Guerre di religione in Europa

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« Dicono che la terribile guerra è finita. Ma qui non ci sono segni di pace: c’è solo odio e violenza. Questo abbiamo imparato dalla guerra ... Viviamo come animali, strappando l’erba coi denti ... Molti dicono che qui non c’è Dio.[1] »

Le guerre di religione sono state una serie di guerre combattute in Europa dalla fine del conflitto tra Francia e Spagna conclusosi con la Pace di Cateau-Cambrésis nel 1559 fino alla conclusione della Guerra dei trent'anni (1618-1648) [2][3]

Gli scontri militari, politici, civili che si susseguirono dopo la spaccatura confessionale avvenuta a seguito della Riforma protestante (1517-1555) e dello Scisma anglicano (1534), avevano come causa scatenante il fattore religioso divenuto diffusa ideologia estremizzante e motivo di accesa intolleranza anche negli strati più bassi della popolazione europea.

Le istituzioni politiche temporali ed ecclesiastiche si schierarono nei campi contrapposti del protestantesimo e del cattolicesimo non solo per convinzioni religiose ma anche, più frequentemente, per consolidare il loro potere secondo i loro progetti politici.

Tra le conseguenze delle guerre di religione va annoverata una nuova forma di organizzazione del potere: «Il conflitto religioso trovò alla fine...la sua soluzione non nel trionfo di una fede sull'altra, ma proprio nel superamento di ogni pretesa di fondazione del potere su una fede purchessia...» Al di là dei tentativi di conservare un potere signorile basato su ormai estinte libertà feudali e di affermare un potere monocratico del sovrano fondato su basi divine e personali nasceva una «nuova forma di organizzazione del potere» rappresentata dal principe come «ordine esterno necessario a garantire la sicurezza e la tranquillità dei sudditi...» [4]

Aetas ferrea (Il "secolo di ferro" delle guerre di religione)

Così il calvinismo in Fiandra rinsaldò la volontà di indipendenza dal predominio cattolico spagnolo (1568-1648) e ispirò gli ugonotti francesi e i puritani inglesi che fecero dei valori calvinisti la bandiera di una nobiltà e di una borghesia che aspirava ad abbattere l'assolutismo monarchico. L'editto di Nantes (1598) e il Parlamento inglese (1642-1649) avviarono la costituzione di uno Stato laico e tollerante e il ridimensionamento del potere temporale del papato.[5]

Nel fronte cattolico la Controriforma rappresentò la definitiva sistemazione dogmatica disciplinare della fede cattolica con il concilio tridentino e il controllo delle coscienze con le istituzioni dell'Indice e della nuova Inquisizione, segnò la rivincita confessionale con l'avanzata della evangelizzazione ad opera dei nuovi ordini missionari in Asia e in America e la riconquista cattolica sostenuta dalle armi imperiali della Boemia e della Germania orientale. Dal fallito tentativo asburgico di creare un impero universale cattolico in Europa cominciarono ad emergere le nuove realtà nazionali.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annotazione del capofamiglia in una Bibbia contadina (17 gennaio 1647)
  2. ^ a b Dizionario di Storia (2011) in Enciclopedia Treccani alla voce Guerre di Religione
  3. ^ Raffaello Morghen, Profilo storico della civiltà europea, Palumbo, 1955 p.696
  4. ^ Pierangelo Schiera, Verso lo stato post-moderno in AA.VV., Crisi dello Stato e storiografia contemporanea, a cura di R. Ruffilli, Il Mulino, Bologna, 1979
  5. ^ Sapere.it alla voce "Guerre di religione"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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