Grotte di Castellana
| Grotte di Castellana | |
Grotte di Castellana: la caverna principale (la grave) |
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| Paese | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Castellana Grotte |
| Altezza | 330 m s.l.m. |
| Coordinate | 40°52′32″N 17°08′59″E / 40.87565°N 17.14978°E |
Coordinate: 40°52′32″N 17°08′59″E / 40.87565°N 17.14978°E
Le grotte di Castellana sono un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di interesse speleologico e turistico, situato nel comune di Castellana Grotte, nella Murgia della provincia di Bari, a meno di 1 chilometro dal centro abitato.
Annesso al complesso vi è un museo speleologico.
Indice |
[modifica] Storia
Le grotte di Castellana si aprono nelle Murge sud orientali, altopiano calcareo formatosi nel Cretaceo superiore circa novanta - cento milioni di anni fa. In passato era nota solo la prima cavità dell'enorme complesso, chiamata la grave, utilizzata dai contadini come deposito perché pensavano che fosse la bocca dell'inferno. Nella cavità cadevano gli animali, e una caduta così alta portava sicuramente alla morte. E la morte degli animali causava cattivo odore che usciva dalla cavità. Inoltre i cadaveri degli animali producevano gas, che cercando di uscire venivano a contatto con il vento freddo dell'esterno e per questo venivano rimandati nella cavità. Questo processo faceva credere ai contadini che i gas fossero le anime dei peccatori morti e andati all'inferno che cercavano di uscire dall'inferno, ma venivano spinti dentro da forze ambigue. Un primo tentativo di esplorazione fu realizzato alla fine del XVIII secolo da alcuni giovani del luogo, che tuttavia si arrestarono pochi metri dopo il maestoso ingresso. La scoperta dell'intero sistema di voragini e cavità che compongono il complesso risale al 23 gennaio 1938 ad opera dello speleologo Franco Anelli nell'ambito di una campagna di ricerche speleologiche condotte nelle Murge sudorientali su invito dell'ente provinciale per il turismo di Bari.[1]
Le cavità sotterranee si estendono per una lunghezza di circa 3 chilometri, fino a raggiungere profondità dell'ordine di 72 metri al di sotto del livello del suolo, riferito all' ingresso della grotta. La visita turistica al complesso è possibile attraverso due itinerari: quello breve, di circa un chilometro e della durata di 50 minuti, e quello completo, che dura 2 ore. L'ingresso naturale è rappresentato da un'enorme voragine profonda 60 metri denominata la grave, termine dialettale locale per indicare una grande voragine. Da qui è possibile raggiungere la caverna bianca. La visita turistica si snoda lungo uno scenario affascinante per circa 1 km. L'itinerario più lungo, richiede due ore e si sviluppa per 3 km, tra caverne e voragini dai nomi mitologici o fantastici. Dalla Grave alla Grotta Nera o della Lupa Capitolina, dopo aver superato il Cavernone dei Monumenti, superato la Calza e successivamente la Caverna della Civetta, attraversato il Corridoio del Serpente, la Caverna del Precipizio ed il Piccolo Paradiso, si scorre per il lungo Corridoio del Deserto detto anche il Grand Canyon sotterraneo (di una colorazione rossiccia dovuta alla presenza in tale tratto di minerali ferrosi) si raggiunge la Caverna della Torre di Pisa, il limpido Laghetto di acqua di stillicidio, il Corridoio Rosso, la Caverna della Cupola ed infine passando dal luccicante Laghetto di Cristalli, si giunge nella straordinaria Grotta Bianca, definita la più bella grotta del mondo, luminosa e splendente. Ogni anno ci sono sempre nuove iniziative come le suggestive visite denominate Speleo Christmas e Speleo Night nelle quali i visitatori, con l'ausilio di speleologi esperti, scoprono le grotte con illuminati soltanto dalla luce dei loro caschetti.
[modifica] Particolarità
Una delle particolarità delle grotte è la presenza del coleottero Italodites stammeri, il cui habitat è rappresentato dalle grotte della Basilicata e della Puglia.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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