Gundoaldo

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(LA)
« Gunduald etiam, germanus Theodolindae reginae, qui erat dux in civitate Astensi, nemine sciente auctorem mortis ipsius, hoc ipso in tempore sagitta ictus interiit »
(IT)
« Anche Gundoaldo, fratello della regina Teodolinda, che era duca di Asti, morì in quello stesso tempo, colpito da una freccia, senza che si sapesse mai chi era stato il suo assassino. »
(Paolo Diacono, Historia Langobardorum, IV, 40)

Gundoaldo (... – Asti, 615 circa) è stato un duca longobardo, primo duca di Asti dal 589 al 615 circa.

Fratello della regina Teodolinda e figlio del duca di Baviera Garibaldo I e di Valdrada (a sua volta figlia di Vacone, re dei Longobardi tra il 510 e il 540), ebbe due figli, Gundeperto e Ariperto (in alcuni testi nominato Chairiberto), in seguito anch'egli re dei Longobardi. In seguito al matrimonio della sorella con re Autari, celebrato a Verona il 15 maggio 589, Gundoaldo fu nominato duca di Asti[1].

Dopo la morte di Autari, pochi mesi dopo il matrimonio, Teodolinda si risposò con il duca di Torino, Agilulfo, che venne incoronato re a Milano nel maggio del 591. Nella sua Cronaca lo storico franco Fredegario racconta che, essendo il duca d'Asti molto amato dai suoi sudditi, rappresentava una possibile insidia per la successione al regno longobardo e che per questo venne assassinato, su ordine della "fazione" reale.

Paolo Diacono e l'Origo, a tal proposito parlano di una rivolta di alcuni duchi longobardi (Mimulfo, Gaidulfo, Ulfari) sedata con successo dall'esercito regio: proprio questo potrebbe essere il riferimento di Fredegario, laddove parla di fazione reale:

(LA)
« Agone regi e Teudeline, cum ipsum iam zele tenerunt, ubi ad ventrem purgandum in faldaone sedebat sagitta saucius moritur. »
(IT)
« Venne in odio alla fazione di Agone[2] e Teodolinda, a cagione di gelosia; così che egli finì per essere ucciso da una freccia. »
(Fredegario, Cronaca)

Alla morte di Gundoaldo non si sa che fine fece Gundeperto, mentre Ariperto probabilmente succedette al padre nella reggenza del Ducato di Asti[3]. Dalla cronaca di Paolo Diacono si sa che assurse al trono longobardo in seguito alla morte di Rodoaldo, figlio di Rotari, nel 653.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, IV, 40. Cfr. anche Carlo Cipolla, Appunti sulla storia di Asti.
  2. ^ Altro nome con il quale era identificato Agilulfo
  3. ^ Carlo Cipolla, Op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Storica
Moderna
  • Carlo Cipolla, Appunti per la storia di Asti, Venezia 1891.
  • Niccola Gabiani, Asti nei principali suoi ricordi storici, voll. I, II e III, Tipografia Vinassa, 1927-1934.
  • S. Grassi, Storia della Città di Asti, voll. I e II, Atesa, 1987.
  • L. Vergano, Storia di Asti, voll. I, II e III, Tipografia S. Giuseppe, Asti 1953-1957.
Predecessore Duca di Asti Successore Corona de duque.svg
- 589-615 circa Ariperto I