Guglielmo I d'Inghilterra

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Guglielmo I
Ritratto immaginario del re risalente al 1620.
Ritratto immaginario del re risalente al 1620.
Re d'Inghilterra
Stemma
In carica 25 dicembre 1066 -
9 settembre 1087
Incoronazione 25 dicembre 1066
Predecessore Edgardo Atheling (de iure), Aroldo II (de facto)
Successore Guglielmo II
Duca di Normandia
In carica 3 luglio 1035 - 9 settembre 1087
Predecessore Roberto I
Successore Roberto II
Nascita Falaise, 8 novembre 1028
Morte Rouen, 9 settembre 1087
Luogo di sepoltura Abbaziale di Santo Stefano, Caen
Casa reale Duchi di Normandia
Padre Roberto I di Normandia
Madre Herleva
Consorte Matilde delle Fiandre

Guglielmo I, conosciuto anche come Guglielmo il Conquistatore (Falaise, 8 novembre 1028Rouen, 9 settembre 1087), è stato re d'Inghilterra dal 1066 alla propria morte. Fu il settimo signore della Normandia con il nome di Guglielmo II, dal 1035 al 1087, e fu il quinto ad ottenere formalmente il titolo di duca di Normandia; fu inoltre il primo re d'Inghilterra della dinastia dei Normanni e regnò dal 25 dicembre 1066 al 9 settembre 1087. Prima della conquista dell'Inghilterra era chiamato anche Guglielmo il Bastardo (in francese Guillaume le Bâtard) perché illegittimo. Era conosciuto come "il Conquistatore" (in inglese "the Conqueror", in francese "le Conquérant") già prima del 1066 per le sue vittorie in Britannia.

Nato a Falaise in Normandia, Guglielmo ascese al trono d'Inghilterra nel 1066 dopo la vittoria nella battaglia di Hastings, con la quale cominciò la conquista normanna, strappando l'Inghilterra al re sassone Harold Godwinson, che regnava in quei luoghi. L'epopea della conquista e le ragioni per cui la guerra venne dichiarata sono rappresentate nel famoso Arazzo di Bayeux.

Diede vita al primo censimento delle proprietà inglesi (il Domesday Book), che permetteva al re di avere conoscenza diretta di tutti i proprietari terrieri, senza passare attraverso i loro feudatari, anzi convocandoli tutti, nel 1086, a Salisbury, li fece giurare che sarebbero stati fedeli al loro re contro ogni altro uomo.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Figlio del duca di Normandia Roberto il Magnifico e della sua concubina (un'unione secondo il more danico o uso vichingo, quindi pagano) Herleva o Arletta di Falaise (ca. 1010-1050), figlia del conciatore[1] Fulberto.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Falaise in Normandia, da un'unione considerata illegittima, il padre Roberto, prima di partire per un pellegrinaggio a Gerusalemme, designò Guglielmo, come suo successore e convocò un consiglio generale dove tutti i nobili accettarono (ad alcuni la cosa risultò sgradita) che il nuovo duca di Normandia, nel caso in cui Roberto non fosse tornato dalla Terra santa[2] sarebbe stato Guglielmo. Furono scelti, in quell'occasione, anche i quattro tutori del ducato:

Il re di Francia, Enrico I, concesse il suo assenso, per cui, nel febbraio 1035, Roberto partì, ma sulla via del ritorno, a Nicea, in luglio, si ammalò improvvisamente e morì (forse avvelenato).

