Guerra di secessione americana - Esercito
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Configurazione geopolitica
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La Guerra di Secessione
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La storia attraverso le bandiere
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Indice |
[modifica] Svolgimento della guerra
[modifica] Il precipitare della crisi
La vittoria di Lincoln alle elezioni presidenziali del 1860 spinse la Carolina del Sud a staccarsi dall'Unione (20 dicembre 1860). Nel gennaio del 1861, altri sei stati (Mississippi, Florida, Alabama, Georgia, Louisiana e Texas) fecero lo stesso.
Il 7 febbraio, a Montgomery, in Alabama, i rappresentanti dei sette stati elessero presidente Jefferson Davis, un piantatore del Mississippi, ex ufficiale nella guerra contro il Messico, che aveva rappresentato il suo stato al Senato federale ed aveva rivestito la carica di Ministro della Guerra. I rappresentanti elaborarono anche una costituzione provvisoria, poi sostituita da quella definitiva, per gli Stati Confederati d'America. La Costituzione confederata non differiva di molto da quella degli Stati Uniti, salvo una - comprensibile - maggior enfasi sui diritti degli Stati. I sette stati iniziarono a confiscare le proprietà federali sui loro territori, incluse naturalmente le strutture militari, come i forti. L'operazione procedette regolarmente e senza incidenti. Il maggiore Robert Anderson, comandante della guarnigione di Fort Sumter, vicino a Charleston, nella Carolina del Sud, rifiutò di consegnarsi.
Sempre in febbraio, si tennero a Washington dei negoziati, che fallirono. Per il momento, comunque, i rimanenti stati del Sud rimasero nell'Unione. Il presidente James Buchanan, pur ritenendo incostituzionale la secessione, decise di non reagire militarmente, confidando in una soluzione pacifica e ritenendo di non poter usare la forza contro gli Stati. Dal conto loro, i governatori di alcuni stati del nord come Massachusetts, New York e Pennsylvania, iniziarono segretamente a comprare armi e a preparare le unità della milizia alla guerra.
Il 4 marzo 1861, Abraham Lincoln iniziò il suo mandato presidenziale. Nel discorso inaugurale, il nuovo presidente proclamò che la secessione degli stati del Sud era contro la Costituzione e, quindi, illegale. Lincoln dichiarò di non voler attaccare gli Stati secessionisti, ma che avrebbe usato la forza per mantenere il possesso delle proprietà federali entro i loro confini. Il discorso presidenziale si chiuse con un invito a restaurare i legami con la federazione. Gli Stati del Sud si offrirono di pagare per le proprietà federali in loro possesso, ma i loro approcci furono respinti al mittente: Lincoln rifiutò di negoziare con gli inviati della Confederazione, in quanto espressi da un governo illegittimo.
[modifica] Primi colpi di cannone a Fort Sumter. La secessione dell'Alto Sud
Intanto il maggiore Anderson, comandante di Fort Sumter (un ufficiale originario del Sud), fece sapere che le sue scorte erano ridotte al lumicino. Dal momento che il forte in questione era uno dei due rimasti all'Unione nel Sud, Lincoln prese contatti con il governatore del South Carolina e gli chiese di permettere l'invio a Sumter di rifornimenti, assicurandogli che non sarebbero stati inviati rinforzi, e neppure armi e munizioni. Su ordine di Jefferson Davis, il generale confederato Pierre Gustave Toutant de Beauregard attaccò il forte prima che i rifornimenti potessero essere inviati.
L'attacco avvenne il 12 aprile. Il giorno dopo, la guarnigione si arrese. Lincoln chiese allora agli stati rimasti nell'Unione di inviare truppe per riprendere il forte. Vennero richiamati nell'esercito federale settantamila uomini, per novanta giorni, nella speranza che tre mesi fossero sufficienti a reprimere la rivolta. La mobilitazione provocò un deciso aggravarsi della crisi: quattro stati, Tennessee, Arkansas, North Carolina e, soprattutto, la Virginia, che erano fino ad allora avevano rifiutato di aderire alla Confederazione, decisero di non inviare truppe contro gli stati secessionisti. I quattro stati si staccarono quindi dall'Unione, entrando nella Confederazione. Per riguardo alla Virginia, la capitale confederata venne spostata a Richmond. La decisione non fu felice dal punto di vista militare, in quanto la città si trovava vicino al fronte, al termine delle linee di rifornimento. La stessa vulnerabilità era peraltro condivisa dalla capitale unionista, Washington, al punto che si era temuta un'incursione nemica il giorno dell'inaugurazione presidenziale.
