Guglielmo II di Villehardouin

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Guglielmo II di Villehardouin (Calamata, ... – Calamata, 1º maggio 1278) fu l'ultimo Principe di Acaia della famiglia dei Villehardouin.

Secondo figlio di Goffredo I di Villehardouin, succedette nel 1246 al fratello Goffredo II di Villehardouin.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Persona colta, era amante della letteratura ma anche dei tornei. Parlava correntemente sia il francese che il greco ed era conosciuto come trovatore.

Nel 1236 aveva aiutato l'Impero Latino contro i bizantini dell'Impero di Nicea e gli era stata conferita la sovranità feudale sul Ducato veneziano dell'Arcipelago.

Nel 1239 sposò la figlia di Narjot de Toucy, un alto dignitario dell'Impero Latino di Costantinopoli, e della di lui prima moglie, figlia di Anna di Bisanzio e dell'ultimo suo marito, Teodoro Branas. Dopo la morte di questa, sposò Carintana dalle Carceri, una nobildonna veneziana.

Sotto il suo governo il principato raggiunse l'apice della sua potenza ma iniziò già con lui declinare; costruì la fortezza di Mistra come capitale del principato.

Nel 1248 inviò 400 cavalieri e 28 navi alla Settima crociata, organizzata da Luigi IX di Francia, che fra l'altro, gli concesse di battere moneta con un conio simile a quello delle monete francesi (tornesi).

Tornese della zecca di Clarentza di Guglielmo II di Villehardouin. Scritta : +:G:PRINCE:ACh, +:CLARENTIA.

Nel 1249 conquistò Monemvasia. Nel 1251 Guglielmo fece costruire la fortezza di Maina (detta anche Megali Maina o Grand Magne) nella penisola pelopponesiaca di Mani.[1] La morte della seconda moglie Carintana determinò una serie di conflitti per la signoria sull'Eubea, che ebbero luogo fra il 1255 ed il 1258, concludendosi con successo per Gugliemo con la battaglia di Karidy (1258), nella quale Guglielmo sconfisse il Duca di Atene, Guy I de la Roche.

Nel 1259 sposò la figlia del suo alleato, il despota d'Epiro Michele II Dukas, Anna Angela Comnena[2]ma fu sconfitto duramente dai bizantini a Pelagonia nel 1259, causa la defezione dei suoi alleati epiroti. Catturato e fatto prigioniero, rimase in cattività fino al 1262, allorcé dovette consegnare al ricostituito Impero bizantino le fortezze di Mistra, Monemvasia e di Maina.

Per garantirsi contro ulteriori attacchi bizantini, si offrì come vassallo a Carlo I di Napoli,[3] con il Trattato di Viterbo (1267). Guglielmo partecipò, come vassallo di Carlo, alla Battaglia di Tagliacozzo (1268) contro Corradino di Svevia. Il 28 maggio 1271 la figlia maggiore di Guglielmo, Isabella, andava sposa al figlio di Carlo I d'Angiò, Filippo.

Guglielmo ebbe solo due figlie, entrambe dalla seconda moglie Anna Comnena, Isabella (1263 –1312) e Margherita.

Alla morte di Guglielmo, essendogli premorto il genero Filippo d'Angiò, il principato passò direttamente al re di Sicilia, Carlo I di Angiò.

Successioni[modifica | modifica sorgente]

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Predecessore: Principe di Acaia Successore: Blason France moderne.svg
Goffredo II di Villehardouin
12181245
1245 - 1278
Armoiries Achaïe.svg
Carlo I d'Angiò
1278 – 1313

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'esatta localizzazione di questa fortificazione è controversa, essendovi più città o paesi con resti di fortezze nella penisola in questione
  2. ^ Le cronache del tempo la definiscono «bella come Elena di Menelao»
  3. ^ Ciò significava riconoscere la sovranità angioina sul principato di Acaia che diveniva così un feudo della dinastia francese.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]