Guidoriccio da Fogliano all'assedio di Montemassi

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L'affresco

L'affresco Guidoriccio da Fogliano all'assedio di Montemassi (detto anche Guidoriccio da Fogliano semplicemente), collocato nella Sala del Mappamondo, all'interno del Palazzo Pubblico di Siena, viene tradizionalmente attribuito a Simone Martini (autore della Maestà, l'affresco sulla parete di fronte), che lo avrebbe realizzato nell'anno 1328. È alto cm 340 per cm 968 di larghezza. Alcune parti del dipinto, tra cui quella della fortezza a destra e il cielo, secondo gli studiosi che sostengono l’attribuzione a Simone, furono ridipinte alla fine del XV secolo, mentre chi abbraccia la tesi opposta (ad esempio Federico Zeri) indica in questi elementi una delle prove che il Guidoriccio sia un pastiche posteriore al secolo XIV.

L'opera mostra il comandante delle truppe senesi durante l'assalto alla rocca di Montemassi nella Maremma, avvenuta nel 1328.

La parete della Sala del Mappamondo contenente l'opera

Nel 1980, a seguito di restauri eseguiti nell'area in cui era dislocato il famoso mappamondo che dette il nome alla sala, è venuto alla luce un dipinto (attribuibile per qualità alla mano di Simone Martini), che è in parte sottostante al grande ritratto del Guidoriccio a cavallo. Tale scoperta, per le implicazioni che essa ha avuto ed ha tuttora, ha messo in dubbio l'autenticità e la paternità del dipinto tradizionale. Secondo alcuni il castello rappresentato nell'opera scoperta sembra Arcidosso, castello dell'Amiata conquistato da Guidoriccio nel 1331, e per questo non può stare sotto ad un intonaco affrescato nel 1328. La polemica continua anche perché la grande opera tradizionalmente attribuita a Simone Martini, non trova riscontri negli storici d'arte del tempo passato (Ghiberti, Vasari) ed è abbastanza anomala la rappresentazione celebrativa di un condottiero mercenario nel palazzo Pubblico di Siena, quando lo stesso era stato cacciato senza tanti complimenti dai reggenti della Repubblica senese. Secondo un'altra tesi si sostiene invece che l'affresco coperto dal mappamondo sia di mano di Duccio di Boninsegna, databile al 1314-15 e che rappresenti invece la resa pacifica di Giuncarico. La controversia di natura artistica, con interventi autorevoli di critici e storici d'arte americani (Moran, Mallory), è tuttora aperta e non sembra destinata a chiudersi a breve.

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