Guglielmo d'Aquitania

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San Guglielmo
San Guglielmo eremita di Antonio de Pereda (ca. 1640) (Madrid, Real Academia de Bellas Artes de San Fernando).
San Guglielmo eremita di Antonio de Pereda (ca. 1640) (Madrid, Real Academia de Bellas Artes de San Fernando).

Monaco

Nascita ca. 750
Morte 812
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione 1066, a Roma da papa Alessandro II
Santuario principale Saint-Guilhem-le-Désert
Ricorrenza 28 maggio
Attributi soldato in preghiera
Patrono di Saint-Guilhem-le-Désert
Guglielmo I
Conte di Tolosa
In carica 790 - 806
Predecessore Torsone
Successore Begone
Nome completo Guglielmo di Gellone
Altri titoli duca di Narbona e marchese di Gotia o di Settimania
Nascita ca. 750
Morte Gellona, 812
Padre Teodorico I di Autun
Madre Alda
Consorte Cunegonda d'Austrasia
Guitberga d'Hornbach
Figli Berà
Guitcario
Idelmo
Heriberto
Bernardo di Settimania
Gerberga, di primo letto
Gocelone
Teodorico
Guarniero
Rotilde, di secondo letto

Guglielmo d'Aquitania, conosciuto anche come Guglielmo di Gellone o Guglielmo I di Tolosa o ancora, in composizioni poetiche, come Guglielmo d'Orange[1] (750 circa – Gellona, 28 maggio 812), fu conte di Tolosa, duca di Narbona e marchese di Gotia: nell'806 si ritirò nel monastero che aveva fondato a Gellona (l'odierna Saint-Guilhem-le-Désert) guadagnandosi fama di santità. Venerato santo dalla Chiesa cattolica, la memoria liturgica è il 28 maggio.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Nato in Borgogna, era figlio del conte di Autun, Teodorico I (ca. 720 – ca. 804) di antica famiglia Merovingia e di Alda o Audana[2] (?-† 751), figlia di primo o secondo letto di Carlo Martello, come è scritto in un documento dell'804, in occasione della fondazione del monastero di Gellone. Quindi Guglielmo era cugino di Carlo Magno di cui fu anche paladino[3]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dal 781, fu tra i consiglieri del re d'Aquitania, Ludovico il Pio e quando, tra il 789 ed il 790, Torsone venne destituito, lo sostituì come reggente d'Aquitania[4] e fu investito della contea di Tolosa[5].

Combatté sia i Baschi che i Mori.

Nel 793 l'emiro di Cordova, Hisham I, figlio e successore del primo emiro omayyade Abd al-Rahman I, proclamò la guerra Santa contro i Cristiani del nord; radunò due grandi eserciti che attaccarono contemporaneamente sia le Asturie che l'Aquitania, dove Guglielmo, nelle vicinanze di Narbona, fu battuto, ma dopo una strenua resistenza, che attenuò la spinta dei Mori[6]. Guglielmo passò all'offensiva e, secondo Eginardo nella Vita Hludowici Imperatoris, nell'801, partecipò alla conquista di Barcellona[7], assieme ad Ademaro di Narbona[3] e divenne marchese della Marca di Spagna. Narbona fu liberata nell'803.

Ritrovò un suo vecchio amico d'infanzia, Benedetto, all'abbazia d'Aniane nel Rossiglione, ed insieme, nell'804, sempre secondo Eginardo nella Vita Hludowici Imperatoris, fondarono il monastero benedettino di Gellone a Saint-Guilhem-le-Désert, dove, nell'806, si ritirò, dopo aver abdicato da tutti i suoi titoli[3][8].

Guglielmo morì il 28 maggio 812[8].

Culto[modifica | modifica sorgente]

Fu canonizzato nel 1066.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Guglielmo si sposò due volte: secondo Le manuel de Dhuoda, scritto dalla nuora Dhuoda, prima con Cunegonda d'Austrasia († 795), nobile di origine visigota, e poi con Guitberga d'Hornbach († 804)[9], citate nel documento per la fondazione dell'Abbazia di Saint-Guilhem-le-Desert, del dicembre 804[10].

