiche[modifica | modifica wikitesto]

Pandemia del 1918[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Influenza spagnola.

Una variante di questi virus fu la causa della influenza spagnola che tra il 1918 e il 1919 uccise circa 50 milioni di persone in tutto il mondo e ne infettò 500 milioni[3].

Pandemia del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pandemia influenzale del 2009.

Un sottotipo di influenza suina (sempre A H1N1) si è trasmessa da alcuni allevamenti di maiali all'uomo nel 2009, portando vittime in Messico[4] e diffondendo la malattia nel mondo[5]. Tale variante è stata chiamata mediaticamente ed in gergo colloquiale "febbre suina".

Dal 13 ottobre al 8 novembre 2009 i casi stimati in Italia sono stati 1.521.000 e la percentuale dei decessi in Italia causati dall'influenza A è stata dello 0,029 per mille, contro il 2 per mille della normale influenza[6].

Spesso questa epidemia è stata erroneamente accostata all'epidemia di influenza aviaria che ha avuto inizio a cavallo tra il 2003 e il 2004 nel Sud-Est asiatico, il cui virus però era di tipo A H5N1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ministerosalute.it
  2. ^ Ministero delle Salute "Nuova influenza - Come si cura.
  3. ^ cdc.gov/
  4. ^ Febbre suina, allarme dagli Stati Uniti «Forse tardi per fermare l'epidemia», Corriere della Sera, 25 aprile 2009. URL consultato il 13 gennaio 2012.
  5. ^ 2009 H1N1 Flu (Swine Flu)
  6. ^ articolo sul corriere "Germania, due morti dopo il vaccino". URL consultato il 16 novembre 2009.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]