Guerra Sacra
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Col termine Guerra Sacra si indica un conflitto relativo al santuario di Delfi ed alla terra sacra circostante. Nella Grecia antica vi furono tre guerre sacre tra il VI ed il IV secolo a.C.
La prima guerra sacra fu combattuta intorno al 590 a.C. circa, quando Atene, Sicione ed i Tessali decisero di punire i Focesi accusati di aver coltivato la terra sacra del santuario di Delfi. La guerra segnò il rafforzamento di Atene che venne inclusa nell'Anfizionia di Delfi.
La seconda guerra sacra fu combattuta alla metà del V secolo a.C. per motivi simili.
La più famosa tra le guerre sacre è certamente la terza, un conflitto che coinvolse Greci e Macedoni e che durò dal 356 a.C., anno dell'occupazione di Delfi da parte dei Focesi, ed il 346, anno in cui venne stipulata la pace di Filocrate.
La causa dell'occupazione di Delfi da parte dei Focesi va ricercata nella rappresaglia nei confronti del consiglio dell'Anfizionia (associazione di popoli che amministrava il santuario di Apollo) che aveva accusato i Focesi di sacrilegio. Nel 356 i Focesi, guidati da Filomelo, occuparono il santuario di Delfi entrando in possesso delle enormi ricchezze ivi custodite, frutto di secoli di donazioni dei fedeli. L'occupazione del luogo sacro equivaleva a una dichiarazione di guerra. Il conflitto vide i Beoti e i Tessali opporsi ai Focesi, i quali ricevettero l'appoggio di Spartani ed Ateniesi (senza contare gli alleati di questi ultimi) che scelsero l'alleanza focese per risentimento nei confronti di Tebe e degli eventi che la videro protagonista nella Guerra del Peloponneso.
Caduto in combattimento Filomelo, la guida dei Focesi fu assunta da Onomarco, il quale, nel 355 bloccò le truppe dell'Anfizionia sui passi che conducono a Delfi e nel 353 invase la Tessaglia, con l'aiuto di Licofrone, tiranno di Fere ed alleato degli Ateniesi.
A questo punto gli abitanti di Larissa decisero di coinvolgere nel conflitto i Macedoni, chiedendo aiuto a Filippo II. Dopo essere stato sconfitto in battaglia nel 353 da Onomarco, l'anno successivo Filippo II si sbarazzò di Onomarco (che cadde sul campo) nella battaglia dei Campi di Croco e fece gettare dalle rupi i prigionieri sacrileghi. Poi marciò verso le Termopili, dove albergavano le forze alleate dei Focesi. A causa del loro numero, Filippo decise di non forzare la mano e deviò verso la Tracia rinunciando all'attacco.
In seguito, approfittando di una breve crisi del potere monarchico in Macedonia che portò Filippo a dichiarare guerra alla città di Olinto, gli Ateniesi inviarono duemila mercenari, sotto il comando dello stratego Carete, in Calcidica, contro l'esercito macedone. Dopo una prima vittoria, la sconfitta inflitta agli Ateniesi fu schiacciante. Olinto fu rasa al suolo e gli abitanti ridotti in schiavitù.
Tra il 347 e il 346 si cominciò a elaborare una possibile pace tra Ateniesi e Macedoni, su proposta di Filocrate, che era amico di Demostene.
Nel 346 fu stipulata la pace di Filocrate, tra Filippo, gli Ateniesi ed i loro alleati. I contraenti si impegnarono ad astenersi dalle aggressioni per mare. Filocrate inoltre fece votare dall'assemblea un ultimatum contro Faleco, il figlio di Onomarco, il quale aveva conservato il possesso delle fortezze nelle Termopili. Nel 346 Faleco consegnò le fortezze, avendo in cambio salva la vita propria e dei suoi mercenari. Delfi fu liberata ed i Focesi dispersi in vari villaggi e costretti a ripristinare il tesoro di Apollo, al quale avevano attinto per finanziare la guerra. I Focesi furono privati del loro seggio nel consiglio dell'Anfizionia, che fu dato a Filippo, già detenentore di quello dei Tessali in quanto era stato eletto tago di Tessaglia. La concentrazione di due seggi nelle mani del re di Macedonia segnò un notevole rafforzamento dell'egemonia di quest'ultimo sulla Grecia.

