Gruppo dei combattenti islamici libici
Il Gruppo dei combattenti islamici libici (in arabo: الجماعة الإسلامية المقاتلة بليبيا, Al-Jama’a al-Islamiyyah al-Muqatilah bi-Libya), conosciuto anche con la sigla LIFG, è un'organizzazione terroristica fondata negli anni ottanta del XX secolo dai mujaheddin libici veterani della guerra tra Unione Sovietica e Afghanistan. A partire dal 6 ottobre 2001 l'organizzazione è stata inserita fra le organizzazioni legate ad Al Qaeda, Osama bin Laden e i talebani.[1] Successivamente, su decisione della commissione chiamata a eseguire le risoluzioni 1267 e 1989 del Consiglio di sicurezza ONU su Al Qaeda e le altre organizzazioni terroristiche islamiche, il gruppo è stato messo al bando a livello internazionale.[1] Il 22 giugno 2011, tuttavia, il Consiglio di sicurezza ONU ha escluso Mohammad Benhammedi, precedentemente accusato di essere uno dei finanziatori dell'organizzazione,[2] dai soggetti sottoposti alle sanzioni anti-terrorismo.[3]
Note[modifica]
- ^ a b (EN) QE.L.11.01. LIBYAN ISLAMIC FIGHTING GROUP in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. URL consultato in data 7 luglio 2012.
- ^ (EN) Alan Rimmer e Daniel Boffey, Terror raid house owner's Al Qaeda links, in «Daily Mail», 12 aprile 2009 . URL consultato in data 7 luglio 2012.
- ^ (EN) SECURITY COUNCIL 1267 SANCTIONS COMMITTEE APPROVES DELETION OF EIGHT ENTRIES FROM AL-QAIDA SANCTIONS LIST in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. URL consultato in data 7 luglio 2012.