Guerra civile tagica
| Guerra civile tagica | |||
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Due tagiki osservano un T-62 andato distrutto
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| Data | 1992 - 1997 | ||
| Luogo | Tagikistan | ||
| Esito | Le Nazioni Unite promossero un armistizio e la firma di un trattato di pace; Rahmonov vinse le elezioni presidenziali del 1999 e l'IRP ottenne il 30 % dei voti all'elezioni politiche diventando di fatto il secondo partito della Nazione. | ||
| Schieramenti | |||
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| Comandanti | |||
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50.000 - 100.000 morti
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La guerra civile tagica (tagico: Ҷанги шаҳрвандии Тоҷикистон, Jangi shahrvandii Tojikiston) iniziò nel marzo del 1992 quando i gruppi etnici delle regioni del Garm e della provincia Autonoma di Gorno-Badachšan insorsero contro il presidente del Consiglio Supremo Emomali Rahmonov, che rappresentava le città di Chujand e Leninabad, ovverosia le regioni di Suǧd e Chatlon. Dal punto di vista politico, gli scontenti erano i liberal democratici riformisti[2] e gli islamisti; entrambi i movimenti si organizzarono per formare l'Opposizione Unita tagica[3].
Il presidente Rahmonov, il leader dell'opposizione unita Sayid Abdulloh Nuri e il rappresentante speciale del segretario delle Nazioni Unite Gerd Merrem posero fine alla guerra civile firmando, il 27 giugno 1997, il "trattato sul mantenimento della pace e dell'accordo in Tagikistan" e il "protocollo di Mosca"[4].
Note [modifica]
- ^ Political Construction Sites, pag. 77
- ^ www.analitika.org
- ^ Political Construction Sites, Pag. 76.
- ^ Tajikistan Civil War - globalsecurity.org
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