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Gyula Andrássy, conte di Csíkszentkirály e Krasznahorka (Kassa, 3 marzo 1823 – Volosca, 18 febbraio 1890), è stato un politico ungherese.
Parteggiò per il movimento nazionale magiaro; inviato dal governo rivoluzionario di Kossuth (1849) in missione a Costantinopoli, non ebbe riconosciuto dalla Porta il carattere diplomatico e si rifugiò a Londra; l'Austria lo condannò a morte nel 1851. Graziato poi nel 1857 tornò in patria e fu eletto alla dieta (1869). Protetto dall'Imperatrice Elisabetta, ebbe la parte principale nelle trattative che condussero al Compromesso austroungarico del 1867 e divenne presidente del consiglio ungherese dal 1867 al 1871.
Per mantenere la supremazia dei magiari in Ungheria si accordò con i tedeschi, opponendosi ai tentativi d'introdurre in Austria il federalismo, e col Bismarck premendo su Friedrich Ferdinand von Beust per ottenere che la monarchia rimanesse neutrale durante la Guerra franco-prussiana. Succedette al Beust come presidente del ministero comune e ministro degli Esteri della monarchia (nov.1871-apr.1879). Si adattò alla politica del Bismarck: l'Austria-Ungheria, con lui, rinunciò a immischiarsi nelle questioni tedesche e, per quanto avversasse la Russia, accetto l'alleanza dei Tre imperatori; durante la crisi orientale del 1875-1878 accettò di rimanere neutrale nella guerra russo-turca, ottenendo il consenso russo all'occupazione militare austriaca della Bosnia-Erzegovina, diritto riconosciuto dal trattato di Berlino.
Ma non riuscì a ingrandire la Serbia per metterla in contrasto con la Russia da un lato e la Croazia dall'altro, né ad opporsi al risveglio delle nazionalità balcaniche. La sua politica causò tuttavia malcontento, onde poco dopo si indusse a ritirarsi.
[modifica] Onorificenze austriache
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