Guglielmo "il conquistatore"[modifica | modifica sorgente]

Regno d'Inghilterra
Normanni
Blason duche fr Normandie.svg

Guglielmo I
Guglielmo II
Enrico I
Stefano I
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All'età di circa 7 anni, Guglielmo venne proclamato duca, malgrado, poco tempo dopo, tre dei suoi tutori vennero assassinati: Gilberto di Brionne, il precettore Turoldo e il Siniscalco Osberno di Crepòn. Molto probabilmente Guglielmo fu affidato alla tutela del prozio, Roberto il Danese (?-1037), arcivescovo di Rouen e conte d'Évreux, e poi alla tutela del nuovo arcivescovo di Rouen, Mauger, fratellastro di suo padre. Il triplice delitto aveva gettato la regione nell'anarchia, di conseguenza Guglielmo, nominato Rodolfo di Wacy alla guida dell'esercito, fu costretto a combattere per recuperare il suo castello di Falaise; per ridurre all'obbedienza ampie fasce di sedizione; per controllare le continue contrapposizioni fra Normanni e Angioini; per arginare le ambizioni del Duca di Bretagna e del sovrano francese; ed infine per amministrare le frequenti lotte fra baroni e vassalli minori.

La rivolta esplose nel 1047, con una congiura ordita da parte dei feudatari del Bessin e del Cotentin, per catturare Guglielmo il Bastardo a Valognes e sostituirlo (proprio per il fatto che era figlio illegittimo del duca Roberto I) nel governo del ducato con un suo cugino borgognone[3], Guido di Brionne. Sfuggito alla cattura Guglielmo chiese l'aiuto del re di Francia, Enrico I, che intervenne[4] di persona e l'esercito franco-normanno guidato da re Enrico e da Guglielmo sconfisse i ribelli nella piana di Val-ès-Dunes, situata a 12 km a sud-est di Caen, permettendo a Guglielmo di mantenere il titolo, scacciando dalla Normandia Guido di Brionne, e di prendere le redini del potere.

L'anno dopo (1048) Enrico I ricevette l'aiuto di Guglielmo che compì una spedizione in Angiò, dove si distinse per valore e abilità strategica, in sostegno di Enrico che combatteva contro il conte d'Angiò, Goffredo II Martello. Guglielmo proseguì la guerra contro il conte d'Angiò anche l'anno dopo, il 1049. Fermò Goffredo d'Angiò, che aspirava di togliere il Maine al conte Eriberto II, recuperò le città normanne di Alençon e di Domfront, annesse il Passais; e impose la sua autorità anche a Mont Saint-Michel. Una volta restaurato l'ordine graziò[5] i suoi nemici e li reinvestì dei loro feudi in cambio della sottomissione; sancì un accordo di pace con la costruzione a Caen di un castello e della chiesa di Sainte Paix, fra il 1049 e il 1051.

In quegli stessi anni, nominò vescovo di Bayeux, come successore di Ugo II di Bayeux, il fratellastro Oddone ed elesse conte di Mortain, al posto di Guglielmo Guerlenc, nipote di Riccardo I di Normandia, sospettato di tradimento durante il complotto del 1047, l'altro fratellastro, Roberto. Vi fu un'ultima ribellione, tra il 1053 e il 1054, del conte d'Arques, Guglielmo d'Arques, che si asserragliò su un'altura e si arrese solo per fame dopo alcuni mesi.

Dopo aver soggiornato in Inghilterra, nel 1051[6], Guglielmo, nel 1052, decise di sposarsi, e la sua scelta ricadde sulla cugina, Matilde delle Fiandre (1032 - 1083), figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e di Adele di Francia, sorella di Enrico I. Il matrimonio venne celebrato comunque nel 1053 a Eu, nell'alta Normandia, a dispetto dell'interdizione[7] di papa Leone IX[8] e Mauger[9] lo zio arcivescovo scomunicò Guglielmo.

