Gundeperga

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Gundeperga (... – post 652) fu regina dei Longobardi e regina d'Italia dal 625 al 652.

Figlia di Agilulfo e di Teodolinda, nacque verso l'anno 600 e crebbe alla corte longobarda di Monza. Fu educata nella fede cattolica e andò in sposa a Arioaldo, il duca di Torino che guidò l'opposizione ariana alla politica filocattolica e filoromana di re Adaloaldo, fratello di Gundeperga.
Arioaldo scalzò dal trono il cognato tra il 625 e il 626, elevando Gundeperga al rango di regina; presto, tuttavia, la sospettò di sostenere la rivolta di Tasone, duca del Friuli, e la rinchiuse nel castello di Lomello. In seguito, però, la liberò e avviò una politica di equilibrio fra ariani e cattolici, cui Gundeperga collaborò. Alla morte di Arioaldo (636), secondo una tradizione ben radicata nella monarchia longobarda, trasmise il potere al secondo marito, scelto certamente in accordo con l'aristocrazia. La scelta cadde sul duca di Brescia, Rotari, che proseguì la politica di Arioaldo. Gundeperga protesse il monastero di Bobbio e fondò, a Pavia, la basilica di San Giovanni. Morto anche Rotari (652), fu reggente in favore del giovane successore Rodoaldo, che però venne ucciso pochi mesi dopo. Il trono passò allora ad Ariperto I, cugino di Gundeperga. La regina continuò a vivere a corte oppure si ritirò in un monastero. Ignota è la data di morte. Venne sepolta nella basilica da lei fondata.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Diacono, Historia Langobardorum (Storia dei Longobardi, Lorenzo Valla/Mondadori, Milano 1992)
  • Jörg Jarnut, Storia dei Longobardi (Torino, Einaudi 2002)
  • Alberto Magnani, "Gundeperga, una regina longobarda a Pavia", "Bollettino della Società Pavese di Storia Patria", CIV/2004.