Gustaf Fröding

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gustaf Fröding

Gustaf Fröding (Karlstad, 22 agosto 1860Stoccolma, 8 febbraio 1911) è stato un poeta svedese. È spesso indicato come il maggior lirico delle letterature scandinave moderne.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gustaf Fröding nasce nella provincia di Värmland nella città di Karlstad, nel sud-est della Svezia, nel 1867 frequenta l'Università di Uppsala. Della sua vita si conosce poco, tranne le sue passioni per la lettura di Scott, Byron, Burns e Heine; uno dei pochi dati certi è che verso la fine della sua vità comincia ad avere problemi mentali, dovuti probabilmente dal suo alcolismo.

Terminata l'Università di Uppsala ritorna alla sua provincia dove lavora come giornalista ed è in questo periodo che partecipa alla polemica antinaturalistica di Heidenstam e Levertin.

Nel 1890 si trasferisce dapprima in Germania per curare la schizofrenia, ove compone la sua opera Gitarr och dragharmonika (Chitarra e organetto, 1891), che ottiene un buon successo, e poi in Norvegia per completare la sua collezione di poesie in Stänk och flikar, pubblicato nel 1896. Tra questi due lavori sono da annoverare Nya dikter (Nuove poesie, 1894) che contiene come del resto anche Den gamla goda tiden (Ai tempi in cui Berta filava, 1894), visioni dettate da indignazione sociale.

Ma proprio in questo periodo Froding si interessa a studi filosofici, che spaziano dall'ascetismo tolstoiano all'ideale nietzscheano del superuomo, sviluppando una sua originale teoria definita come <<la filosofia del Gral>> in grado di trascendere il dualismo tra necessità e libertà, tra sogno e realtà.[3]

Stänk och flikar, (Spruzzi e stracci) viene composto durante i suoi ricoveri nelle case di cura e con questa raccolta raggiunge l'apice della sua arte, scrivendo una delle opere più lette e amate in Scandinavia.

Seguiranno Räggler å paschaser (Storielle e aneddoti, 1895) caratterizzata dalla presenza di versi scritti in dialetto vermlandese, fino ad arrivare a Efterskörd (Spigolature, 1910), pubblicata l'anno prima della sua morte. In questa raccolta si mescolano folkore, sapienza filosofica, scene di vita quotidiana e popolare, ironia, naturalismo mistico e sensualità.

La raccolta En morgondröm (Sogno di un mattino, 1896) viene accusata di oscenità e l'autore è trascinato in tribunale.

Le sue opere rappresentano una tendenza al lirismo introverso[4], tipiche dello stereotipo del poeta maledetto, che trae la sua ispirazione durante le sue frequenti crisi di nervi [5]. La sua poesia trasfigura la realtà in un mondo di sogni, visioni, immaginazione e di canto.[6]

Muore nell'ospedale di Uppsala, riuscendo a combattere l'alcolismo ma non il suo diabete.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo di artisti e letterati svedesi, Froding è il terzo da sinistra in seconda fila, tra gli altri seduto a destra è riconoscibile Albert Engström, foto del 1896
  • Anita (1884)
  • Nya dikter (1894)
  • En hög visa (1891)
  • En ghasel (1891)
  • Vackert väder (1891)
  • Våran prost (1891)
  • Jonte och Brunte (1891)
  • Det var dans bort i vägen (1891)
  • Världens gång (1891)
  • En fattig munk från Skara (1891)
  • Gitarr och dragharmonika (1891)
  • Clown Clopopisky (1894)
  • Tre trallande jäntor (1894)
  • Bergslagstroll (1894)
  • Den gamla goda tiden (1894)
  • Säv, säv, susa (1894)
  • En syn (1894)
  • Hans högvördighet biskopen i Växjö (1894)
  • Räggler å paschaser (1895)
  • Ett gammalt bergtroll (1896)
  • Gråbergssång (1896-1905)
  • En morgondröm (1896)
  • Lelle Karl-Johan (1896)
  • Ur kung Eriks visor (1896)
  • Det borde varit stjärnor (1896)
  • Sagoförtäljerskan (1896)
  • Stänk och flikar (1896)
  • Nytt och gammalt (1897)
  • Gralstänk (1898)
  • Efterskörd (1910)
  • Reconvalescentia (1913)
  • Brev till en ung flicka (1952)
  • Äventyr i Norge (1963)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, vol.5 pag.125
  2. ^ Gustaf Froding nell’Enciclopedia Treccani, treccani.it. URL consultato il 28 febbraio 2015.
  3. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, vol.5 pag.125
  4. ^ Mario Gabrieli, Annali, Volumi 3-4, 1960, La Sezione Editore, Istituto universitario orientale di Napoli, sezione Germanica, p. 285
  5. ^ Per Olov Enquist, Un'altra vita, Iperborea, 2008, p. 63
  6. ^ Gustaf Froding nell’Enciclopedia Treccani, treccani.it. URL consultato il 28 febbraio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Staffan Bergsten, Gustaf Fröding, 2002, 247 pp.
  • Piero Pollesello (a cura di), Poesie dal Nord, Libro II, Liriche Scandinave in Italiano, 2011, Stamperia Kopiotaito, 40 pp.
  • Marco Scovazzi (a cura di), Antologia delle letterature nordiche, 1970, Fabbri Editore, 397 pp.
  • Mario Gabrieli (a cura di), 50 anni di poesia nordica, 1967, Quaderno degli annali, università di Napoli, 275 pp.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN56623279 · LCCN: (ENn80065624 · ISNI: (EN0000 0001 1027 2673 · GND: (DE118703323 · BNF: (FRcb120248094 (data)