Il matrimonio saldò così un'alleanza fra i due più potenti principati del nord della Francia. E il re di Francia, Enrico I, temendo questa alleanza tra Normandia e Fiandre mutò la sua politica amichevole nei confronti di Guglielmo; infatti, fatta la pace col conte d'Angiò, Goffredo II Martello, insieme invasero la Normandia due volte, nel 1054 e ancora nel 1058, ma in entrambe le occasioni Enrico subì delle cocenti sconfitte: la prima volta a Mortemer non lontano da Aumale; la seconda a Varaville, presso la foce del Dives. La guerra proseguì ancora per poco e poi fu intavolata una trattativa di pace, nel corso della quale Enrico I morì (4 agosto 1060). Nel frattempo, nel corso del 1056, Guglielmo riuscì a riportare nel Maine il conte del Maine, Eriberto II, che si era rifugiato in Normandia, perché scacciato dalla sua contea da Goffredo II Martello d'Angiò; e, siccome Erberto II non aveva eredi, stipulò un contratto di fidanzamento tra suo figlio (di pochi anni) Roberto e Margherita, la sorella di Eriberto, con la clausola che, alla morte di Eriberto II, sempre senza eredi, il futuro genero, Roberto avrebbe ereditato la contea. Nel 1062, alla morte di Eriberto II, Guglielmo occupò il Maine a nome di Margherita e Roberto, e contro la volontà popolare continuò ad occupare la contea anche dopo la morte di Margherita avvenuta nel 1063.

Successione al trono d'Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazione medioevale di una carica della cavalleria Normanna (arazzo di Bayeux)

Il 5 gennaio 1066, moriva il re d'Inghilterra, Edoardo il Confessore, seppellito nella cattedrale di Westminster, consacrata da appena nove giorni, il 28 dicembre 1065. Il giorno del funerale, Harold Godwinson conte di Wessex, cognato del defunto, in sprezzo delle profezie annunciate dall'apparizione della cometa di Halley, si fece incoronare re, scavalcando Edgardo Atheling, il legittimo successore[10] di Edoardo in quanto nipote del fratellastro di Edoardo il Confessore, il re Edmondo II d'Inghilterra, detto Ironside. Aroldo II (Harold Godwinson) sapeva delle pretese di Guglielmo il Bastardo che, nel 1051, aveva ricevuto la promessa di essere nominato erede di Edoardo il Confessore e, secondo le fonti normanne, quando Aroldo era stato in Normandia aveva prestato giuramento di fedeltà a Guglielmo, rinunciando ad ogni pretesa di successione al trono d'Inghilterra. Questo giuramento è documentato dall'arazzo di Bayeux.

Guglielmo, appena apprese la notizia dell'incoronazione di Aroldo, inviò messaggeri in Inghilterra per ricordare allo stesso Aroldo la promessa fattagli e poi in tutta Europa per denunciarne lo spergiuro e quindi, con l'approvazione del Papa Alessandro II, progettò l'invasione dell'Inghilterra. Chiamò alle armi tutti i feudatari del ducato e inviò richiesta di aiuto a volontari da tutto il nord Europa e dalle Puglie[11] ed inoltre ordinò che in tutto il ducato si predisponessero natanti per il trasporto delle truppe ed equipaggiamenti e viveri necessari per l'impresa. Una parte della flotta si raccolse alla foce del Dives e solo dopo un mese ebbe il vento favorevole per unirsi al resto della flotta alla foce della Somme.

Ora le circa 700 imbarcazioni erano pronte alla traversata ma il vento per tutto il mese di settembre non fu favorevole e, mentre Guglielmo organizzava processioni di reliquie per avere condizioni atmosferiche favorevoli, un altro pretendente al trono d'Inghilterra, il Re di Norvegia Harald III detto Harald Hardrada (Aroldo lo Spietato)[12] era giunto, nel mese di settembre, sulla costa orientale inglese e aveva risalito il corso del fiume Humber, sbarcando nei pressi di York dove, in uno scontro campale, il 20 settembre, aveva riportato una vittoria contro l'esercito dei conti del Nord Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria nella battaglia di Fulford. Allora Aroldo II, che aveva ammassato le sue truppe sulle coste meridionali in attesa di Guglielmo il Bastardo, dovette spostarle in tutta fretta verso York sul fiume Derwent: qui l'esercito di Harald Hardrada venne colto di sorpresa e sconfitto nella Battaglia di Stamford Bridge, vicino a York, il 25 settembre 1066 dalle forze di Aroldo II d'Inghilterra. Harald III morì nel corso della battaglia, colpito da una freccia alla gola. La vittoria di Aroldo II fu piena però indebolì le sue truppe che, poi, furono sconfitte nella battaglia di Hastings.