Altri stati del sud, il Maryland, il Kentucky, il Delaware ed il Missouri, rimasero nell'Unione. Lincoln proclamò la legge marziale nel Maryland (importante, perché prossimo a Washington) causando il collasso del movimento secessionista locale. Il Kentucky si dichiarò neutrale, ma le violazioni della sua neutralità da parte delle truppe confederali lo spinsero a parteggiare per l'Unione. In Delaware i partigiani della secessione erano minoritari e l'opzione non venne mai considerata seriamente. Il Missouri dovette essere occupato dalle forze federali, anche se nella capitale dello stato, St. Louis, la popolazione, formata in buona parte da immigrati tedeschi, era favorevole all'Unione.
Anche negli stati secessionisti, peraltro, si trovavano alcune zone favorevoli all'Unione. L'est del Tennessee era anti secessionista. La parte occidentale della Virgina, dove non si trovavano piantagioni e la popolazione non amava particolarmente i grandi piantatori, dichiarò la secessione dal resto dello stato e rimase nell'Unione (nel 1863 sarebbe diventata un nuovo stato, il West Virginia). In Alabama, tentò una via simile la Winston County.
Il comandante generale dell'U.S. Army, Winfield Scott, era un ufficiale capace e, contrariamente a molti suoi colleghi e ai dirigenti politici, aveva sentore delle perdite che il conflitto avrebbe potuto provocare. Per vincere la guerra in poco tempo e con il minor spargimento di sangue possibile, Scott elaborò quindi il cosiddetto Piano Anaconda. Il piano consisteva in un blocco navale della costa, per strangolare l'economia del nemico. Nel contempo, un'avanzata delle forze federali avrebbe preso il Mississippi, dividendo il Sud e minacciando alle spalle il fronte confederato in Virginia. Lincoln approvò il piano, ma trascurò gli avvertimenti di Scott, ordinando immediatamente l'attacco di Richmond.
[modifica] Valutazioni sull'episodio di Forte Sumter
L'episodio che diede inizio alla Guerra di secessione è oggetto di due differenti ed opposte interpretazioni.
- Secondo l'Unione la causa immediata della guerra fu l'attacco delle forze confederate a Fort Sumter, ubicato in Carolina del Sud, quindi sul territorio della Confederazione, ma ancora tenuto da unità dell'Unione. Il bombardamento fu più dimostrativo che altro, e la guarnigione si arrese dopo una difesa poco convinta e pressoché impossibile. L'episodio fu però un casus belli sufficiente perché l'Unione si ritenesse aggredita.
- Secondo la Confederazione - in base a considerazioni di diritto internazionale - l'Unione, che aveva ricevuto in concessione dagli Stati componenti le fortificazioni costiere, fra le quali Fort Sumter, alla dichiarazione di secessione avrebbe dovuto ritirare le proprie forze militari ubicate sui territori degli Stati secessionisti, salvo ottenere una breve proroga per portare a compimento l'evacuazione. L'Unione, per contro, nel febbraio 1861 rinforzò le proprie guarnigioni, fatto che, secondo il diritto internazionale consuetudinario, costituiva aperta violazione dell'integrità territoriale tanto della Carolina del Sud quanto della Confederazione ed era quindi da considerarsi atto di guerra.
[modifica] Il teatro orientale 1861 - 1863
L'esercito unionista, che nel 1860 non aveva che 16.367 uomini, aveva cominciato a mobilitare ed a decuplicare i suoi effettivi; non esisteva la coscrizione al tempo di questi fatti e molti Ufficiali parteggiavano per la Confederazione.
Le Forze armate confederate introdussero la coscrizione all'inizio delle ostilità; alcuni dei suoi Comandanti, in particolare il Generale Robert E. Lee, furono dei brillanti strateghi. I Generali nordisti, forti d'una schiacciante superiorità numerica e di materiali, non ebbero grandi scrupoli a lanciare delle sanguinose offensive (come, più tardi, i Generali della I Guerra Mondiale). All'opposto, i Comandanti sudisti, eccellentemente formati e coscienti della loro inferiorità numerica, hanno risparmiato il sangue dei loro uomini.
