Guido di Sorrento

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Guido (1012 circa – post 1073) è stato un duca longobardo, governò Sorrento dal 1035.

Figlio di Guaimario III di Salerno e Gaitelgrima, fratello di Guaimario IV, suocero di Guglielmo Braccio di Ferro e Guglielmo d'Altavilla, cognato di Umfredo d'Altavilla, deve il suo posto nella storia in primo luogo dai suoi legami (di sangue e matrimoniali) con personaggi di primo piano nella fase storica di transizione dal dominio longobardo a quello normanno nel sud Italia.

Secondo lo storico John Julius Norwich, egli fu un principe «altruista», che faceva mostra di «un senso morale raro per il suo tempo e la sua posizione».

Nel 1035 suo fratello Guaimario conquistò Sorrento e ne affidò il governo a lui, che fu nominato duca. Il suo sostegno al fratello e ai Normanni fu costante per tutta la durata del regno di Guaimario e oltre.

Alla morte del principe, infatti, assassinato nel porto di Salerno nel 1052 ad opera di quattro fratelli, cognati della vittima, Guido fu l'unico che riuscì a scappare e ad organizzare la liberazione della sua famiglia, caduta nelle mani degli assassini insieme a Gisulfo, erede al trono salernitano. Il duca raggiunse rapidamente Melfi, dove offrì ampie ricompense ai Normanni in cambio del loro aiuto. Questi lo seguirono a Salerno, che fu posta d'assedio insieme alle armate sorrentine nel tentativo di costringere i congiurati alla resa. Guido riuscì presto a fare prigioniere le famiglie dei quattro assassini di Guaimario, negoziando il loro rilascio con la liberazione di Gisulfo. Alla resa dei cospiratori, Guido fece giuramento di non procedere a vendette o rappresaglie contro di loro, mentre i Normanni, non ritenendosi vincolati a tale promessa, massacrarono i quattro fratelli insieme ad altri trentasei familiari, uno per ciascuna pugnalata rinvenuta sul corpo di Guaimario.

Il duca Guido instaurò suo nipote sul trono di Salerno quale legittimo principe e gli rese omaggio di fedeltà insieme ai Normanni che avevano combattuto al suo fianco. Questi avrebbero preferito Guido al comando del principato, ma accettarono la sua decisione e riconobbero Gisulfo come nuovo sovrano. Ma negli anni successivi, Gisulfo si mostrò estremamente ingrato nei confronti dei suoi vassalli Normanni, il cui aiuto era stato fondamentale per la sua liberazione e la salvezza del suo dominio: Gisulfo fu infatti aggressivo e sfacciato nei confronti di tutti gli altri governanti del Mezzogiorno, attirandosi odii da ogni parte. A nulla valsero i prudenti consigli dello zio Guido, che lo invitava alla moderazione.

Da parte sua, Guido si mantenne sempre leale verso la leadership degli Altavilla. Nel 1073 fece prigioniero il ribelle Ermanno, suo nipote, e lo riportò all'obbedienza di Roberto il Guiscardo, suo nipote acquisito.

Guido morì mentre si consumava il crollo del grande principato che suo fratello aveva costituito e che lui aveva così strenuamente difeso. Con la sua morte, Sorrento tornò di nuovo un ducato indipendente.

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