La battaglia di Hastings[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Hastings.
Disegno raffigurante un arciere normanno durante la battaglia di Hastings.

Guglielmo salpò da Saint-Valery-sur-Somme il 28 settembre 1066 alla testa di un esercito di circa 5000 uomini; una volta sbarcato nella baia di Pevensey, nel Sussex, si diresse sul borgo di Hastings e, il 29 settembre, iniziò a fortificarlo.[13] Aroldo, che si trovava a York, appena ricevette la notizia dello sbarco fu costretto a ritornare a sud costringendo il suo sparuto esercito ad una marcia forzata, mentre l'esercito del Nord dei conti Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria, con la cavalleria, l'avrebbe seguito in un secondo tempo. Il 6 ottobre Aroldo arrivò a Londra, dove raccolse altre truppe e il 13 ottobre, senza attendere[14] Edwin e Morcar, si accampò sul colle di Senlac, bloccando in questo modo Guglielmo ed obbligandolo nella pianura di Telham Hill ad attaccare in salita.

Il mattino del 14 ottobre, sotto il drago del Wessex, i guerrieri sassoni erano schierati sul colle in una formazione stretta e compatta: i loro scudi formavano un muro per la fanteria normanna che fino a metà mattina caricò lo schieramento sassone senza mai riuscire ad avere la meglio; una finta ritirata della cavalleria normanna però portò una parte dei sassoni all'inseguimento del nemico, rompendo la compattezza della formazione sassone e lasciando un varco in cui si gettò la cavalleria normanna, che era tornata indietro e che in poco tempo accerchiò i sassoni. Questi combatterono a lungo resistendo per ore, anche dopo la morte del loro re Aroldo, colpito in un occhio da una freccia, ma verso la fine della giornata vennero sopraffatti dai normanni; l'uso dell'arco e l'impiego della cavalleria portarono i normanni alla vittoria. La battaglia si concluse con la vittoria di Guglielmo, che venne creduto morto, a differenza del Re sassone che morì veramente.[15]

Re d'Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Guglielmo I
Stemma
Re d'Inghilterra
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista normanna dell'Inghilterra.

La via per Londra, dopo la vittoria di Hastings, era spianata. Guglielmo, cinque giorni dopo la battaglia occupò Canterbury, poi Romney e quindi Dover. Nel frattempo il clero e la nobiltà sassone propendevano per eleggere re Edgardo Atheling, ma non ebbero l'appoggio dei conti Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria, che si ritirarono nei loro possedimenti mentre la regina Edith (vedova di Edoardo il Confessore e sorella di Aroldo) e il conte di Winchester appoggiavano l'elezione di Guglielmo che, guadato il Tamigi a Wallingford, passò per Berkhampstead e, arrivato nei pressi della capitale inglese, non trovò resistenza[16], anzi i londinesi gli andarono incontro e gli si sottomisero e, tra loro Edgardo Aetheling, che era già stato eletto re, gli offriva la corona. Nella cattedrale di Westminster, Guglielmo venne incoronato re d'Inghilterra, il giorno di Natale del 1066.

