Guglielmo di Champlitte

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Arma del Principato di Acaia sotto il regime di Champlitte (1205-1209).

Guglielmo di Champlitte (... – Puglia, 1209) fu un cavaliere francese combattente alla Quarta Crociata e fondatore del Principato di Acaia (1205) di cui fu il primo principe[1].

Egli era il terzo figlio di Edoardo di Champlitte, conte della Borgogna superiore, e nipote di Ugo, conte della Champagne.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Partito per la quarta crociata, Guglielmo fece conoscenza ed amicizia con Bonifacio I del Monferrato (1150 – 1207) e collaborò a mitigare i contrasti fra quest'ultimo e Baldovino delle Fiandre, primo imperatore latino. Dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei crociati, nell'autunno del 1204, Guglielmo seguì Bonifacio dalla Tessalonica nella campagna di conquista della Grecia. A Guglielmo si era aggiunto anche Goffredo I di Villehardouin, un cavaliere crociato francese originario dell'Aube.

La conquista della penisola di Acaia da parte di Guglielmo avvenne senza che i soggetti del precedente regime bizantino opponessero una resistenza militare seriamente organizzata. Michele Comneno I Dukas, che aveva ricevuto da Bonifacio I del Monferrato il governo dell'Etolia e dell'Acarnania, avanzò ulteriori pretese e decise improvvisamente di contendere a Guglielmo di Champlitte le sue conquiste, ma la disfatta delle sue truppe all'oliveto di Koundouros al fondo del golfo di Patrasso, (primavera 1205) mise fine alle sue ambizioni. Liberatisi di quest'avversario, i francesi, avanzarono immediatamente verso l'interno del paese. Essi, che tenevano già la zona costiera del nord-ovest del Peloponneso, occuparono l'Elide con la sua capitale Andravida, poi la Messenia, ove l'unica città ad opporre una qualche resistenza fu Kalamata, ed infine la vittoria in una ultima battaglia nella valle del Lacos, fra i monti Ithomé ed Hellnitza, contro un corpo di truppe greche reclutate fra gli abitanti delle città di Lakedemonia in Laconia e di Veligosti e Nicli in Arcadia, aprì loro la parte meridionale e centrale della penisola nel 1207.

La parte orientale invece, con le città di Monemvassia, dell'antica Epidauro, di Argo, di Nauplia e di Corinto, rimase in mano greca. Ma prima di proseguire nelle sue conquiste, Guglielmo di Champlitte procedette a consolidare l'organizzazione interna e la difesa del paese. Un consiglio di quattro baroni francesi e di quattro arconti greci, sotto la presidenza di Goffredo I di Villehardouin, fu incaricato della distribuzione delle terre conquistate fra i principali comandanti dell'armata vittoriosa.
Papa Innocenzo III nominò Guglielmo governatore dell’Acaia[2]

Guglielmo tenne per sé, sotto il suo dominio diretto, tutta la zona litoranea dell'Elide e della Messenia, con le pianure situate all'interno delle due province.
Anche gli ordini militari degli Ospitalieri, dei Cavalieri di Malta e dei Cavalieri Teutonici ricevettero terre in proprietà. Furono inoltre create dodici alte baronie, che furono concesse ad altrettanti principali cavalieri francesi.

Nel 1209 Guglielmo, mentre era occupato con la riorganizzazione del Peloponneso, ricevette la notizia che il fratello maggiore Luigi era deceduto senza lasciare eredi e quindi si affrettò a tornare in Francia per reclamare i suoi diritti sulla signoria di famiglia. La morte tuttavia lo colse in Puglia durante il viaggio verso la Francia. Anche suo nipote Ugo, cui Guglielmo aveva lasciato i suoi domini in Peloponneso, morì poco dopo. Il Principato di Acaia passò quindi sotto la sovranità di Goffredo I di Villehardouin.

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Principe d'Acaia Successore Armoiries Achaïe.svg
Principato di nuova costituzione 1207 - 1209 Goffredo I di Villehardouin

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La fondazione del principato fu una delle conseguenze della conquista di Costantinopoli, avvenuta nel 1204 da parte delle truppe della Quarta crociata.
  2. ^ A causa del titolo francese di suo nonno (de Champagne), che indicava la zona della sua signoria in Francia, Guglielmo fu chiamato dai greci Campanezis (Καμπανέζης).