Durante l'estate del 1863 Lee giocò il tutto per tutto inviando le sue truppe a Nord fino in Pennsylvania. Si scontrò con l'esercito unionista a Gettysburg, dove ebbe luogo la più grande battaglia che fosse mai stata combattuta sul suolo americano. Alla fine di tre giorni di combattimenti disperati i Confederati dovettero riconoscere la sconfitta. Allo stesso tempo, sul Mississippi, il Generale nordista Ulysses S. Grant prendeva la città di Vicksburg. L'Unione controllava ormai tutta la valle del Mississippi, tagliando in due la Confederazione. Ma la guerra non era finita.
Due anni più tardi, dopo una lunga campagna nella quale si affrontarono le Armate comandate da Lee e Grant, grazie alla progressiva comparsa di abili Generali nordisti come Ulysses S. Grant e William T. Sherman, l'Unione riuscì ad invadere gli Stati del Sud. I Confederati capitolarono il 9 aprile 1865. La Battaglia di Appomattox mise fine alla guerra.
Il Generale Ulysses S. Grant, che si era impadronito sei giorni prima di Richmond, la capitale dei Confederati, ricevette la resa del Generale Robert E. Lee e dei 26.000 uomini che gli restavano.
Il Generale Joseph E. Johnston si arrese a sua volta il 26 aprile 1865 al Generale William T. Sherman. L'ultima resa ebbe luogo il 23 giugno 1865: fu quella del Generale di Brigata Stand Watie Capo Cherokee, unico Generale nativo nord-americano della guerra di secessione.
Jefferson Davis tentò di fuggire verso il Messico, ma fu preso da una colonna di cavalleria: sarebbe stato poi imprigionato senza giudizio per due anni.
[modifica] Sviluppo della guerra all'Ovest
Ad ovest del Mississippi il Nord ed il Sud si fecero una guerra radicalmente differente da quella ad est. Essa si svolse su una grande superficie, coinvolse Bianchi, Neri e nativi nord-americani, spesso per delle poste che risalivano a vecchie rivalità e tenaci rancori che si snodarono sul terreno nel modo più brutale e selvaggio: una specie di guerra nella guerra che sopravvisse per qualche tempo alla cessazione ufficiale delle ostilità.
Al momento della secessione il Texas, l'Arkansas e la Louisiana lasciarono l'Unione per la Confederazione, mentre i simpatizzanti sudisti del Missouri si sforzavano di coinvolgere il loro Stato nella scissione. Tutto l'Ovest si era appassionato per i lutti che avevano fatto "sanguinare il Kansas" negli anni 1850, di modo che le linee di demarcazione erano già tracciate quando scoppiò la guerra di secessione.
Nell'agosto 1861 i Confederati invasero il Missouri, al quale inflissero, a Wilson 's Creek, una sconfitta che permise loro di impadronirsi della maggior parte del territorio. Essi furono però incapaci di conservare il loro vantaggio; la primavera successiva, a Pea Ridge, i Nordisti li costrinsero perfino ad abbandonare il nord dell'Arkansas. Durante i due anni succesivi il Missouri e l'Arkansas stettero nelle mani delle forze dell'Unione, ma dovettero subire i raids sanguinosi di bande d'irregolari che si dichiaravano della Confederazione, diretti da capi come William C. Quantrill e William T. Anderson (Bloody Bill). Le azioni di questi guerriglieri sudisti raggiunsero un grado tale da divenire estremamente imbarazzanti per le autorità confederate. Nell'agosto 1863, per esempio, Quantrill mise a sacco la città di Lawrence (Kansas), e massacrò 150 civili. Questo pericoloso bandito saccheggiava ed uccideva senza esitazione, in nome della Confederazione, che non gli aveva dato mai il minimo ordine.
