Guglielmo Batt

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Guglielmo Batt (Collingbourne, 10 giugno 1744Genova, 9 febbraio 1812) è stato un nobile inglese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nobile inglese, nato nella contea del Wiltshire, studiò a Oxford e si addottorò a Montpellier nel 1770. Stabilitosi a Genova attorno al 1774 ottenne dal Serenissimo Senato il riconoscimento dei suoi titoli di medico sollevando immediatamente i malumori del Collegio dei Dottori di Filosofia e Medicina. L’ostilità nei suoi confronti si accentuò quando il Batt riuscì, ad entrare in simpatia con alcune famiglie patrizie genovesi. Pare addirittura che i suoi detrattori fossero giunti a pagare dei sicari per attentare alla sua vita, ma questo fatto è probabilmente più da ricercarsi nelle sue idee politiche filo francesi che nelle gelosie professionali. Infinite sono le controversie scientifico-professionali che il medico Batt sostenne o addirittura provocò durante il suo soggiorno genovese. Ciò nonostante il 16 maggio 1779 sebbene il Batt, ancora legato alla teoria del flogisto, non fosse del tutto al corrente degli enormi progressi apportati dal Lavoisier gli venne affidata la cattedra di Chimica. Nel 1785 pubblicò la Farmacopea che tanti fastidi gli procurò con i colleghi, basti pensare quanto affermò, in seguito chiedendo scusa, il Pizzorni (Capo della Deputazione alla formazione di una Farmacopea Nazionale) “Signor Batt, io dirò a V. S. come dicono i napoletani: nelle cose nostre non abbiamo bisogno d’ Inghilisi, ne di Francisi”. (Berri P. 1949) Indipendentemente dai giudizi del tempo, bisogna riconoscere che la farmacopea del Batt riveste importanza, come del resto quella del Mojon, suo Dimostratore, per essere il primo tentativo di codice farmaceutico pubblicato in Genova. È altresì da rilevare però che vi sono dei dubbi sull’ effettiva esistenza di questa Farmacopea. Oltre ad essere introvabile, Giovanni Maria Molfino nel 1868 scriveva: “Del Batt abbiamo la Farmacopea che pubblicava il suo dimostratore nel 1784”. Per cui stando al Molfino l’ unica Farmacopea edita è quindi quella del Mojon del 1784 e quella che viene attribuita al Batt (del 1785) sono lo stesso scritto. Il tutto è anche comprensibile essendo strano che il personaggio, visto anche il carattere che aveva, permettesse senza protestare, al suo Dimostratore di pubblicare una Farmacopea un anno prima della sua. Comunque nel 1787 al Batt venne assegnato anche l’ insegnamento della Botanica e allo scopo gli venne affidato un piccolo orto, il primo creato a Genova. L’incarico durò poco in quanto il 29 gennaio del 1788 le sue dimissioni vennero accettate dall’autorità accademica e libero da impegni accademici si dedicò esclusivamente, alla professione medica. Uomo dal carattere tutt’ altro che tranquillo nel 1794 si schierò apertamente dalla parte degli antioligarchici ed i suoi atteggiamenti giacobini, secondo quanto riporta il Moniteur del 18 primaio anno III : “ … et le medicin Batt son aussi sortis de prison et ont obtenue la permission de travailler a lèur defense” gli procurarono grandi dispiaceri. Nel 1799 venne coinvolto in un’altra polemica, quella sull’ uso del mercurio dolce o calomelano, che lui intendeva propinare ad un paziente, mentre il Prof. Nicolò Olivari aveva definito “un medicamento funesto e micidiale”. Durante il tragico 1800 oltre al blocco di Genova si verificò un’altra grande calamità il tifo petecchiale e con coraggio il Batt si prodigò sia come medico che come filantropo. Terminato il triste periodo, assieme ad Onofrio Scassi si dichiarò favorevole alla vaccinazione antivaiolosa, sostenendo feroci polemiche contro gli avversari. Nel 1804 sempre in urto con i colleghi sosteneva che un’epidemia di tosse, non fosse contagiosa. La Gazzetta dell’epoca scriveva: “un’epidemia non possiamo schivarla, sia questa o di tossi o di stampe”, infatti queste rivalità producevano volumi e volumi di prolissi libercoli infarciti di feroci accuse e contraccuse. I suoi detrattori giunsero a calunniarlo pubblicamente di imperizia professionale e di illeciti guadagni, si difese dall'accusa con ardore sino a quando nel 1809 venne nominato Professore Onorario e si ritirò a vita privata. Allora gli vennero riconosciuti gli onori ed i meriti che indubbiamente aveva acquisito. Morì dopo breve malattia, a Genova, il 9 febbraio 1812.

Opere di William Batt[modifica | modifica sorgente]

  • Il lunario botanico. Gravier, 1778-1790.
  • Pharmacopea, seu formulae electae medicamentorum ad norman medicinae hodiernae aptatorum. Repetto, Genova, 1785. Questa opera è introvabile, addirittura sorge il dubbio che sia mai stata edita. Il Doldi (1990) cita l’ esistenza di due copie presso Librerie straniere, ma non ne ha preso visione.
  • Conto reso della compilazione d’ una nuova Farmacopea per uso dell’Ospedale di Pammatone in Genova nell’ anno 1807. Giovanni Grossi, Genova, 1808.
  • Storia dell’ epidemia che fece strage in Genova nel 1800 epoca del blocco. Gio. Rossi, Genova, 1809.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Berri P. - Il dotto e grave angelico Batt. Boll. Lig., 1949, n. 1-3, Genova.
  • Doldi S. - Alle origini della scienza in Liguria. Prima Coop. Grafica Genovese, 1990, Genova.
  • Grillo L. – Elogi di liguri illustri. Seconda edizione riordinata, corretta ed accresciuta. Tip. F.lli Ponthenier e Stabilimento Tipografico Fontana, Genova e Torino, 1846, 3 vol. e 2 aggiornamenti.
  • Savelli R. (a cura di) – L’ Archivio Storico dell’Università di Genova. Atti Soc. Lig. St. Patria, Genova, n.s. vol. XXXIII (CVII), 1994, in 4°.