Guglielmo si adoperò per una politica di conciliazione e confiscò solo i beni di coloro che gli si erano opposti con le armi, mentre coloro che erano rimasti neutrali o si erano schierati con lui, mantennero titolo e proprietà. Lasciato il governo degli affari inglesi a suo fratellastro, Oddone, vescovo di Bayeux, nel marzo del 1067 tornò in Normandia accompagnato da Edgardo Aetheling, Edwin, Morcar e altri nobili e il tesoro depredato in Inghilterra (da distribuire tra le chiese normanne), per celebrare il suo trionfo. Giunto nuovamente in Inghilterra, a dicembre, Guglielmo si rese conto che le contee più lontane non si sarebbero sottomesse di propria volontà, per cui conquistata Exeter, feudo della madre di Aroldo II, Gytha Thorkelsdaettir, nel 1068, abbatté i ribelli a York, che appoggiavano Edgardo Aetheling (che si dichiarò nuovamente re d'Inghilterra); poi dovette affrontare un'imponente armata navale danese, che sbarcò nell'Humber e si unì ai ribelli di Edgardo che aveva l'appoggio del Re di Scozia Malcolm Canmore, riuscendo a sconfiggerli a sud dell'Humber e metterli in fuga; infine stroncò l'insurrezione del Conte Morcar, che fu imprigionato.

In questa fase delle operazioni di consolidamento Guglielmo fu affiancato dal fratellastro, Roberto di Mortain, che nel 1069 fu elevato a conte di Cornovaglia. Allora devastò lo Yorkshire, bruciando razziando e uccidendo (tanto che vent'anni dopo era ancora una landa desolata e da quel momento venne chiamato the Bastard anche dagli inglesi).

Guglielmo però non era ancora riuscito a domare l’intera Inghilterra. Secondo la Cronaca Anglosassone, infatti, intorno al 1070 vaste circoscrizioni dell’isola eran lungi dal poter essere ritenute soggiogate e uno dei fulcri della sedizione era rappresentato dall’isola di Ely nei Fens, dove si era addensata la resistenza di un eterogeneo gruppo di ribelli, guidati da un noto bandito della zona che rispondeva all’appellativo di Ervardo (Hereward the Wake)[17].

Nel 1071, portata a termine l'occupazione di tutto il territorio, ristabilita la pace nel Regno, Guglielmo cominciò a riorganizzare lo Stato, congedando l'esercito e premiandolo con cessioni di ampi terreni, sostituendo l'aristocrazia autoctona con i suoi fiduciari e dando inizio ad un processo di normanizzazione che poté considerarsi terminato nel 1071, con Morcar in prigione, Edwin morto e Edgardo Aetheling alla corte di Scozia.

Questi fatti provocarono subito delle agitazioni alle quali aderirono anche gli scozzesi e, al fiume Tess Guglielmo fermò l'avanzata del Re di Scozia Malcolm Canmore, che fu costretto a negoziare la pace, a fare atto di sottomissione e ad espellere Edgardo dalla Scozia. Nei confronti dei ribelli venne attuata una nuova campagna di repressione che durò fino al 1072, quando i rivoltosi desistettero e, giuratagli fedeltà, accettarono di fornire alla Corona dei cavalieri in grado di combattere per almeno quaranta giorni l'anno, di presentarsi alle convocazioni e di versare denaro alla Corona quando fosse stato necessario.

Il Domesday Book[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Domesday Book.
Statua del periodo Vittoriano di Guglielmo I, con il Domesday Book sul fronte ovest della cattedrale di Lichfield.

L'elemento innovativo che Guglielmo portò in Inghilterra fu il censimento delle proprietà fondiarie[18], beni immobiliari, del bestiame, del numero dei vassalli e dei contadini, da cui scaturì la riscossione di tasse utilizzabili in imprese militari, il rafforzamento del legame fra centro e periferia e la frammentazione e la ripartizione dei possedimenti, con lo scopo di ridurre la forza e l'autonomia dei Baroni. I dati furono raccolti nel Domesday Book, una specie di registro catastale, scritto in latino sulla base di dichiarazioni giurate nei tribunali delle Contee, previa divisione dello Stato in otto circondari, il cui esame reddituale venne svolto da aristocratici, provenienti da zone diverse, ed i cui risultati venivano elaborati a Winchester e conservati nel Tesoro.

