Grotte di Lascaux

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Grotte di Lascaux
Lascaux painting.jpg
Stato Francia Francia
Regione Blason de l'Aquitaine et de la Guyenne.svg Aquitania
Comuni Montignac
Lunghezza 250 m
Data scoperta 12 settembre 1940
Apertura al pubblico 1946
Coordinate 45°03′13″N 1°10′12″E / 45.053611°N 1.17°E45.053611; 1.17Coordinate: 45°03′13″N 1°10′12″E / 45.053611°N 1.17°E45.053611; 1.17
Mappa di localizzazione: Francia
Grotte di Lascaux
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Grotte di Lascaux della valle del Vézère
(EN) Prehistoric Sites and Decorated Caves of the Vézère Valley
Lascaux2.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (iii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1979
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
La pianta delle grotte di Lascaux

Le Grotte di Lascaux (in francese Grotte de Lascaux, in occitano Bauma de Las Caus) sono un complesso di caverne che si trova nella Francia sud-occidentale. Le grotte si trovano vicino al villaggio di Montignac, nel dipartimento della Dordogna. Nel 1979 le grotte di Lascaux sono state inserite nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, con le altre grotte che si trovano nella valle del fiume Vézère.

Nelle grotte si trovano esempi di opere di arte parietale risalenti al Paleolitico superiore: molte di queste opere vengono fatte risalire ad una data approssimativa di 17500 anni fa[1][2]. Il tema più comunemente rappresentato è quello di grandi animali dell'epoca (fra i quali l'uro, oggi estinto), resi con grande ricchezza di particolari. Tra le figure più note ricordiamo la mucca che salta, databile al tardo perigordiano o maddaleniano[3], presente nella cosiddetta Sala dei Tori[4].

Il complesso di caverne venne scoperto il 12 settembre 1940 da quattro ragazzi francesi: Marcel Ravidat, Jacques Marsal, Georges Agnel e Simon Coencas. Dopo la fine della seconda guerra mondiale le caverne vennero aperte al turismo di massa, ma nel 1955 l'anidride carbonica prodotta da 1.200 visitatori al giorno aveva visibilmente danneggiato le pitture. Nel 1963 le caverne vennero chiuse al pubblico e i dipinti vennero restaurati al loro stato originale.

Dal 1998, infestazioni fungine hanno invaso ampie parti del complesso e richiesto interventi straordinari di manutenzione; dal 2008, a seguito del peggioramento della situazione (con una nuova infestazione avviatasi nel 2007) e delle difficoltà per rimuoverne le tracce, le grotte sono state completamente chiuse al pubblico. È stato attivato un comitato scientifico internazionale, finalizzato a studiare le migliori modalità di tutela e ripristino ambientale del complesso.

Oggi i dipinti sono monitorati regolarmente, per cercare di evitare il loro ulteriore deterioramento[5].

Le sale più famose che compongono il complesso di grotte di Lascaux sono:

  • la grande sala dei tori;
  • il passaggio laterale;
  • la lancia dell'uomo morto;
  • la galleria dipinta;
  • il diverticolo dei felini.

Nel 1983 è stata aperta Lascaux II, una replica della grande sala dei tori e della galleria dipinta, situata a circa 200 metri dalle grotte originali; Lascaux II dal 2008 è divenuta la meta principale di visita, dopo la chiusura cautelativa del complesso originale.

Ad alcuni chilometri da Montignac, nel parco di Le Thot, sono esposte altre riproduzioni dei dipinti delle grotte di Lascaux.

La grotta di Lascaux viene anche chiamata la "Cappella Sistina del Paleolitico". Questo, "sia per la bellezza e vivezza delle immagini (...), sia per il loro numero[6].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Holly Capelo, Symbols from the Sky: Heavenly messages from the depths of prehistory may be encoded on the walls of caves throughout Europe., Seed Magazine, luglio 2010. URL consultato il gennaio 2011.
  2. ^ merlynne6, What the Lascaux Cave Paintings Tell Us About How Our Ancestors Understood the Stars, 2009. URL consultato il gennaio 2011.
  3. ^ Didascalia 5 a pagina 5 del testo Adorno - Mastrangelo 1994:5
  4. ^ Didascalia 6 a pagina 6 del testo Adorno - Mastrangelo 1994:5
  5. ^ Coye, N. dir. (2011), Lascaux et la conservation en milieu souterrain: actes du symposium international (Paris, 26-27 fév. 2009) = Lascaux and Preservation Issues in Subterranean Environments: Proceedings of the International Symposium (Paris, February 26 and 27), Éditions de la Maison des sciences de l'homme, 360 p. In francese e in inglese. [1]
  6. ^ Didascalia 5 a pagina 5 del testoAdorno - Mastrangelo 1994:5

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • ‪Piero Adorno‬, ‪Adriana Mastrangelo‬, Arte. Correnti e artisti. Per le Scuole superiori, Volume 1, Messina-Firenze, D'Anna, 1994, ISBN 88-8104-139-1.

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