Grottesca

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Le grottesche antiche della Domus Aurea
Grottesche di Raffaello, Appartamenti Vaticani (dettaglio)

Le grottesche sono un soggetto pittorico molto popolare a partire dal Cinquecento.

Il nome, come spiega Benvenuto Cellini nella sua autobiografia, deriva dalle grotte del colle Esquilino a Roma che altro non erano che i resti sotterranei della Domus aurea di Nerone, scoperti nel 1480 e divenuti immediatamente popolari tra i pittori dell'epoca che spesso vi si fecero calare per studiare le fantasiose pitture rinvenute. Tra questi vi furono il Pinturicchio, Raffaello, Marco Palmezzano (il primo a portare le grottesche a nord dell'Appennino) e altri che in seguito diffusero questo stile.

Durante il Cinquecento, l'utilizzo di questo tipo di decorazione fu motivo di irritazione e disprezzo per molti teorici dell'arte, tra i quali il Vasari, che le definì "pitture licenziose e ridicole molto". Difatti non è difficile credere come le grottesche, caratterizzate dalla totale negazione dello spazio, dalla presenza di esseri ibridi e mostruosi e senza alcun riferimento intellettuale, siano state considerate opere di puro libertinaggio. Sono figurine esili ed estrose, che si fondono in decorazioni geometriche e naturalistiche, su uno sfondo in genere bianco o comunque monocromo. Le figure sono molto colorate e danno origine a cornici, effetti geometrici, intrecci e quant'altro, ma sempre mantenendo una certa levità e ariosità, per via del fatto che in genere i soggetti sono lasciati minuti, quasi calligrafici, sullo sfondo.

Vitruvio stesso, nell'antichità, condannò la moda di questi ornamenti ma allora, come nel Cinquecento, la loro diffusione fu inarrestabile.

Indice

[modifica] Fasi storiche

Le grottesche erano utilizzate nell'antichità e dopo il ritrovamento di queste decorazione nella Domus Aurea di Nerone (1480), sotto pretesto della imitatio antiquitatis, vennero riproposte.

Pittori illustri come Filippino Lippi, il Pinturicchio, Amico Aspertini e il Sodoma furono tra i primi a utilizzare queste frivolezze antiche ma con rapidità: il pressapochismo con il quale questi artisti s'accostavano alla decorazione tradiva una certa smania di sfruttare il prestigio di un modello antico. Fu l'equipe di Raffaello Sanzio ad effettuare una vera e propria riforma di questo genere aumentando così il numero di richieste da parte dei committenti e arrivando inevitabilmente alla monotonia della pratica.

Giovanni da Udine, contrariamente a Morto da Feltre (che meritò questo appellativo, secondo il racconto delle Vite di Vasari, per aver trascorso più tempo sotto che sopra la terra, studiando e ricopiando i motivi ornamentali delle grottesche), diede vitalità e vivacità a questo genere, ponendo l'accento sugli aspetti più naturalistici ed eliminando le componenti più fantastiche e le inquietanti mostruosità pagane.

Con la fine del Manierismo non si estinse del tutto la grottesca. Il criticato ornamento si nascose per riapparire nel Seicento sotto forma di arabesco e chinoiserie.

[modifica] Significato metaforico

La parola grottesco è passata poi a significare in italiano qualcosa di bizzarro e inconsueto, assumendo poi la connotazione di "ridicolo", ironizzante e caricaturale.

[modifica] Voci correlate

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