Guaimario I di Salerno

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Guaimario I (855 circa – 901) è stato un principe longobardo, principe di Salerno dall'880 al 901.

Divenne principe di Salerno nell'880, anno del ritiro di suo padre Guaiferio presso il monastero di Montecassino. Figlio del principe Guaiferio e di Landelaica, figlia di Lando I di Capua, fu associato al trono da suo padre a partire dall'877, secondo una pratica già inaugurata dalla precedente dinastia e proseguita poi fino alla caduta del principato salernitano nel 1078.

Sempre nell'877 accorse in aiuto all'imperatore Carlo il Grosso contro i Saraceni, ma non ebbe occasione di combattere poiché il sovrano evitò qualunque scontro fino a che non lasciò l'Italia. I saraceni si stabilirono ad Agropoli nell'881 e da lì minacciavano la stessa Salerno. Accanto ai musulmani, Guaimario dovette affrontare anche il vescovo-duca Atanasio di Napoli, che aveva esteso il proprio controllo sul feudo di Capua, giuridicamente vassallo di Salerno. Nell'886 si recò insieme a Lando II di Capua a Costantinopoli per rendere omaggio all'imperatore, dal quale ottenne il titolo di patrizio e protospatario e un contingente di mercenari con cui tornò a combattere contro la minaccia saracena.

Guaimario sposò Itta[1], sorella di Guido IV di Spoleto. Proprio Guido, con l'aiuto del principe Guaimario, riconquistò nell'895 Benevento, già da tempo caduta sotto il controllo dell'Impero bizantino: un'impresa che elevò ancora di più il prestigio del principe di Salerno. A lui, Guido offrì la reggenza di Benevento, anche se non è certo se Guaimario accettò o meno. Di sicuro si sa che cercò di assassinare il gastaldo di Avellino, Adelferio, cadendo però prigioniero insieme a sua moglie e finendo accecato. Guido scese nuovamente in Campania e pose d'assedio la città per liberarlo, ma al suo ritorno a Salerno Guaimario era ormai totalmente in disgrazia nonché cieco.

Nell'893 nominò co-reggente suo figlio Guaimario II, che tenne le sorti del principato durante la lunga assenza di suo padre. Al suo ritorno, scoppiò in città una rivolta istigata da una fazione napoletana supportata da Atanasio, ma i due Guaimari riuscirono a stroncarla. Tra il 900 e il 901, Guaimario I, come suo padre prima di lui, si ritirò (o fu costretto da suo figlio) presso il monastero di San Massimo e qui morì entro pochi mesi. Le cronache del suo regno lo descrivono come un sovrano dispotico e non particolarmente popolare, nonostante la grande fama che il nome della dinastia fondata da suo padre acquisì successivamente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Principi longobardi di Salerno (839-1077)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Caravale, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. LX (Grosso – Guglielmo da Forlì), Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, gennaio 2003, EAN: 9786001485541.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Principe di Salerno Successore
Guaiferio 880-901 Guaimario II