Gruppi di Azione Patriottica

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Formati dal comando generale delle Brigate Garibaldi alla fine del settembre 1943, i GAP, Gruppi d'Azione Patriottica, erano piccoli gruppi di partigiani che nacquero su iniziativa del Partito Comunista Italiano, sulla base dell'esperienza della Resistenza francese.

Indice

[modifica] Organizzazione

Erano piccoli nuclei di quattro o cinque uomini, un caposquadra, un vice caposquadra e due o tre gappisti. Tre squadre di quattro uomini costituivano un distaccamento, con alla testa un comandante e un commissario politico.

Solo i componenti di una stessa squadra dovevano essere a contatto fra loro. Bene addestrati, i singoli elementi, a differenza dei partigiani di montagna, se possibile conducevano un'esistenza alla luce del sole, spesso con un normale impiego dietro al quale camuffavano l'attività di guerriglia. In altri casi erano costretti alla clandestinità assoluta.

[modifica] Obiettivi

La loro azione, fondata sulla convinzione della necessità di incalzare il nemico senza tregua, aveva compiti di sabotaggio e di azioni armate, tra cui l'eliminazione dei nazifascisti in ambito cittadino, soprattutto delatori, o noti torturatori.

La loro azione minava così i gangli vitali della macchina da guerra hitleriana. Nelle azioni più importanti doveva sempre essere presente il comandante o il commissario del distaccamento. I comandanti GAP di solito avevano esperienza militare, in quanto reduci della guerra civile spagnola, ex-militari dell'esercito italiano o con esperienze precedenti in terra di Francia.

[modifica] SAP Squadre Azione Patriottica

Analoghe alle formazioni GAP erano le SAP, ovvero Squadre di azione patriottica.

Formate nell’estate 1944 come formazioni di circa quindici-venti uomini ciascuna, nacquero per espandere la partecipazione popolare alla lotta; lo dimostra, fra l'altro, la composizione numerica maggiore delle squadre in rapporto ai GAP. Il numero di componenti del gruppo SAP non poteva garantire una struttura coesa come quella dei GAP, rendendo più carenti le garanzie di clandestinità ed esponendo quindi maggiormente il fianco a delazioni. All'inizio svolsero azioni di sabotaggio, fiancheggiando GAP e Brigate partigiane; divennero quindi formazioni di alto profilo militare fino alla quasi indistinguibilità dai GAP (in relazione anche all'evolversi sotto il profilo strettamente militare della lotta partigiana).

[modifica] Notizie localistiche sui GAP

[modifica] Reggio Emilia e zona limitrofa

I sette fratelli Cervi si suddividono nella loro partecipazione alla Resistenza, il fratello Aldo va con i partigiani in montagna mentre gli altri fratelli collaborano con i Gap di pianura [1]

[modifica] Roma

A Roma i GAP furono noti per l'attacco di via Rasella contro le Forze Armate tedesche del Polizeiregiment Bozen con la quale uccisero 33 soldati. Per rappresaglia le truppe occupanti naziste uccisero oltre 330 civili italiani nel massacro noto come Eccidio delle Fosse Ardeatine. Alcuni dei responsabili dell'attacco di via Rasella, Rosario Bentivegna e Carla Capponi vennero processati, ma assolti in cassazione.

[modifica] Genova

A Genova il membro dei GAP (gappista) più noto e ricordato è probabilmente Giacomo Buranello, studente di ingegneria, cui è stata intitolata una strada e l'aula magna della facoltà di ingegneria. Fra l'altro la Casa dello studente, luogo tristemente noto come casa di tortura al tempo dell'occupazione nazifascista stessa, è stato trasformato negli anni settanta, grazie all'opera di gruppi di studenti di ingegneria, con l'apporto di capi partigiani, in museo della Resistenza, tuttora molto visitato da scolaresche all'approssimarsi del 25 aprile.

A Genova, così come in provincia di Savona, agirono anche Brigate Gap anarchiche, di cui si hanno poche ma specifiche notizie; una di esse portava il nome di Errico Malatesta.

È da rimarcare come un gran numero di strade a Genova sono intitolate a Gappisti e Sappisti.

[modifica] Alpi Giulie e Carniche

L'intendenza Montes, creata da Montes ovvero Silvio Marcuzzi,nome di battaglia Montes, era una rete chiamata di intendenze con lo scopo di assicurare armi e viveri alle Brigate Partigiane operanti sulle Alpi Giulie e Alpi Carniche. Era strutturata con decine di comitati di villaggio e zona e si formarono squadre di gappisti ,che visti la struttura di una formazione GAP era suscettibili di intervento repentino, che scortavano i convogli e si occupavano della raccolta fondi atti alla sopravvivenza dell' Intendenza. Facevano capo a quest'ultima per rifornimenti e supporto le Brigate "Garibaldi" e IX Korpus sloveno. Per contrastare tale attività i nazifascisti istituirono a Palmanova il Centro di repressione preposto alla distruzione della Intendenza Montes, che non raggiunse lo scopo ma conseguì la cattura di Silvio Marcuzzi tramite un traditore, Montes fu torturato per tre giorni e poi trucidato senza che gli fosse uscita dalla bocca una sola informazione utile alla distruzione della Intendenza.[2]

