Guida galattica per gli autostoppisti (romanzo)

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Guida galattica per gli autostoppisti
Titolo originale The Hitchhiker's Guide to the Galaxy
Altri titoli Guida galattica per autostoppisti
Autore Douglas Adams
1ª ed. originale 1979
1ª ed. italiana 1980
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza umoristica
Lingua originale inglese
Protagonisti Arthur Dent
Coprotagonisti Ford Prefect
Altri personaggi Zaphod Beeblebrox, Trillian, Marvin.
Serie Guida galattica per gli autostoppisti (serie)
Seguito da Ristorante al termine dell'Universo
« Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione »
(Incipit del libro)

Guida galattica per gli autostoppisti (1979) è il primo romanzo dell'omonima "trilogia in cinque parti" di fantascienza umoristica scritta da Douglas Adams.

Il romanzo è l'adattamento delle prime quattro puntate della serie radiofonica omonima, e venne pubblicato a Londra nell'ottobre del 1979.

Il titolo deriva da una guida turistica galattica scritta in forma di enciclopedia, che gioca un ruolo fondamentale nella trama dei romanzi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il protagonista, Arthur Dent, scopre che alcune ruspe gialle (che ha appena notato nel suo giardino) stanno per demolirgli la casa in cui abita per fare spazio a una nuova superstrada.[1]

Dopo poche ore gli abitanti della Terra scopriranno che il loro pianeta sta per avere lo stesso destino, ma a causa di una flotta di astronavi, del prostetnico vogon Jeltz dell'Ente Galattico Viabilità Iperspazio, che appaiono improvvisamente nel cielo.[1]

Arthur viene salvato da un suo vecchio amico, Ford Prefect, che si rivela essere un alieno originario della stella Betelgeuse e che lo trascina con sé, chiedendo un passaggio ad una delle astronavi demolitrici.[1]

Arthur scoprirà così un universo sconosciuto, nel senso letterale del termine, in cui la sua unica bussola sarà la Guida Galattica per gli Autostoppisti. Si tratta di un libro in forma di un piccolo computer (una sorta di eBook reader a comando vocale ante litteram), un best-seller universale (Terra esclusa), che si vende benissimo per due ragioni:[1]

  1. costa poco,
  2. reca stampate, a grandi lettere amichevoli sulla copertina, le parole "DON'T PANIC" ("NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO").

Ford lo condurrà in avventure entusiasmanti ed improbabili, sballottati in giro per lo spazio-tempo a bordo dell'astronave "Cuore d'Oro", che viaggia a "propulsione di improbabilità infinita", in compagnia di un vecchio amico d'infanzia di Ford a due teste, oramai ex Presidente della Galassia, Zaphod Beeblebrox, della sua ragazza terrestre, Trillian, e di un robot perennemente depresso, Marvin.[1]

Giunti sul leggendario pianeta Magrathea, incontreranno il progettista che ha costruito la Terra e i clienti che gliela avevano commissionata, cioè i due (apparentemente) topi che Trillian aveva portato con sé lasciando il pianeta, che stanno ancora cercando la domanda della "risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto".[1]

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi della Guida galattica per gli autostoppisti.
Arthur Dent
Il terrestre protagonista del romanzo. Viene salvato pochi minuti prioma della distruzione della Terra dall'amico Ford Prefect. Viene teletrasportato in salvo su un'astronave di passaggio come clandestino, successivamente scaricato nello spazio insieme all'amico dagli scorbutici proprietari, nuovamente salvato in extremis e caricato come autostoppista a bordo dell'astronave Cuore d'Oro.
Ford Prefect
L'amico di Arthur, creduto da questi un essere umano, è in realtà un alieno proveniente da Betelgeuse, rimasto intrappolato sulla terra per quindici anni. Lavora come redattore per la casa editrice della Guida galattica per gli autostoppisti.
Zaphod Beeblebrox
Presidente del Governo Galattico imperiale, in realtà un prestanome, la cui maggiore capacità deve essere quella di saper provocare scandali, perché il suo compito non è quello di esercitare il potere ma di distogliere l'attenzione del popolo dal potere stesso.[1] Cleptomane dichiarato, riesce a rubare l'astronave sperimentale Cuore d'oro e a fuggire con essa.
Trillian
Collaboratrice e amica di Zaphod Beeblebrox.
Marvin
Costruito dalla Società Cibernetica Sirio è un robot con caratteristiche da persona vera ma è costantemente depresso e riesce a infastidire tutti i passeggeri a bordo dell'astronave con le sue costanti lamentazioni.
Startibartfast
Abitante del pianeta Magrathea, la cui maggiore attività era la costruzione di interi pianeti su commissione, tra cui la Terra. Startibartfast è specializzato nel design di fiordi; ha progettato lui stesso la Norvegia e ha ricevuto un importante riconoscimento per il lavoro fatto.

Opere derivate[modifica | modifica sorgente]

I romanzi della Serie[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo fa parte di una serie composta dale seguenti opere:

Film[modifica | modifica sorgente]

Dal romanzo è stato tratto nel 2005 il film Guida galattica per autostoppisti (The Hitchhiker's Guide to the Galaxy) diretto da Garth Jennings.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g Adams, op. cit.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Douglas Adams, The Hitchhiker's Guide to the Galaxy, 1979, ISBN 0-330-25864-8.
  • Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti, traduzione di Laura Serra, copertina di Walter Angelici, collana I blues, Arnoldo Mondadori Editore, 1996, pp. 214, ISBN 88-04-41353-0.
  • Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti, traduzione di Laura Serra, collana Piccola Biblioteca Oscar n° 205, Arnoldo Mondadori Editore, 1999, pp. 212, ISBN 88-04-46463-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Edizioni di Guida galattica per gli autostoppisti in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.