Grotta Verde
| Grotta Verde | |
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La grotta Verde in una cartolina del XIX secolo. |
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| Altitudine | Ingresso occidentale: -4 m s.l.m. Ingresso orientale: 0 m s.l.m. |
| Altri nomi | Grotta dei Turchi |
| Coordinate | 40°32′22″N 14°13′15″E / 40.539357043192645°N 14.220771789550781°ECoordinate: 40°32′22″N 14°13′15″E / 40.539357043192645°N 14.220771789550781°E |
| « [...] Il mare era incredibilmente verde. Era verde e trasparente. » |
| (Mimmo Carratelli[1]) |
La grotta Verde, conosciuta anticamente come grotta dei Turchi, è una cavità ubicata nel versante meridionale dell'isola di Capri, in Campania, nota soprattutto per il colore dell'acqua nel suo interno che, a causa di particolari giochi di luce, assume il colore verde.
Indice |
Cenni storici [modifica]
La grotta Verde è conosciuta sin dal XVI secolo, durante il quale l'isola fu ripetutamente sottoposta ad attacchi nemici; sono tristemente noti per aver attaccato l'isola, per esempio, il pirata Dragut e il corsaro Khayr al-Din detto Barbarossa, che distrusse l'omonimo castello.[2]
Nel Cinquecento, molto probabilmente, all'interno della cavità si appostavano i corsari nemici con i loro bastimenti per saccheggiare di sorpresa le imbarcazioni che passavano.[3][4]
A causa di questi eventi che ebbero luogo in loco la cavità assunse inizialmente il toponimo di grotta dei Turchi, poi sostituito da quello odierno.[3]
La grotta divenne famosa soprattutto a partire dal XIX secolo, durante il quale si diffuse l'abitudine di fare il giro in barca dell'isola. La grotta Verde, insieme alla grotta Azzurra e ai celebri Faraglioni, diventò quindi un'attrazione dell'isola.[5]
Caratteristiche [modifica]
Struttura [modifica]
La cavità ha due aperture, dette convenzionalmente soglie (soglie subacquee se sommerse); quella occidentale è situata a quattro metri sotto il livello del mare, mentre quella orientale è al livello del mare[6] ed è alta sette metri.[7]
Le pareti della caverna, ampliatesi in seguito a frane, presentano un andamento irregolare a causa della particolare stratificazione rocciosa.[7]
La luce verde [modifica]
La caratteristica principale della grotta è tuttavia l'intensa colorazione verde smeraldo assunta dal mare al suo interno.[7]
Questo particolare gioco di colori è dovuto alla luce che penetra nella soglia subacquea, avendo (come già accennato) la cavità due aperture.[7]
La tonalità verde assunta dall'acqua all'interno dell'antro, tuttavia, può variare nelle diverse ore del giorno e al cambiare delle condizioni atmosferiche.[7][8]
Geologia [modifica]
La grotta Verde, classificata dagli speleologi come secondaria (ovvero prodotta, per fenomeni distruttivi, successivamente alla formazione della roccia madre),[9] è composta dalla roccia sedimentaria più antica di Capri, la dolomia, un aggregato di carbonato di calcio e magnesio risalenti a 190 e 130 milioni di anni fa.[7]
La cavità, inoltre, è una grotta d'erosione marina; la stessa è infatti dovuta all'erosione meccanica del moto ondoso sui punti della grotta che risultavano più fragili a causa di fenditure o fratturazioni e all'attacco chimico del mare.[10]
Note [modifica]
- ^ Carratelli.
- ^ Borà, p. 206.
- ^ a b Borà, p. 198.
- ^ Perillo, p. 224.
- ^ Oeabalus, p. 173.
- ^ Govi, p. 91.
- ^ a b c d e f De Angelis Bertolotti, p. 274.
- ^ Royal Geographical Society, p. 131.
- ^ De Angelis Bertolotti, p. 244.
- ^ De Angelis Bertolotti, p. 265.
Bibliografia [modifica]
- Antonello Perillo, L'isola che c'è. Capri raccontata ai ragazzi (in italiano), La Conchiglia, 2004. ISBN 8886443846
- Oebalus, Conoscere Capri (in italiano), Vol. 2. ISBN 8889097019
- Mimmo Carratelli; Elfrida Ismolli, Una Milanese a Capri, Elfrida Ismolli Digital Edition, 2012. ISBN 8890730161
- Romana De Angelis Bertolotti, Capri. La natura e la storia (in italiano), Zanichelli, luglio 1990. ISBN 8808091236
- Royal Geographical Society, The Geographical journal (in inglese), 1903, Vol. 22. (ISBN non disponibile)
- Salvatore Borà, Itinerari storici e monumentali di Capri ed Anacapri (in italiano), la Conchiglia, 2002. ISBN 8886443528
- Silvio Govi (a cura di), L'Universo, 2a ed. (in italiano), Instituto geografico militare, 1946, Vol. 26. (ISBN non disponibile)