Guglielmo ebbe sette figli da Cunegonda:[3]

  • Berà († 844), conte di Barcellona e marchese di Gotia. La paternità di Berà è indicata anche nelle Europäische Stammtafeln[11], vol III[12] (non consultate), inoltre Berà è citato come figlio di Guglielmo nella Vita Hludowici Imperatoris[13], quando riceve dal padre i territori conquistati ai Saraceni[14]
  • Guitcario († prima dell'824), nominato nel documento per la fondazione dell'Abbazia di Saint-Guilhem-le-Desert, del dicembre 804[15]
  • Idelmo († prima dell'824), nominato nel documento per la fondazione dell'Abbazia di Saint-Guilhem-le-Desert, del dicembre 804[15]
  • Heriberto (ca. 785-843), citato dalla nipote Dhuoda, nel suo manuale[16], secondo Eginardo fu signore di Tortosa, dopo la presa della città, nell'809[17] e fu uno dei missi dominici di Carlomagno, nell'812[17]. Sempre secondo Eginardo fu inviato a domare una ribellione di suo cugino Hodo[18]. Catturato, nell'830, in Italia da Lotario, figlio di Ludovico il Pio, secondo gli Annales Bertiniani, fu accecato per ordine dello stesso Lotario[19] ed esiliato col cugino Hodo[18]. Heriberto da una moglie di cui non conosciamo né il nome, né gli ascendenti, ebbe una figlia, Cunegonda (ca.800- dopo l'835) che nell'813, sposò il re d'Italia, Bernardo
  • Helimbruc († prima dell'824), nominato nel documento per la fondazione dell'Abbazia di Saint-Guilhem-le-Desert, del dicembre 804[15]
  • Bernardo di Settimania, nominato nel documento per la fondazione dell'Abbazia di Saint-Guilhem-le-Desert, del dicembre 804[15] (794-844), marchese della Marca di Spagna, conte di Barcellona, duca di Settimania, e conte di Tolosa, che fu decapitato, per ordine di Carlo il Calvo.
  • Gerberga († 834), citata dalla nipote Dhuoda, nel suo manuale[16] monaca a Chalon, fu annegata nella Saône, per ordine di Lotario I[20], versione confermata anche dall'Astronomo, nella Vita Hludovici imperatoris[21].

Da Guitberga Guglielmo ebbe quattro figli:

  • Gocelone (ca. 796- † 834), nominato nel documento per la fondazione dell'Abbazia di Saint-Guilhem-le-Desert, del dicembre 804[15] e citato dalla nipote Dhuoda, nel suo manuale[16], conte di Rossiglione e d'Empúries e marchese di Gotia ed è indicato, come conte, tra i missi dominici di Ludovico il pio, nell'834[22], decapitato per ordine di Lotario I[21]
  • Teodorico († ca. 840), citato dalla nipote Dhuoda, nel suo manuale[16], conte di Autun, succedendo, dopo l'826 allo zio Teudoino
  • Guarniero († prima dell'843), citato dalla nipote Dhuoda, nel suo manuale[16]
  • Rotilde († prima dell'843), citata dalla nipote Dhuoda, nel suo manuale[16] che sposò Wala (ca. 772- † 836).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il ciclo di leggende epiche conosciuto come Chanson de geste de Guillaume d'Orange dit Guillaume au Court Nez si ispirò a Guglielmo di Gellone e rappresentò l'eroe delle lotte della Francia del sud contro i Saraceni.
  2. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus primus: Einhardi Annales, p.163
  3. ^ a b c d (EN) Nobiltà carolingia - Guglielmo
  4. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus II: Vita Hludovici imperatoris , Pag 609
  5. ^ (EN) Nobiltà della Settimania - Guglielmo
  6. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus II: Vita Hludovici imperatoris , Pag 612
  7. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus II: Vita Hludovici imperatoris , Pag 612 nota 26
  8. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus V, Ex vita Sancti Willelmi, pag. 475
  9. ^ (LA) Le manuel de Dhuoda , Pag 237
  10. ^ (LA) Testamento in latino di Guglielmo di Gellone , riga 7
  11. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.
  12. ^ (EN) Foundation for Medieval Genealogy : Dinastie comitali catalane-Bero
  13. ^ La Vita Hludowici Imperatoris sono due biografie, dalla nascita all'840, dell'imperatore Ludovico il Pio, scritte, in latino, da due monaci, uno anonimo, conosciuto come "l'Astronomo", mentre del secondo si conosce il nome: Thegano.
  14. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus II: Vita Hludovici imperatoris , Pag 613
  15. ^ a b c d e (LA) Testamento in latino di Guglielmo di Gellone , riga 6
  16. ^ a b c d e f (LA) Le manuel de Dhuoda , Pag 238
  17. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus II: Vita Hludovici imperatoris , Pag 615
  18. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus II: Vita Hludovici imperatoris , Pag 633
  19. ^ (LA) Annales de Saint-Bertin , Pag 2
  20. ^ (LA) Annales de Saint-Bertin , Pag 16
  21. ^ a b http://www.dmgh.de/de/fs1/object/display/bsb00000712_00509.html?sortIndex=010%3A070%3A0064%3A010%3A00%3A00
  22. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, tomus II: Vita Hludovici imperatoris , Pag 637

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

  • René Poupardin, "Ludovico il Pio", cap. XVIII, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, pp. 558-582.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Conte di Tolosa Successore Armoiries Languedoc.png
Torsone 790–806 Begone