Vennero fatte modifiche anche in ambito religioso: Guglielmo restò indifferente ai tradizionali rapporti d'investitura, respinse ogni soggezione del papa Gregorio VII, rifiutando di prestare atto di fedeltà come vassallo papale; rimpiazzò l'episcopato anglosassone con clero normanno fedele alla Corona; favorì la riforma cluniacense, e regolò le proprietà ecclesiali in base al diritto canonico; incoraggiò lo studio e costruì molte cattedrali.

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Pacificata l'Inghilterra, nel 1073, Guglielmo fece ritorno in Normandia e si spinse nel Maine che era sotto il controllo[19] di Folco IV d'Angiò, detto il Rissoso e l'invase anche con truppe inglesi e arrivò con facilità a Le Mans, da poco abbandonata sia da Folco IV sia dal conte Ugo V del Maine. L'occupazione normanna della contea non fu mai completa, perché il conte d'Angiò continuò a supportare ogni rivolta e ribellione, intervenendo anche in prima persona, sino a che, nel 1081, fu raggiunto un accordo:

  • la contea del Maine veniva tolta a Ugo V e concessa al figlio del Conquistatore, Roberto, che a sua volta prestava omaggio feudale, come suo signore, a Folco IV.

L'accordo durò poco, molti visconti si ribellarono e praticamente la maggior parte della contea ritornò nelle mani di Ugo V, il quale godeva della protezione angioina.

Malgrado la pace, nel suo regno i nemici di Guglielmo I, erano sempre in agguato: Filippo I di Francia vide di malocchio la crescita di potere del Sovrano inglese così, quando, nel 1076, il primogenito Roberto, rivendicando l'eredità, si ribellò, Filippo I lo accolse e, tra il 1077 ed il 1078, gli affidò la fortezza di Gerberoy, sulla frontiera tra la contea francese di Beauvais e la Normandia.

Comunque, nel 1079, il disubbidiente venne assediato dal padre, ora alleato di Filippo I, e, in una battaglia, nel gennaio del 1079, Roberto disarcionò re Guglielmo in combattimento e riuscì a ferirlo, fermando il suo attacco solo quando riconobbe la voce del padre. Umiliato, Re Guglielmo maledisse il figlio, quindi tolse l'assedio e tornò a Rouen. Questo avvenimento fece molto scalpore, e, alla fine, Roberto dovette sottomettersi e l'autorità di Guglielmo venne confermata al Concilio di Lillebonne del 1080, quando al Papa venne sottratto tutto il controllo sulla gerarchia ecclesiale. E dopo la riconciliazione della Pasqua del 1080 Roberto tornò a vivere alla corte del padre.

I possedimenti di Guglielmo, nel 1087
Guglielmo il Conquistatore, con i suoi fratellastri, alla destra, Oddone di Bayeux e alla sinistra, Roberto di Mortain, arazzo di Bayeux

Nel 1082, sorse una disputa tra Guglielmo e il suo fratellastro, Oddone, ora conte del Kent, la più ricca delle contee inglesi, che si risolse con l'arresto di Oddone, che rimase in carcere, a Rouen, sino alla morte di Guglielmo. Le ragioni della disputa non sono note, qualcuno disse per l'ambizione di Oddone che godeva della piena fiducia del fratello; ma altri dissero per la cupidigia di Guglielmo che da quel momento pose sotto sequestro le grosse rendite inglesi di Oddone. Che Guglielmo con l'avanzare dell'età fosse diventato avido lo sostennero anche i cronisti suoi contemporanei ed è dimostrato dal fatto che non volle mai riconoscere al figlio Roberto (un poco spendaccione) una posizione ed un reddito adeguati alle sue aspettative, poi, nel 1083, triplicò le tasse senza un motivo plausibile, ed infine, nel 1086, ordinò la compilazione del Domesday Book.Ciò lo portò ad avere a disposizione un enorme ricchezza che, quantificata in 179 miliardi di euro attuali, lo pone come uno degli uomini più ricchi della storia.[20]