Nel 1864 la Confederazione attaccò nuovamente l'Arkansas e il Missouri, inizialmente con una campagna primaverile che ricacciò gli Yankees fino a Little Rock, poi d’autunno, quando il Generale Sterling Price, alla testa di una forza di cavalleria, risalì il Missouri fino a Westport, dove la sua sconfitta mise fine all'ultima grande offensiva sudista della guerra. A primavera il campo avversario aveva subìto anch’esso un rovescio: il Generale Nathaniel P. Banks aveva risalito il Red River verso l'interno della Virginia, nella speranza di prender piede nel Texas, di annientare il raccolto del cotone e di impedire ai rinforzi confederati di passare a est del Mississippi, ma i suoi monumentali errori portarono quasi al suo accerchiamento e la sua impresa si risolse in uno scacco.
Negli ultimi tempi della guerra i combattimenti si fecero più aspri nelle pianure e nella prateria. Corteggiati da ambedue le parti i Cherokees ed altre tribù pellirosse combatterono spesso sotto le due bandiere. Il Cherokee Stand Watie, ad esempio, divenne Generale di Brigata nei ranghi confederati; alla testa delle sue truppe fu l'ultimo ad arrendersi, a fine giugno 1865, cioè molte settimane dopo la capitolazione di Lee. La firma della pace lasciò all'Ovest degli odi non assopiti ed un sottofondo di violenza, che alimentarono degli uomini come Frank James e Jesse James, che rifiutarono di deporre le armi e continuarono sulla strada del furto e dell'uccisione, organizzando dei sanguinosi assalti contro le banche ed i treni.
[modifica] Conseguenze
La guerra di secessione fu l'episodio più traumatico della storia degli Stati Uniti. Durante i quattro anni di questa guerra 617 000 uomini erano stati uccisi ed altrettanti se non di più erano stati feriti. Il Nord perse in tutto 359 000 uomini, circa un soldato ogni cinque, ed il Sud ne perse “solo” – a paragone del Nord, 258 000, circa un soldato ogni quattro. Erano morti molti più uomini di epidemie e di malattie che non sul campo di battaglia, nel rapporto di quattro a uno. Alle perdite militari si aggiungono alcune dozzine di migliaia di vittime civili.
Le distruzioni operate durante la guerra dall'Unione vittoriosa, seguite da politiche di sfruttamento economico, specialmente da parte dei carpetbaggers, immigrati economici venuti dal Nord viaggiando con una valigia di tela, associati agli scalawags, nativi del Sud collaboranti con il nuovo potere (e visti come pecore rabbiose), causarono una tenace amarezza fra i vecchi Confederati ed i loro discendenti verso il governo federale.
Questo fallimento nel tranquillizzare questa parte del paese contribuì al persistere della difficoltà, per molti decenni, nel far applicare i diritti civili degli antichi schiavi afroamericani nel Sud ed un esodo massiccio verso il Nord di fronte ad organizzazioni terroristiche come il Ku Klux Klan.
[modifica] Principali battaglie e assedi
- 12 aprile 1861 : I combattimenti, simbolici, per Fort Sumter, a Charleston in Carolina del Sud sono i primi della guerra.
- 21 luglio 1861 : Prima battaglia di Bull Run, detta anche Prima battaglia di Manassas.
- 10 agosto 1861 : Wilson's Creek.
- 18 gennaio 1862 : Battaglia di Mill Springs detta anche Battaglia di Fishing Creek o Logan's Crossroads.
- 6-7 aprile 1862 : Battaglia di Pittsburg Landing, ovvero Battaglia di Shiloh.
- 25 giugno-1 luglio 1862 : Battaglie dei Sette Giorni.
- 30 agosto 1862 : Seconda battaglia di Bull Run, detta anche Seconda battaglia di Manassas.
- 14 settembre 1862 : South Mountains.
- 17 settembre 1862 : Battaglia di Antietam.
- 7 dicembre 1862 : Prairie Grove.
- 13 dicembre 1862 : Battaglia di Fredericksburg.
- 28 - 29 dicembre 1862 : Battaglia di Chickasaw Bluffs
- 2-6 maggio 1863 : Battaglia di Chancellorsville.
- 18 maggio-4 luglio 1863 : Assedio di Vicksburg.
- 1-3 luglio 1863 : Battaglia di Gettysburg.
- 19-20 settembre 1863 : Battaglia di Chickamauga.
- 23-25 novembre 1863 : Battaglia di Chattanooga.
- 15 giugno 1864-2 aprile 1865 : Assedio di Petersburg.
- 15-16 dicembre 1864 : Battaglia di Nashville.
- 8-9 aprile 1865 : Battaglia di Appomattox.
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