Gustavo Cacini

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Gustavo Cacini (Roma, 31 dicembre 1890Nettuno, 31 dicembre 1969) è stato un attore teatrale e comico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi del Novecento fu un esponente di quelle forme di spettacolo che un tempo si soleva definire come teatro minore, etichetta che identificava il teatro di varietà, la rivista, l'avanspettacolo, ma anche le entrées dei clown nel circo.

Di corporatura esile ed aspetto smunto, strabico e gibboso, si presentava in scena con un lungo frac e calzoni che non gli arrivavano alle caviglie, sotto i quali spuntavano scarpe di una misura spropositatamente grande. Il costume ridicolo ben si accompagnava allo sgraziato vocione che possedeva.

La sua caratteristica era quella di provocare la platea con un atteggiamento da sbruffone, con le battute pesanti ed i doppi sensi. E d'altra parte il pubblico a sua volta era solito "interagire" in modo non leggero con gli attori di avanspettacolo, con duelli coloriti. Da qui la battuta entrata nel parlare comune a Roma e non solo “Ma chi sei, Cacini?”, con riferimento alle arie da bullo che l'attore assumeva in teatro, spacciandosi come il vero erede di Primo Carnera.

Il Teatro Ambra Jovinelli

Le canzonacce[modifica | modifica wikitesto]

Era famoso anche per le sue canzonette sboccate, dove faceva grande uso di doppi sensi ("O che frutto saporito è la banana, o che frutto delizioso è la banana, la banana fa ingrassar"). Probabilmente fu proprio Cacini, in uno dei suoi insuccessi, a meritarsi quel lancio di un gatto morto dalla platea (probabilmente al teatro Trianon) poi ripreso da Federico Fellini nel film Roma.

Nel 1926 calcò il palco del cinema teatro "La Fenice" di Roma e tra il 1927 e il 1928 presenziò più volte al Teatro Jovinelli (detto, durante il periodo fascista, cinema-teatro Principe), di proprietà entrambi degli eredi di Giuseppe Jovinelli. Altre sue ribalte furono il Teatro Volturno, oggi non più esistente [1] e il Morgana. Apparve l'ultima volta nel 1945 al Quattro Fontane interpretando il suo personaggio tragicomico nella rivista «Soffia so...» di Garinei e Giovannini accanto alla grande Anna Magnani.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu anche attore di cinema, partecipando al cast dei seguenti film:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Sordi ne parlò come del comico nero e lungo che pareva una penna stilografica: mentre la platea lo bersagliava inferocita, perché non si divertiva per niente, lui imperterrito continuava a ripetere: «Strillate, strillate, l'importante è che si parli di me»...."
  • Era solito concludere le sue smargiassate dicendo: "L'ho prese sì, ma quante gliene ho dette!".
  • Si disse che ottenne il riconoscimento in tribunale che il ritornello fascista “Faccetta nera, bell'abissina...” era stato plagiato dalla sua “La vita è comica presa sul serio, perciò prendiamola come la va…”
  • Roma gli ha intitolato una strada.
  • Fabrizio Giannini e la sua compagnia teatrale "Accademia dei Cacini" hanno recuperato ed innovato la tradizione di quel tipo di varietà con esplicite citazioni: l'ingresso sul palco cantando le parole di "La vita è comica" sulle note di "Faccetta nera", il busto di Gustavo Cacini, del quale per scherzo Giannini sostiene di essere il nipote.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Approfondimento sul teatro Volturno

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Rendina, La grande enciclopedia di Roma, Roma, Newton & Compton, 2000, p. 201, sub vocem Cacini Gustavo.
  • Luigi Ceccarelli, «Ma chi sei, Cacini?» Sconosciuti da leggenda di una piccola Roma, in "Corriere della Sera", 5 dicembre 2004, p. 53. Edizione in rete

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]