Guerre Sioux
Le Guerre Sioux sono stati una serie di conflitti tra gli Stati Uniti e di versi gruppi di Sioux che avvennero nell'ultima parte del XIX secolo. Il primo conflitto accadde nel 1854 quando uno scontro avvenne a Fort Laramie in Wyoming, dove i guerrieri indiani uccisero 29 soldati USA e che divenne conosciuto come il Massacro Grattan. Gli USA risposero l'anno seguente uccidendo approssimativamente 100 Sioux in Nebraska.
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La campagna di Pine Ridge (1890–1891) [modifica]
| Per approfondire, vedi Massacro di Wounded Knee. |
Dal novembre del 1890 al gennaio del 1891, le lamentele inascoltate portarono all'ultimo conflitto contro i Sioux. Un combattimento sbilanciato che impegnò quasi la metà della fanteria e della cavalleria dell'esercito regolare e pose fine a decenni di sopraffazioni, trattati non mantenuti e massacri, costringendo i guerrieri sopravvissuti a rinunciare alla liberta dei loro avi e a ritirarsi in modo definitivo nelle riserve loro assegnate dai bianchi.
Al termine della guerra del Little Bighorn i Sioux si erano dovuti trasferire in una grande riserva nel territorio Dakota, ma il governo iniziò presto a fare pressioni perché firmassero un trattato che rendesse disponibile per i bianchi molta della terra della riserva. Toro Seduto, tornato dal Canada, dove aveva trovato momentaneamente rifugio, catalizzò per alcuni anni la resistenza Sioux. Ma nell'estate del 1889, l'agente della riserva, James McLaughlin, riuscì finalmente di assicurarsi, all'insaputa del grande capo Hunkpapa, le firme di Sioux per la sottoscrizione di un trattato finale che smembrava i loro 35.000 acri (142 km²) in sei piccole riserve. In tale situazione, nell'ottobre del 1890, Orso Scalciante e Toro Basso portarono ai Sioux un'ultima speranza di resistenza, la Danza degli Spettri, una nuova credenza religiosa che essi avevano appresa dal profeta Paiute, Wovoka. Egli sosteneva che in primavera, la terra si sarebbe tutta ricoperta di un nuovo strato di suolo il quale avrebbe seppellito tutti i bianchi, mentre i nativi americani avrebbero potuto salvarsi levitando per aria grazie alla pratica della Danza degli Spettri. L'erba e i bisonti avrebbero quindi fatto ritorno, insieme agli spiriti degli antenati. Il nuovo movimento si era diffuso rapidamente per tutte le riserve occidentali degli Stati Uniti, al punto che il governo americano prese a considerlo una minaccia alla pace e dispose le opportune contromisure militari. Nella riserva Sioux, McLaughlin ordinò di arrestare Toro Seduto, ma il suo arresto, il 15 di dicembre, si trasformò in un combattimento tra la polizia indiana della riserva e i seguaci della Danza degli Spettri, nel quale Toro Seduto stesso rimase ucciso.
Due settimane dopo, i militari del Settimo Cavalleria, lo stesso che era stato decimato al Little Bighorn, intercettarono una banda di seguaci della Danza degli Spettri guidata dal moribondo capo Minneconjou, Grosso Piede; si trattava soprattutto di donne che avevano perso parenti maschi e mariti nelle guerre degli anni '70, e che stavano cercando di mettersi al riparo, con i loro figli, dai torbidi in corso. Quando il Colonnello Forsyth cercò di disarmare la banda, un colpo di fucile esploso in qualche modo, diede inizio alla carneficina, passata alla storia con il nome di "Massacro di Wounded Knee", al termine della quale restarono sul terreno, falciati dalle mitragliatrici, circa 300 dei 350 componenti della banda
Argomenti correlati [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Lavender, David, The Rockies. Revised Edition, N.Y., Harper & Row, 1975.
- Limerick, Patricia Nelson, The Legacy of Conquest: The Unbroken Past of the American West, N.Y., W.W. Norton, 1987.
- Smith, Duane A., Rocky Mountain West: Colorado, Wyoming, & Montana, 1859-1915, Albuquerque, University of New Mexico Press, 1992.
- Williams, Albert N., Rocky Mountain Country. N.Y., Duell, Sloan & Pearce, 1950.