Guerra dei pasticcini

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Guerra dei pasticcini
Épisode de l'expédition du Mexique en 1838.jpg

Data 18381839
Luogo Messico
Esito Vittoria francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
3.239 30.000
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La guerra dei pasticcini, che la tradizione storiografica spagnola chiama pure primo intervento francese in Messico, è stata un'invasione francese del Messico avvenuta nel 1838.

Sfondo storico[modifica | modifica wikitesto]

La guerra trasse origine dai vasti disordini che afflissero i primi anni di vita della repubblica del Messico. Nel 1828, il presidente Manuel Gómez Pedraza allontanò Lorenzo de Zavala dall'incarico di governatore dello stato del Messico[1]. Zavala, con l'appoggio di Antonio López de Santa Anna, riuscì a radunare a proprio sostegno la maggior parte della guarnigione di Città del Messico (a quel tempo una parte dello stato del Messico). In capo a quattro giorni di combattimento, Zavala riuscì ad avere la meglio, e a insediare un nuovo presidente, Vicente Guerrero.

Gli scontri distrussero molti beni di privati. Mediamente, i cittadini avevano scarse possibilità di ottenere un ristoro giuridico per i danni sofferti. Non era prevista alcuna figura rappresentativa che potesse assumere pubblicamente le loro parti. Questo valeva pure (e, forse, a maggior ragione) per i proprietari stranieri, che iniziarono ad appellarsi ai rispettivi governi della madrepatria. A dispetto delle ripetute rivendicazioni della Francia, il governo messicano lasciò che la faccenda restasse lettera morta.

La guerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1838 un pasticciere francese, tale Monsieur Remontel, denunciò la devastazione del proprio negozio, nel distretto di Tacubaya, avvenuta nel 1828 a seguito il saccheggio da parte di ufficiali messicani. Si appellò al re di Francia Luigi Filippo (1773-1850). Come indennizzo per il proprio cittadino, la Francia chiese 600.000 pesos. Si trattava di un importo enorme: si calcola che, a quel tempo, un lavoratore medio percepiva un salario giornaliero di un solo peso. Un ulteriore motivo di attrito tra i due paesi era costituito dal mancato rimborso di un prestito di un milione di dollari concesso dalla Francia al Messico. Fu intimato un ultimatum perché il Messico onorasse il suo debito.

Poiché il presidente Anastasio Bustamante (1780–1853) non aveva ottemperato all'ultimatum, la Francia diede corso all'operazione militare. Una flotta comandata dal contrammiraglio Charles Baudin impose un blocco navale di tutti i porti messicani dallo Yucatán al Rio Grande, bombardò la fortezza messicana di San Juan de Ulua e prese il porto di Veracruz. Con il mese di dicembre del 1838, tutta la flotta messicana era stata virtualmente conquistata a Veracruz. Il Messico, allora, dichiarò guerra alla Francia.

A causa dell'interdizione delle rotte commerciali, i messicani presero a contrabbandare le loro merci attraverso il porto texano di Corpus Christi. Per il timore di essere coinvolti nel blocco navale, i texani organizzarono una milizia con l'intento di pattugliare la zona interessata, impedendo il contrabbando. Gli Stati Uniti d'America, sempre guardinghi nelle loro relazioni con il Messico, inviarono lo schooner Woodbury in appoggio al blocco navale francese[2].

Con l'intervento diplomatico dell'Inghilterra, il presidente Bustamante si impegnò infine a rimborsare 600.000 pesos alla Francia. Le forze francesi rientrarono in patria il 9 marzo 1839.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricordiamo che il Messico è uno stato federale; qui facciamo riferimento ad una repubblica omonima degli Estados Unidos.
  2. ^ Si ritiene spesso, erroneamente, che la battaglia celebrata con il Cinco de Mayo sia avvenuta nel corso di questa guerra, ma si tratta della battaglia di Puebla, avvenuta circa trent'anni più tardi nell'ambito del cosiddetto intervento francese in Messico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Albert A. Nofi, The Alamo and the Texas War for Independence, Da Capo Press, ISBN 0-306-80563-4.
  • Michael S. Warner, Consise Encyclopedia of Mexico, Fitzroy Dearborn.

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