Nel 1083 morì la moglie di Guglielmo, Matilde, e Roberto il Corto lasciò per sempre la corte del padre e, sostenuto da Filippo I di Francia, stimolò l'opposizione baronale normanna, che durò fino a tutto il 1084, costringendo il padre, Guglielmo, a durissime ritorsioni contro la Francia, tra cui, nel 1087, poco prima di morire, la conquista e l'incendio della città di Mantes. Guglielmo aveva attraversato La Manica per attaccare il Vexin francese e dopo l'impresa di Mantes contemplava il rogo seduto in sella al suo cavallo, quando all'improvviso fu disarcionato e, nella caduta, si infortunò gravemente. Fu subito trasportato a Rouen dove morì di peritonite, il 9 settembre del 1087, nel Convento di San Gervasio, vicino a Rouen, in seguito alle ferite riportate; le sue spoglie vennero seppellite nella Chiesa di Santo Stefano a Caen. Ma durante la funzione un incendio divampato all'interno della chiesa fece esplodere la salma piena di pus dovuto appunto alla peritonite.

Guglielmo sul letto di morte aveva riconosciuto che il Ducato di Normandia avrebbe dovuto essere affidato[21] a Roberto Cosciacorta o il Corto, nonostante il suo comportamento irriguardoso; mentre lasciò scritto all'Arcivescovo di Canterbury, Lanfranco, che il Regno d'Inghilterra andasse al suo figlio maschio terzogenito, Guglielmo il Rosso.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Albero genealogico (in inglese). I duchi di Normandia che precedettero Guglielmo il Conquistatore furono: * Rollo 846-931 = Rollone "il Camminatore", *William I Longsword d. 942 = Guglielmo Lungaspada, *Richard I "the Fearless" d. 996 = Riccardo Senza Paura, *Richard II "the Good" d. 1026 = Riccardo il Buono, *Richard III, d.1027 = Riccardo III di Normandia, * Robert I "the Magnificent" d. 1035 = Roberto il Magnifico. Mentre i figli di Guglielmo il Conquistatore furono: * Robert II "Curthose" d. 1134 = Roberto il Corto o Cortacoscia, duca di Normandia, *William II "Rufus" d.1100 = Guglielmo II Rufus (il Rosso), re d'Inghilterra, *Henry I "Beauclerc" d. 1135 = Enrico Beauclerc (il chierico), re d'Inghilterra e poi anche duca di Normandia.

Guglielmo sposò Matilde delle Fiandre (1032 - 1083) dalla quale ebbe nove figli:

Altre due figlie furono attribuite a Guglielmo e Matilde:

  • Gundrada (1053 - 27 maggio 1085), sposò Guglielmo di Varennes, signore del Surrey;
  • Matilde (ca.1064)

