Guillaume de Machaut

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Machaut (a destra) riceve Nature e tre dei suoi bambini, da una illustrazione di un manoscritto parigino del 1350

Guillaume de Machaut, noto anche come Guillaume de Machault (Reims, 1300-05Reims, 1377), è stato un poeta e compositore francese. Il suo nome indica forse il luogo di nascita, la città di Machault, oggi nel dipartimento d'Ardenne.

Indice

[modifica] Biografia

Dal 1323 de Machaut fu al servizio di Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia, che accompagnò nei suoi viaggi e nelle campagne militari.

Nel 1337 venne nominato canonico della cattedrale di Reims, stabilendosi in quella, dove si dedicò alla poesia e alla musica pur continuando a partecipare alla vita di corte e agli eventi mondani.

Con la morte di re Giovanni, avvenuta nel 1346, divenne segretario della figlia Bona, moglie del futuro re di Francia Giovanni II; alla morte di lei (1349) passò al servizio di Carlo II di Navarra.

Nel 1359 lo si trova tra i difensori di Reims assediata da Edoardo III; l'anno successivo accompagnò a Saint Omer Giovanni di Berry, figlio di Giovanni II.

Del 1362 è il suo amore per la giovanissima Péronne d’Armentières; la relazione gli ispirò una sorta di romanzo epistolare inframmezzato da sette composizioni liriche, Le voir dit (Il vero detto, 1365).

A una crociata voluta da Pietro I di Cipro (del casato dei Lusignano) si ispira invece la cronaca in versi La prise d’Alexandrie (1370).

[modifica] Le opere

Negli ultimi anni della sua vita, Machaut si dette a riordinare per la pubblicazione i suoi componimenti musicali e letterari (oltre una quindicina di opere, fra cui occorre ancora citare il Remède de fortune, La louange des dames e i Complaintes).

[modifica] La musica di de Machaut

La sua musica è la più alta espressione dell'ars nova francese anche detta ars subtilior.

Le sue composizioni, che adottano le forme tipiche di quel periodo, sono raccolte (spesso insieme ai componimenti poetici) in edizioni manoscritte particolarmente curate, a testimonianza della considerazione nella quale era tenuto dai suoi contemporanei. Si tratta di ventitré mottetti sacri e profani (più un altro dubbio), quarantadue ballades, venti rondeau, trentatré virelais, diciannove lais e sette composizioni similari contenute nel Remède de fortune, nonché due composizioni liturgiche: la Messe de Notre-Dame, a quattro voci (composta nel 1364) e un hoquetus, David.

Nella scrittura a due, a tre o a quattro voci, la linea melodica appare sempre molto originale, formata in genere da una serie di piccoli gruppi di note dall’andamento quasi angoloso, squisitamente gotico. Sottoposti di continuo a variazioni attraverso una ritmica sottile, raffinata, gli elementi che la compongono danno luogo, nella sovrapposizione delle parti, a strutture musicali estremamente complesse, paragonabili, talvolta, a quelle della moderna musica dodecafonica e seriale.

Al di là degli aspetti tecnici, dalle composizioni di Machaut promana un grande fascino poetico. Non il calore, il sensuale abbandono avvertibili nella musica dell'ars nova italiana, ma una più discreta intimità sentimentale, fatta di mezze tinte, di sfumature, di misura: caratteri che appaiono congeniali, fin da questo momento, alla musica francese.

La forma fondamentale dell'ars nova francese, il mottetto, o meglio il particolare tipo di mottetto chiamato dai musicologi "isoritmico", viene sfruttata a fondo da Machaut, che ne estende il principio costruttivo alle altre forme polifoniche profane.

Sul modello del mottetto isoritmico sono composte quasi tutte le parti della Messe de Notre-Dame, la sola composta da Machaut. Scritta probabilmente, per l'incoronazione di Carlo V il Saggio, essa è, in ordine di tempo, la prima messa polifonica dovuta interamente a un unico autore. Essenzialmente basata sul principio della simmetria, dell’armonia del numero, la Messe de Notre-Dame si eleva come un ampio edificio sonoro, omogeneo in ogni sua parte, la cui grandezza riposa, anziché sulla magniloquenza corale, sulla levatura spirituale dell’intelligenza creatrice.

Alcune sue composizioni sono contenute nel Codice di Chantilly.

La melodia di una sua Chanson Baladée fu utilizzata come sigla di uno storico programma RAI, l'Almanacco del giorno dopo.

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