Guardapolsi in pietra

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Riproduzione di guardapolsi in pietra (specificamente in ardesia) in base all'ipotesi di come avrebbe potuto essere indossato.

I guardapolsi in pietra del Bronzo Antico si trovano dappertutto in Europa (risalenti a 2400-1900 a.C. circa) e sono strettamente associati alle culture del vaso campaniforme e di Unetice. [1].

I guardapolsi sono piccoli rettangoli in pietra (spesso ardesia) con un certo numero di fori, in genere da due a sei, da permettere per mezzo di corde di legarli al braccio. Uno di essi, proveniente da Hemp Knoll nel Wiltshire, portava i segni indicanti chiaramente la sua legatura al braccio tramite due corde. I modelli di guardapolsi sono stereotipati e le forme comuni mostrano una stretta 'cintura' e una sezione trasversale curva (presumibilmente per adattarlo meglio al braccio). I guardapolsi sono esclusivamente trovati nelle tombe di uomini, spesso giacenti in prossimità del polso del cadavere. Rari esempi - tre in Gran Bretagna - sono decorati con rivetti o lamine in oro.

Si era inizialmente pensato che questi guardapolsi fossero stati usati dagli arcieri per proteggere l'avambraccio dalla corda dell'arco; tuttavia recenti ricerche (Smith 2006; Woodward ed altri 2006) hanno messo in luce che (almeno per quel che riguarda la Britannia) essi non si trovano comunemente nelle tombe in associazione con le punte di frecce (essendo l'Arciere di Amesbury una notevole eccezione) e nemmeno sono stati trovati sulle parti del braccio che necessitavano essere protette dalla corda dell'arco (come l'interno del polso sinistro). Quando gli oggetti vengono rinvenuti nei tumuli, essi sempre si trovano nella tomba centrale primaria, un posto pensato per essere riservato ai capofamiglia e ad altre persone importanti. Almeno uno di questi guardapolsi (proveniente da Barnack nel Cambridgeshire) ha capsule fatte di foglio (metallico) pressate in ognuno dei suoi 18 buchi. Queste capsule avrebbero proibito ogni forma di rivetto o corda, usati per la legatura. Vedi Smith 2006 Sembra probabile che, così come trovati nelle tombe, questi oggetti venissero usati come status symbol nell'ambito di gruppi familiari. Non c'è nessuna prova sul fatto di come e se essi fossero utilizzati nelle attività quotidiane.

Famose sepolture contenenti guardapolsi in pietra includono l'Arciere di Amesbury e Tomba di Barnack

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

I guardapolsi sono comunemente catalogati seguendo la classificazione di Atkinson del 1970 (citata in Clarke 1970) oppure quella di Smith del 2006. Delle due, la classificazione meno rigida e più descrittiva è quella di Smith del 2006, la quale usa un sistema a tre caratteri per classificare gli oggetti in base a tre semplici caratteristiche:

Numero totale di perforazioni: (per es. 2, 4, 6 ecc.)

Forma in piano: descritta come ...-

  • 'Waisted' (lett. dalla vita sottile), avente una stretta sezione mediana
  • 'Tapered' (rastremata), avente le estremità strette
  • 'Straight-sided', (a facce diritte) avente un piano rettangolare

Forma della sezione trasversale: descritta come...

  • 'Curved', (curva) avente un sezione trasversale concava-convessa
  • 'Plano-Convex' (piano-convessa), avente una sezione trasversale piana-convessa, (vale a dire, un lato piatto e un altro curvo)
  • 'Flat' (piatta), avente una sezione trasversale piatta o leggermente bi-convessa

I tipi più comuni di guardapolsi sono...

'tapered' (rastremati) costituiti da 2TF
'straight' costituiti principalmente da 4SF e 6SF e
'waisted' costituiti principalmente da 4WC

Qui sotto viene mostrata la classificazione di Atkinson del 1970 tradotta nel sistema di classificazione più recente:

A1 =2TF

A2 =2TF

B1 =2SF

B2 =4SF

B3 =6SF

C1 =4WC

C2 =2WC

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In passato, in lingua inglese, essi variamente conosciuti come stone bracers, stone arm-guards e armlets, sebbene "stone wrist-guard" sia attualmente la terminologia preferita

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Clarke, D.L. 1970. Ceramica campaniforme di Gran Bretagna e Irlanda (due volumi). Cambridge: Cambridge University Press
  • (EN) Woodward, A., Hunter, J., Ixer, R., Roe, F., Potts, P.J., Webb, P.C., Watson, J.S. e Jones, M.C. 2006. “Guardapolsi della cultura campaniforme, Inghilterra: fonti, funzione e uso” in Antiquity 80, p530-543