Gung Ho - Arrivano i giapponesi

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Gung Ho - Arrivano i giapponesi
Titolo originale Gung Ho
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1986
Durata 112 min
Colore colore
Audio dolby
Rapporto 2,35 : 1
Genere commedia
Regia Ron Howard
Soggetto Edwin Blum, Lowell Ganz, Babaloo Mandel
Sceneggiatura Lowell Ganz, Babaloo Mandel
Produttore Deborah Blum, Tony Ganz
Produttore esecutivo Ron Howard
Casa di produzione Paramount Pictures
Fotografia Don Peterman
Montaggio Daniel Hanley, Michael Hill
Effetti speciali Stan Parks
Musiche Thomas Newman
Scenografia James Schoppe
Costumi Betsy Cox
Trucco Janet Flora, Ric Sagliani
Interpreti e personaggi

Gung Ho - Arrivano i giapponesi (Gung Ho) è un film del 1986, diretto da Ron Howard.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una fabbrica di automobili in USA si trova sull'orlo del fallimento e il consiglio di fabbrica decide di inviare un proprio rappresentante in Giappone, per convincere un gruppo di industriali nipponici a rilevare la fabbrica salvando così i posti di lavoro e l'intera economia della città in cui la fabbrica ha sede.

Nonostante la passione che anima Hunt Stevenson nel perorare la causa, i manager giapponesi gli riservano un'accoglienza glaciale; Hunt ritorna in patria convinto di non aver ottenuto nulla e che la fabbrica sia condannata alla chiusura, prospettando un futuro da disoccupati per lui e per i suoi colleghi.

Ma quando tutto sembra perduto, dal Giappone arriva la notizia che la proposta di Hunt è stata accettata e che il nuovo gruppo dirigente è in arrivo dal paese del Sol Levante.

Dopo l'iniziale entusiasmo, però, cominciano a emergere i problemi causati dallo scontro di due culture apparentemente inconciliabili, quella dei samurai dell'industria abituati a rigide regole e inossidabile spirito di corpo (che comincia al mattino con la ginnastica collettiva sul piazzale) e quella dei rilassati e sindacalizzati operai americani.

In un crescendo di situazioni tragicomiche, con Hunt Stevenson incaricato dai giapponesi di mantenere i rapporti con la forza lavoro, il tentativo sembra naufragare tra rivendicazioni salariali da una parte e assoluta inflessibilità dei manager dall'altra, finché da Tokio non arriva un ultimatum: o verranno prodotte almeno 15.000 auto in un mese, o la fabbrica verrà ceduta ed abbandonata al proprio destino.

Sarà compito di Hunt Stevenson, ormai amico del più giovane dei dirigenti giapponesi (che di fronte al fallimento teme di perdere l'onore), convincere i suoi ormai ex amici a collaborare per dimostrare il loro valore e mantenere in vita la fabbrica.

Arrivati all'ultimo giorno mancano ancora 1.000 vetture e gli operai tentano il tutto per tutto in una massacrante giornata che li vedrà sfornare le ultime auto prive di dettagli quali... il motore.

Ciononostante riescono nell'intento di convincere l'esigentissimo Presidente, a dimostrazione del fatto che l'unione fa la forza.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato in una cittadina della Pennsylvania, ma le scene all'interno della fabbrica di auto sono state girate nello stabilimento Fiat di El Palomar (Argentina).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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