[modifica] Torino

A Torino a costituire i GAP a fu Giovanni Pesce, per la supervisione di Ilio Barontini, ambedue già miliziani antifascisti nella guerra di Spagna. I GAP effettuarono attentati e sabotaggi a linee ferroviarie e tranviarie, colpirono delatori, torturatori ed esponenti della RSI, di cui il più illustre fu Ather Capelli, direttore della Gazzetta del Popolo, nonché militari tedeschi. L’azione più importante fu la distruzione di una stazione radio che disturbava le trasmissioni di Radio Londra che trasmetteva messaggi alle forze partigiane. Ma l’operazione ebbe pesanti conseguente sul gruppo dei quattro gappisti, due feriti furono catturati, torturati ed impiccati. Dante_Di_Nanni, gravemente ferito, fu individuato dai nazifascisti e si difese fino all’ultima cartuccia, poi per non cadere vivo nelle mani del nemico di uccise gettandosi dal balcone di casa. Solo Giovanni Pesce, anche se ferito, riuscì a salvarsi. Altro importante membro dei GAP Torino fu Piero Cordone "Gagnu", di zona San Donato.

[modifica] Milano

Per quanto riguarda Milano, il 20-9-1943 il Pci posizionò il comando generale delle brigate Garibaldi in un appartamento di un palazzo(al numero 30) appartenente al gruppo delle case popolari di via Lulli e mise in campo le scarse risorse del momento per la costituzione dei Gap. Il primo nucleo si formò fra gli operai delle fabbriche di Sesto San Giovanni e venne denominato 17° distaccamento, dopo si strutturarono i distaccamenti Antonio Gramsci a Sesto San Giovanni e Niguarda, il 5 Giornate a Porta romana e Porta Vittoria, il Giacomo Matteotti a Porta Ticinese ed il Carlo Rosselli. Questi distaccamenti, con le nascenti Bande Partigiane del Lecchese e del Comasco, costituirono la 3ª brigata Garibaldi Lombardia. Il comitato militare dirigente proveniente dal PCI era composto da Vittorio Bardini, Cesare Roda e Egisto Rubini con Francesco Scotti supervisore ed Ilio Barontini nelle vesti di esperto in tecniche militari, tutti con un passato di miliziani antifascisti nella guerra di Spagna, avendo fatto parte in Francia meridionale dei Francs tireurs partisans. La brigata così organizzata mise in opera 56 azioni di attacco militare ai nazifascisti tra l’ottobre 1943 e il gennaio 1944: di queste azioni 33 furono compiute in ambito cittadino e inflissero dure perdite ai nazifascisti. Ricordiamo alcune fra le azioni che ebbero maggior risonanza: distruzione del deposito di benzina dell’aeroporto di Taliedo il 2-10-1943 , attacco dinamitardo nell’ufficio informazioni tedesco allocato nella Stazione Centrale il 7-11-1943, l'uccisione del federale fascista Aldo Resega il 18-12-1943, giustiziato in pien giorno, attentato contro il questore di Milano Camillo Santamaria Nicolini il 3-2-1944 , attacco diretto alla casa del fascio di Sesto San Giovanni il 10-2-1944. Nel periodo compreso fra il 18 e il 24-2-1944 caddero e/o vennero catturati la gran parte del comitato militari e dei gappisti. Egisto Rubini, che era al comando della 3ª brigata Lombardia, essendo stato sottoposto a perdurante tortura per non parlare riuscì a suicidarsi nel carcere di San Vittore il 25-2-1944. L'ufficio politico investigativo del Gnr nei mesi successivi fra aprile e maggio riuscì a far catturare i gappisti rimasti ma già a giugno l'attività gappista riprendeva essendo stato inviato a Milano il comandante Giovanni Pesce, che aveva già comandato con ottimi risultati i Gap di Torino. [3]

[modifica] Firenze

A Firenze i Gap, a comando di Alessandro Sinigaglia, sono orgainzzati alla nascita in quattro gruppi di quattro uomini; Cesare Massai è il comandante operativo ovvero militare comandante mentre Alvo Fontani è commissario politico. Bruno Fanciullacci (nome di battaglia "Maurizio") comanda il gruppo "B", formato da compagni già con lui a Marciola: Tebaldo Cambi, Luciano Suisola, ed Aldo Fagioli[4] che è quindicenne e in seguito prenderà parte alle vicende del Gruppo di Combattimento “Cremona”. Il periodo in cui l'azione dei GAP è più intensa e redditizia per la Resistenza è dal gennaio all'aprile del '44: praticamente tutti i giorni vi sono sabotaggi e scontri con i nazifascisti e l'uomo di punta per capacità tattico_militare è Bruno Fanciullacci. Le azioni che organizza ed a cui partecipa in prima persona sono moltissime. In una, dopo essersi travestito da ufficiale fascista entra tranquillamente nella sede del PFR posizionato in via dei Servi e vi "scorda " uscendone un pacco bomba che esplode nell'immediato devastando completamente i locali della sede[5].

[modifica] Bigliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ da ANPI Rimini
  2. ^ ANPI Udine
  3. ^ Luigi Borgomaneri – La Resistenza a Milano
  4. ^ Biografia di Aldo Fagioli
  5. ^ da biografia di Bruno Fanciullacci
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