Guinea Pig (serie)

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I film Guinea Pig (Ginii Piggu) sono una produzione horror giapponese di genere splatter realizzata negli anni ottanta e divenuta famosa per via degli effetti speciali straordinariamente realistici.

La notorietà di questa serie nasce alla fine degli anni ottanta quando i primi cinque film furono trovati nella collezione di quasi seimila videocassette del serial killer giapponese Tsutomu Miyazaki, che interpretò delle scene di questi film durante i suoi crimini[senza fonte]. Negli Stati Uniti, l'esplosione del fenomeno avviene nel 1991 quando l'attore Charlie Sheen, credendo erroneamente che Flower of Flesh and Blood fosse uno snuff movie, iniziò una vera e propria crociata contro la serie richiedendo anche l'azione dell'FBI (la vicenda arriverà fino alle aule del tribunale, nelle quali verrà poi accertato come non si tratti di veri snuff movie).

A causa delle innumerevoli controversie che hanno circondato la serie, è divenuto illegale in Giappone la produzione di qualsiasi film targato "Guinea Pig".

The Devil's Experiment[modifica | modifica sorgente]

Il primo episodio,[1] (1985), è un mediometraggio di circa mezz'ora che vede come protagonisti un gruppo di ragazzi che rapiscono e torturano una donna allo scopo di sperimentare quanto possa resistere un corpo umano al dolore.

Flower of Flesh and Blood[modifica | modifica sorgente]

Il secondo episodio,[2] (1985), è tratto da un manga scritto dal regista Hideshi Hino. Un uomo vestito da samurai narcotizza una donna e procede nel farla a pezzi, in modo da aggiungerla alla sua "collezione".[3]

Dopo la visione di una parte del film, l'attore Charlie Sheen si convinse di essere di fronte alle riprese di un vero omicidio e contatta la MPAA, che a sua volta richiede l'intervento dell'FBI. L'agente Dan Codling informò l'MPAA del fatto che sia l'FBI che le autorità giapponesi già lavoravano al caso e che i realizzatori della pellicola avevano dimostrato che si trattava solo di effetti speciali (cosa che dovette fare a suo tempo anche il regista italiano Ruggero Deodato per il suo film Cannibal Holocaust). Gli effetti speciali utilizzati in questo film sono stati descritti minuziosamente nel documentario del 1986 Meikingu obu Za ginipiggu.

La band Skinny Puppy scrisse la canzone "The Mourn" dopo aver scoperto dell'esistenza del video e creduto che fosse uno snuff autentico. Una volta venuti a sapere che si trattava di soli effetti speciali, inserirono alcune scene del film nei loro concerti.

He Never Dies[modifica | modifica sorgente]

La terza pellicola,[4](1986), narra di un impiegato giapponese che, annoiato dalla monotona vita quotidiana del sol levante, tenta il suicidio tagliandosi le vene scoprendo però di non poter morire, da qui il titolo dell'episodio. A differenza dei due capitoli precedenti i toni si abbassano inserendo oltre alla violenza un plot narrativo e un briciolo di comicità dettata dalle situazioni altamente ridicole.

Mermaid in a Manhole[modifica | modifica sorgente]

Una scena del film.

Mermaid in a Manhole, quarto episodio,[5] (1988), basato su un manga di Hideshi Hino e diretto dal mangaka stesso, vede come protagonista un artista che tenta di superare il trauma provocato dalla recente morte della moglie. Un giorno, mentre percorre le fogne sotto le strade di Okinawa, incrocia una sirena. Nel vederla, si rende conto di averla conosciuta in precedenza, da bambino, quando al posto della fognatura c'era un fiume. L'uomo decide di fermarsi per dipingere un ritratto della sirena, ma dopo breve tempo lei inizia a piangere di dolore; così l'artista si accorge delle strane ferite sul corpo della donna.

Probabilmente è stata nella fogna per così tanto tempo che il suo corpo è stato infettato dall'ambiente malsano. L'artista porta la creatura a casa sua e dopo un breve periodo le ferite peggiorano ed iniziano a sanguinare. L'artista usa il sangue della creatura per disegnarle un ritratto, ma le sue condizioni peggiorano e in breve tempo muore.

Android of Notre Dame[modifica | modifica sorgente]

Android of Notre Dame, il quinto episodio[6] (1988) racconta di uno scienziato e del suo tentativo di trovare una cura per la sorella gravemente malata. L'uomo necessita di una "cavia" per poter portare a termine l'esperimento; uno straniero offre la possibilità allo scienziato di avere un corpo sul quale eseguire le sue ricerche per pochi soldi. L'esperimento non va bene e lo scienziato si arrabbia così tanto che finisce per fare a pezzi il corpo. Un nuovo incontro con "il venditore" darà la possibilità allo scienziato di avere un nuovo corpo con il quale proseguire l'esperimento.

Devil Woman Doctor[modifica | modifica sorgente]

Devil Woman Doctor, il sesto episodio[7] (1990) racconta la storia di una dottoressa transessuale (il famoso attore giapponese Shinnosuke Ikehata). Il gioco di questa donna è riassumibile nel mutilare e uccidere tutti i suoi pazienti. Con questo episodio i toni della serie passano dall'horror alla commedia slapstick.

Slaughter Special[modifica | modifica sorgente]

Slaughter Special[8] (1992) è il settimo e ultimo film della serie. Rappresenta soprattutto una sorta di "best of" che porta in primo piano i momenti più truculenti dei primi episodi.

Edizioni DVD[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002, la defunta compagnia tedesca Devil Pictures ha realizzato un DVD BOX, in edizione limitata, region-free, contenente i sei film, il documentario "Making of Guinea Pig" e per la prima volta lo speciale "Making of Devil Woman Doctor".

Il cofanetto contiene anche una t-shirt ed un poster dedicato a "Devil's Experiment". Anche se intitolato "Guinea Pig: The Complete Series", il cofanetto non contiene lo speciale "Slaughter Special".

Nel 2005, la compagnia americana Unearthed Films realizza il primo cofanetto veramente completo, contenente tutti e sei gli episodi, i due "Making of" e "Slaughter Special". In questo caso, il cofanetto contiene molti contenuti speciali, come il manga dal quale è tratto "Mermaid In A Manhole".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Za ginipiggu: Akuma no jikken
  2. ^ Za ginipiggu 2: Chiniku no hana
  3. ^ Le scene di tortura presenti in Flowers of Flesh and Blood non sono però del tutto originali dato che già nel 1973 col film "Last House on Dead End Street" Victor Janos (Roger Watkins) aveva già dato il suo contributo al manga "visioni d'inferno" di Hideshi Hino.
  4. ^ Za ginipiggu 3: Senritsu! Shinanai otoko
  5. ^ Za ginipiggu 4: Manhoru no naka no ningyo
  6. ^ Za ginipiggu 5: Notorudamu no andoroido
  7. ^ Za ginipiggu 6: Peter no akuma no joi-san
  8. ^ Za ginipiggu 7: Zansatsu supeshyaru