ma mentre Gundrada non sarebbe loro figlia, Matilde sarebbe da identificare con Agata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Herleva o Arletta di Falaise pare fosse figlia di un conciatore o, come lo chiameremmo al giorno d'oggi, di un «impresario di pompe funebri».
  2. ^ Roberto il Magnifico era giovane (circa 25 anni), robusto e in buona salute per cui si presumeva che sarebbe tornato.
  3. ^ Guido di Brionne era conosciuto anche come Guido di Borgogna, essendo figlio del conte Rinaldo I di Borgogna e di Alice di Normandia, zia di Guglielmo.
  4. ^ Enrico I ebbe così modo di sdebitarsi dell'aiuto ricevuto a suo tempo dal padre di Guglielmo il Bastardo, Roberto I il Magnifico, nel 1031.
  5. ^ Non tutti i suoi nemici furono graziati, Guglielmo conte di Mortain dovette fuggire in Puglia, Guglielmo Busac, conte di Eu, si rifugiò a Boulogne ed infine il conte d'Arques, Guglielmo fu accolto alla corte di Francia.
  6. ^ Guglielmo il Bastardo, al ritorno dall'Inghilterra, era sicuro di aver ricevuto una sorta di promessa di successione al trono dal cugino, il re Edoardo il Confessore.
  7. ^ Durante il concilio di Reims nel 1049 le nozze tra Guglielmo e Matilde, già prospettate dal 1048, vennero vietate per consanguineità fra gli sposi.
  8. ^ Si dovette attendere il pontificato di Nicola II, nel 1059, perché la coppia fosse assolta, a prezzo tuttavia d'una penitenza: quella di fondare due monasteri benedettini a Caen. Furono così costruite l'abbazia detta degli uomini, dedicata a Santo Stefano et l'abbazia detta delle donne, dedicata alla Santa Trinità.
  9. ^ Nel 1055, l'Arcivescovo di Rouen, Mauger fu deposto, con l'accusa di essere un prelato troppo mondano, da un concilio convocato da Guglielmo.
  10. ^ Harold Godwinson convinse la nobiltà inglese che Edgardo Atheling, di circa 16 anni, era troppo giovane per divenire re d'Inghilterra e contrastare le pretese di Guglielmo il Bastardo.
  11. ^ Guglielmo riuscì a raccogliere circa 2000 cavalieri (di cui 1200 normanni), con circa 2500 cavalli, e circa 3000 altri uomini tra arcieri, armigeri a piedi e addetti alle barche da trasporto.
  12. ^ Harald Hardrada era pretendente al trono d'Inghilterra, in forza di un supposto patto stretto tra il Re di Norvegia, Magnus e re d'Inghilterra e di Danimarca, Hartacanuto secondo la quale se uno dei due fosse morto senza eredi l'altro sarebbe diventato sovrano di Norvegia e d'Inghilterra.
  13. ^ La campagna di Guglielmo è testimoniata dall'Arazzo di Bayeux, commissionato, per la cattedrale di Bayeux dal vescovo Oddone e fatto eseguire dalla Regina Matilde.
  14. ^ Molto probabilmente Aroldo II d'Inghilterra aveva fretta di difendere il Sussex, sua contea di origine, non volendo che fosse conquistata da Guglielmo.
  15. ^ Secondo alcune cronache (leggende) sassoni, Aroldo non morì affatto ma si rifugiò in Cornovaglia.
  16. ^ I magnati londinesi senza l'appoggio dei conti Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria, decisero che ogni resistenza sarebbe stata inutile.
  17. ^ De Gestis Herwardi - Le gesta di Ervardo, a cura di Alberto Meneghetti, (ETS) Pisa, 2013.
  18. ^ Nel Domesday Book mancano alcune contee periferiche ed alcune città tra cui Londra e Winchester.
  19. ^ Nel 1069, i nobili e la popolazione di Le Mans, sostenuti dal nuovo conte d'Angiò, Folco IV il Rissoso, cacciò il normanno, Roberto e inviò una delegazione in Italia, che convinse il figlio minore di Garsenda, la figlia del conte, Eriberto I detto Evigilans canis (Cane Sveglio), ad accettare il titolo di conte del Maine, divenendo Ugo V.
  20. ^ Sebastian Cap, L’uomo più ricco della storia in Altervista.com, 19 ottobre 2012. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  21. ^ Pare che quando, nel 1087, Guglielmo era sul letto di morte, il fratellastro, Roberto di Mortain, conte di Cornovaglia, ottenesse la liberazione del proprio fratello e fratellastro di Guglielmo, Oddone, vescovo di Bayeux. E nella stessa occasione perorò la causa del nipote, Roberto II il Corto, che era in esilio, per fargli avere la contea di Normandia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • William John Corbett, L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra, cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5–55.
  • Louis Halphen, La Francia dell'XI secolo, cap. XXIV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 770–806.
  • Michel De Boüard, Guglielmo il Conquistatore, Salerno Editrice, Roma 1989.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Re d'Inghilterra Successore
Aroldo II 1066-1087 Guglielmo II
Predecessore Duca di Normandia Successore
Roberto il Magnifico 1047-1087 Roberto il Corto

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