Gustave Le Bon

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gustave Le Bon

Gustave Le Bon (7 maggio 184113 dicembre 1931) è stato uno psicologo e sociologo francese.

Tra le opere principali, Psicologia delle folle (1895). La potenza delle folle ha già conquistato il mondo, sta avendo inizio un’età dominata dal ruolo della massa; la descrizione della folla in Le Bon è quasi sempre negativa. Le Bon sta dalla parte delle minoranze e non della massa, esalta il ruolo della minoranza creatrice, se ci affidiamo alle folle andremo verso un regresso. La folla ha grande potenza distruttrice ma scarsa capacità costruttiva in quanto manca di disciplina, preveggenza, ecc… La folla è importante nel momento distruttivo (come catarsi di un assetto societario già malato) ma non sa mettere in essere una ponderata ricostruzione di quell’assetto che ha contribuito a distruggere. L’individuo in folla acquisisce un sentimento di forza invincibile: nel diventare folla vengono meno i freni inibitori e il senso di responsabilità. Esiste una sorta di inconscio collettivo per cui la folla è sempre condizionabile: l’individuo sacrifica con facilità il proprio interesse personale a favore dell’interesse collettivo. L’uomo, unendosi alla folla, perde la propria razionalità: la folla è guidata, appunto, dall’inconscio che, secondo Le Bon, non è proprio dell’individuo, bensì del gruppo collettivo. L’individuo all’interno della folla trasforma immediatamente in azioni le idee suggerite, l’uomo all’interno della folla è un istintivo e un barbaro. È vero che la folla distrugge ma lo fa per tornare indietro, per conservare più che per innovare: "gli istinti della folla sono istinti conservatori"; quando entriamo in una folla perdiamo l’apertura al dialogo, l’autoritarismo e l’intolleranza sono presenti in tutte le tipologie di folle.

In Le Bon la razza è identificabile con una comunità geografica (pressappoco nazionale), ciò non implica, però, assolutamente giudizi di superiorità di una razza rispetto ad un’altra. "Il tipo dell’eroe caro alle folle avrà sempre l’aspetto di un Cesare" che però, non appena caduto in disgrazia, verrà linciato dalla folla stessa, che lo annovererà già nella categoria dei deboli. La stessa istruzione sarebbe dannosa, perché lo studente, a contatto con gli altri, subirebbe un processo di massificazione che porterebbe alla perdita di coscienza individuale. Per conquistare le folle per periodi di lunga durata bisogna insistere su un concetto, anche semplice e conciso; l’insistenza su questo concetto lo farà passare di bocca in bocca e lo renderà connaturato alla massa, lo farà penetrare nelle menti. Le idee passano alla massa anche grazie al prestigio di chi le propugna; "il prestigio è una sorta di fascino che un individuo provoca su di noi". La caratteristica del prestigio è quella di impedirci di vedere le cose come sono. Le folle si caratterizzano per la loro mutevolezza: sono in qualche modo immaneggiabili, si dimostrano sempre più coscienti del loro ruolo e perciò sempre più indomite.

In Le Bon torna l’immagine della piramide, tipica del pensiero reazionario; si insiste sul valore delle minoranze: il progresso di una nazione è portato avanti da pochi.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali