Gruppo per la Rivoluzione Culturale

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Il Gruppo per la Rivoluzione Culturale (中央文革小组) fu un'istanza del Partito Comunista Cinese fondata nel maggio 1966 per dirigere la Rivoluzione Culturale. Direttamente alle dipendenze del Comitato Permanente dell'Ufficio Politico del Comitato Centrale, il Gruppo lavorò fino al 1969. Secondo alcuni, al picco del suo potere superava in autorità persino il Comitato Permanente stesso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Gruppo per la Rivoluzione Culturale fu fondato per decisione del Comitato Centrale del PCC il 16 maggio 1966, quando il CC prese la decisione di "sciogliere il 'gruppo dei cinque incaricato della rivoluzione culturale' e i servizi che ad esso fanno capo, costituire un nuovo gruppo incaricato della rivoluzione culturale, posto alle dirette dipendenze del Comitato Permanente dell'Ufficio Politico". La decisione fu presa su spinta di Mao Zedong soprattutto perché il Gruppo dei Cinque era vicino a Liu Shaoqi (presidente della Repubblica), il bersaglio principale dei maoisti, i quali sostenevano che la borghesia, benché rovesciata politicamente in Cina, era ancora presente con le sue influenze culturali; pertanto la cultura andava mondata di queste influenze e riformata.

Inizialmente il Gruppo dei Cinque era diretto da Chen Boda, uno dei maoisti più estremisti e alleato di Lin Biao. Del Gruppo facevano parte anche Jiang Qing (come vicedirettrice), Kang Sheng, Yao Wenyuan, Zhang Chunqiao, Qi Benyu, Wang Li, Tao Chu, Xie Fuzhi ed una decina di altri. L'influenza del Gruppo si fece effettivamente sentire non solo dal punto di vista ideologico (spesso infatti i suoi componenti presiedevano raduni o riunioni di massa dedicati alla Rivoluzione Culturale o allo studio del pensiero di Mao Zedong), ma anche organizzativo; per esempio, fu il Gruppo per la Rivoluzione Culturale che l'8 febbraio 1967 ordinò la riapertura delle scuole e che promosse la costituzione dei primi comitati rivoluzionari, come a Shangai.

Il Gruppo si rese anche responsabile di diversi eccessi compiuti dalle guardie rosse, fra cui gli scontri armati con l'Esercito Popolare di Liberazione o gli operai. Jiang Qing - che era anche "consigliere dell'Esercito Popolare di Liberazione" - in particolare denunciò il fatto che alcune guardie rosse rubavano le armi dei militari e le usavano in modo improprio. Ciò incontrò l'opposizione dello stesso Mao e, peraltro, dal 1967 diversi membri del Gruppo vennero accusati di far parte del "Gruppo del 16 Maggio" e quindi arrestati.

Il 27 luglio 1968 venne costituito un nuovo Gruppo per la Rivoluzione Culturale, molto più ristretto. Ne facevano parte: Zhou Enlai (presidente), Chen Boda (direttore), Kang Sheng, Jiang Qing, Zhang Chunqiao e Yao Wenyuan. Il fatto che a Chen fosse stata tolta l'autorità assoluta sul Gruppo indicava chiaramente i contrasti che esistevano nei suoi confronti.

Nel 1969, con il IX Congresso del Partito Comunista Cinese, il Gruppo fu definitivamente sciolto.