Guerra Rus'-bizantina (941)

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Assedio di Costantinopoli da parte dei Rus'
I Greci usano il loro fuoco letale, tratto dal manoscritto di Scilitze di Madrid
I Greci usano il loro fuoco letale, tratto dal manoscritto di Scilitze di Madrid
Data 941
Luogo Costantinopoli
Esito Vittoria bizantina
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
15 navi (inizialmente) 1 000 navi, circa 40 000 uomini[1]
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La guerra Rus'–bizantina del 941 si svolse durante il regno di Igor' di Kiev.[2] La corrispondenza cazara afferma che la campagna fu istigata dagli stessi Cazari, i quali volevano vendicarsi dei bizantini dopo le persecuzioni degli ebrei avvenute durante il regno dell'imperatore Romano I Lecapeno.

I Rus' ed i loro alleati, i Peceneghi, sbarcarono sulla costa settentrionale dell'Asia Minore e giunsero a Bitinia nel maggio del 941. Come al solito, sembrano essere ben informati del fatto che la capitale imperiale fosse senza difese e vulnerabile agli attacchi: la flotta dell'impero bizantino era occupata contro gli Arabi nel Mar Mediterraneo, mentre il grosso dell'esercito era disposto lungo i confini orientali dell'impero.

Lecapenus arrangiò una difesa di Costantinopoli con a disposizione 15 riempire di armi a base di fuoco greco davanti e dietro. Igor, nel tentativo di catturare queste navi e la loro ciurma ed ignaro dell'esistenza del fuoco greco, circondò la flotta avversaria. In un istante il fuoco fu sparato tramite tubi contro i Rus' ed i loro alleati: Liutprando da Cremona scrisse: "I Rus', vedendo le fiamme, saltarono fuori bordo, preferendo l'acqua al fuoco. Alcuni affondarono, appesantiti da armature ed elmi; Altri presero fuoco". I Rus' catturati furono decapitati.

I bizantini riuscirono quindi a respingere la flotta Rus' ma non ad impedire ai pagani di saccheggiare i dintorni di Costantinopoli, spingendosi a sud fino a Nicomedia. Si raccontò di numerose atrocità: si dice che i Rus' abbiano crocefisso le proprie vittime ed abbiano piantato chiodi nelle loro teste.

A settembre, Giovanni Curcuas e Barda Foca il vecchio, du generali, tornarono velocemente alla capitale ansioni di respingere gli invasori. i Rus' di Kiev spostarono subito l'obbiettivo sulla Tracia, muovendo lì la loro flotta. Quando stavano per ritirarsi, ricchi dei trofei, la marina bizantina guidata da Teofane gli piombò addosso.

Secondo le fonti greche i Rus' persero l'intera flotta a causa dell'attacco a sorpresa, tanto che solo una manciata di navi fece ritorno alla loro base in Crimea. I prigionieri catturati furono portati alla capitale e decapitati. Le fonti cazare aggiungono anche che il capo dei Rus' riuscì a fuggire fino al Mar Caspio, dove morì combattendo contro gli Arabi.

Questi racconti potrebbero essere esagerati, dato che Igor fu in grado di riorganizzare una flotta in grado di attaccare Costantinopoli solo nel 944/945. I Greci Chersonesi avvertirono l'imperatore dell'arrivo della flotta di Kiev. Questa volta i bizantini comprarono la pace, e firmarono un trattato con i Rus' di Kiev. Il suo testo è riportato per inter nel Manoscritto Nestoriano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le varie fonti forniscono cifre differenti per la dimensione della flotta Rus'. Il numero di 10 000 navi appare nel Manoscritto Nestoriano e nelle fonti greche, alcune delle quali arrivano a 15 000. Liutprando da Cremona scrisse che la flotta contava 1000 navi, basandosi sul racconto del padre adottivo che testimoniò l'attacco come inviato di Costantinopoli. Gli storici moderni trovano quest'ultima stima più credibile. Runciman (1988), p. 111
  2. ^ Alcuni studiosi hanno identificato Oleg di Kiev quale capo della spedizione, anche se secondo le fonti tradizionali sarebbe morto qualche tempo prima. Vedi ad esempio, Golb 106-121; Mosin 309-325; Zuckerman 257-268; Christian 341-345.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]